Intimate Dolomites
PERCHE' LE DOLOMITI
Il percorso fotografico svolto sin qui mi ha portato a studiare me stesso e le mie passioni attraverso i luoghi che ho scelto via via di fotografare. Luoghi su cui avevo ovviamente delle storie da raccontare, storie riferite alla mia esperienza di vita.
Così, dopo gli anni trascorsi sull’Appennino Abruzzese, luogo di origine della mia famiglia e culla della mia passione per la montagna, ho deciso ora di raccontare le Dolomiti. Esse sono infatti, dopo l’Abruzzo, le montagne che ho frequentato di più nell’arco della mia vita. Una conoscenza che è iniziata da bambino e proseguita durante gli studi universitari in Geologia.
Sento che è ora giunto il momento di tornare tra vette e vallate per capire, con gli occhi della fotografia, cosa sono per me le Dolomiti oggi. Una sfida per raccontare la bellezza che, come ho imparato a vedere negli ultimi anni, non è solo nella grandiosità delle vette, pur necessarie e indispensabili ad una narrazione del luogo, ma anche nelle piccole cose che sono ovunque intorno a noi, per chi sa vederle.
FOCUS DEL PROGETTO E APPROCCIO FOTOGRAFICO
Lo scopo dei prossimi due anni di lavoro sarà raccontare per immagini ciò che sono per me oggi le Dolomiti, ovvero andare alla ricerca di me stesso e di ciò che più mi emoziona, come geologo, fotografo e in definitiva amante delle montagne, nel palcoscenico di quelle che sono, di fatto, le montagne più belle del Mondo.
Potranno essere di volta in volta le vette grandiose e le pareti rocciose mozzafiato, così come gli altri infiniti elementi del paesaggio che spesso passano inosservati ma che per me hanno grande significato: alberi, rocce, corsi d’acqua, dettagli. In realtà un mix di quel “tutto” dell’ambiente di montagna che mi fa sentire al posto giusto nel mondo. Un lavoro che quindi, per sua natura, non sarà né prettamente documentario né meramente estetico, ma esattamente a metà strada tra i due.
Per farlo, continuerò con l’approccio che negli ultimi otto anni mi ha accompagnato sui tre maggiori massicci montuosi Abruzzesi e mi ha permesso di realizzare i primi tre libri fotografici: l’uso di sistemi fotografici analogici a banco ottico di grande formato e pellicole in bianco e nero. Una metodologia di lavoro lenta, ragionata e profonda allo studio fotografico degli ambienti montani, che ho perfezionato nel tempo e che mi permette di entrare in grande sintonia con il paesaggio attorno a me, consentendomi di realizzare un numero limitato di immagini caratterizzate da elevatissima qualità ed estetica peculiare e personale.
Uno stile, tra l’altro, controcorrente rispetto alla bulimia di immagini, la standardizzazione e la noncuranza con cui spesso si fotografa e più in generale si vive la montagna oggigiorno. Una ricerca che vuole anche recuperare un ritmo più naturale di osservazione e fruizione della montagna e ridare piena dignità e consapevolezza ad ogni fotografia che si decide di realizzare.
Un progetto che, in conclusione, è riscoperta della bellezza delle Dolomiti attraverso un racconto molto intimo, e quindi interiore, costituito da immagini di altissima qualità che tra l’altro vogliono suggerire l’importanza di rallentare, riflettere e osservare, il mondo e quindi se stessi.
(English below the picture)
Il percorso fotografico svolto sin qui mi ha portato a studiare me stesso e le mie passioni attraverso i luoghi che ho scelto via via di fotografare. Luoghi su cui avevo ovviamente delle storie da raccontare, storie riferite alla mia esperienza di vita.
Così, dopo gli anni trascorsi sull’Appennino Abruzzese, luogo di origine della mia famiglia e culla della mia passione per la montagna, ho deciso ora di raccontare le Dolomiti. Esse sono infatti, dopo l’Abruzzo, le montagne che ho frequentato di più nell’arco della mia vita. Una conoscenza che è iniziata da bambino e proseguita durante gli studi universitari in Geologia.
Sento che è ora giunto il momento di tornare tra vette e vallate per capire, con gli occhi della fotografia, cosa sono per me le Dolomiti oggi. Una sfida per raccontare la bellezza che, come ho imparato a vedere negli ultimi anni, non è solo nella grandiosità delle vette, pur necessarie e indispensabili ad una narrazione del luogo, ma anche nelle piccole cose che sono ovunque intorno a noi, per chi sa vederle.
FOCUS DEL PROGETTO E APPROCCIO FOTOGRAFICO
Lo scopo dei prossimi due anni di lavoro sarà raccontare per immagini ciò che sono per me oggi le Dolomiti, ovvero andare alla ricerca di me stesso e di ciò che più mi emoziona, come geologo, fotografo e in definitiva amante delle montagne, nel palcoscenico di quelle che sono, di fatto, le montagne più belle del Mondo.
Potranno essere di volta in volta le vette grandiose e le pareti rocciose mozzafiato, così come gli altri infiniti elementi del paesaggio che spesso passano inosservati ma che per me hanno grande significato: alberi, rocce, corsi d’acqua, dettagli. In realtà un mix di quel “tutto” dell’ambiente di montagna che mi fa sentire al posto giusto nel mondo. Un lavoro che quindi, per sua natura, non sarà né prettamente documentario né meramente estetico, ma esattamente a metà strada tra i due.
Per farlo, continuerò con l’approccio che negli ultimi otto anni mi ha accompagnato sui tre maggiori massicci montuosi Abruzzesi e mi ha permesso di realizzare i primi tre libri fotografici: l’uso di sistemi fotografici analogici a banco ottico di grande formato e pellicole in bianco e nero. Una metodologia di lavoro lenta, ragionata e profonda allo studio fotografico degli ambienti montani, che ho perfezionato nel tempo e che mi permette di entrare in grande sintonia con il paesaggio attorno a me, consentendomi di realizzare un numero limitato di immagini caratterizzate da elevatissima qualità ed estetica peculiare e personale.
Uno stile, tra l’altro, controcorrente rispetto alla bulimia di immagini, la standardizzazione e la noncuranza con cui spesso si fotografa e più in generale si vive la montagna oggigiorno. Una ricerca che vuole anche recuperare un ritmo più naturale di osservazione e fruizione della montagna e ridare piena dignità e consapevolezza ad ogni fotografia che si decide di realizzare.
Un progetto che, in conclusione, è riscoperta della bellezza delle Dolomiti attraverso un racconto molto intimo, e quindi interiore, costituito da immagini di altissima qualità che tra l’altro vogliono suggerire l’importanza di rallentare, riflettere e osservare, il mondo e quindi se stessi.
(English below the picture)
WHY THE DOLOMITES
My photographic journey so far has led me to explore myself and my passions through the places I have chosen to photograph over the years—places that naturally carried stories I felt compelled to tell, stories rooted in my own life experience.
After the years spent in the Abruzzo Apennines—the land of my family’s origins and the cradle of my love for the mountains—I have now decided to turn my gaze to the Dolomites. After Abruzzo, they are the mountains I have visited most throughout my life, a relationship that began in childhood and continued during my university studies in Geology.
I feel that the time has come to return to these peaks and valleys to understand, through the lens of photography, what the Dolomites mean to me today. It is a challenge to portray a beauty that, as I have learned in recent years, lies not only in the grandeur of the summits—essential and irreplaceable as they are to any narrative of the place—but also in the small things that surround us everywhere, for those who know how to see them.
PROJECT FOCUS AND PHOTOGRAPHIC APPROACH
Over the next two years, my goal is to tell, through images, what the Dolomites represent for me today—to search for myself and for what moves me most as a geologist, a photographer, and ultimately a mountain lover, within the stage of what are, in many ways, the most beautiful mountains in the world.
At times it will be the majestic peaks and breathtaking rock faces; at others, the countless elements of the landscape that often go unnoticed yet hold deep meaning for me: trees, rocks, streams, details. In truth, a blend of that “whole” of the mountain environment that makes me feel in the right place in the world. A body of work that, by its nature, will be neither strictly documentary nor purely aesthetic, but something precisely in between.
To achieve this, I will continue with the approach that has guided me over the past eight years across the three major mountain ranges of Abruzzo and allowed me to create my first three photographic books: the use of large-format analog view cameras and black-and-white film. A slow, thoughtful, and immersive working method for studying mountain environments—one I have refined over time and that allows me to enter into deep harmony with the landscape around me, producing a limited number of images characterized by exceptional quality and a distinctive, personal aesthetic.
It is a style that runs counter to today’s image overload, standardization, and the carelessness with which photography—and mountain life itself—is often approached. This project also seeks to reclaim a more natural rhythm of observation and experience in the mountains, restoring full dignity and awareness to every photograph one chooses to make.
Ultimately, this project is a rediscovery of the beauty of the Dolomites through a deeply intimate and inward-looking narrative, composed of high-quality images that aim to suggest the importance of slowing down, reflecting, and observing the world—and, through it, oneself.
My photographic journey so far has led me to explore myself and my passions through the places I have chosen to photograph over the years—places that naturally carried stories I felt compelled to tell, stories rooted in my own life experience.
After the years spent in the Abruzzo Apennines—the land of my family’s origins and the cradle of my love for the mountains—I have now decided to turn my gaze to the Dolomites. After Abruzzo, they are the mountains I have visited most throughout my life, a relationship that began in childhood and continued during my university studies in Geology.
I feel that the time has come to return to these peaks and valleys to understand, through the lens of photography, what the Dolomites mean to me today. It is a challenge to portray a beauty that, as I have learned in recent years, lies not only in the grandeur of the summits—essential and irreplaceable as they are to any narrative of the place—but also in the small things that surround us everywhere, for those who know how to see them.
PROJECT FOCUS AND PHOTOGRAPHIC APPROACH
Over the next two years, my goal is to tell, through images, what the Dolomites represent for me today—to search for myself and for what moves me most as a geologist, a photographer, and ultimately a mountain lover, within the stage of what are, in many ways, the most beautiful mountains in the world.
At times it will be the majestic peaks and breathtaking rock faces; at others, the countless elements of the landscape that often go unnoticed yet hold deep meaning for me: trees, rocks, streams, details. In truth, a blend of that “whole” of the mountain environment that makes me feel in the right place in the world. A body of work that, by its nature, will be neither strictly documentary nor purely aesthetic, but something precisely in between.
To achieve this, I will continue with the approach that has guided me over the past eight years across the three major mountain ranges of Abruzzo and allowed me to create my first three photographic books: the use of large-format analog view cameras and black-and-white film. A slow, thoughtful, and immersive working method for studying mountain environments—one I have refined over time and that allows me to enter into deep harmony with the landscape around me, producing a limited number of images characterized by exceptional quality and a distinctive, personal aesthetic.
It is a style that runs counter to today’s image overload, standardization, and the carelessness with which photography—and mountain life itself—is often approached. This project also seeks to reclaim a more natural rhythm of observation and experience in the mountains, restoring full dignity and awareness to every photograph one chooses to make.
Ultimately, this project is a rediscovery of the beauty of the Dolomites through a deeply intimate and inward-looking narrative, composed of high-quality images that aim to suggest the importance of slowing down, reflecting, and observing the world—and, through it, oneself.
Prime fotografie ufficiali del progetto / First official photographs of the project (Oct 25 - Jan 2026)
AREA DI LAVORO
Al momento l’intenzione è di focalizzare il mio racconto fotografico grosso modo sull’area delle Dolomiti Occidentali (quindi le Fassane, comprendenti Latemar, Catinaccio, Sassolungo, Sella e Marmolada) e le Pale di San Martino, aggiungendo verso est Civetta e Pelmo. Almeno per il primo anno la base logistica da cui muovermi sarà in Val di Fiemme.
Premettendo che il lavoro si svilupperà man mano, e quindi rispetto all’intenzione iniziale ci potranno essere variazioni, la scelta è consistente con la mia intenzione di scoprire e raccontare la mia storia delle Dolomiti, senza intenti omnicomprensivi di tipo documentario, che tra l’altro risulterebbero troppo vasti, né prettamente estetici e quindi legati agli spot più conosciuti. Beninteso che, come altrove specificato, anche le zone tra un massiccio e l’altro faranno parte integrante del progetto, come ad esempio la Catena di Bocche o i Lagorai.
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WORKING AREA
At this stage, my intention is to focus my photographic narrative on the Western Dolomites—specifically the Fassa area, including Latemar, Catinaccio, Sassolungo, Sella, and Marmolada—and on the Pale di San Martino, extending eastward to include Civetta and Pelmo. For at least the first year, my logistical base will be in Val di Fiemme.
While the project will naturally evolve over time—and may therefore diverge from this initial outline—this choice reflects my desire to discover and tell my story of the Dolomites. I am not aiming for an exhaustive documentary approach, which would be far too broad, nor for a purely aesthetic one tied only to the most iconic viewpoints. As mentioned elsewhere, the areas between one mountain group and another will also be an integral part of the project, such as the Catena di Bocche or the Lagorai.
Al momento l’intenzione è di focalizzare il mio racconto fotografico grosso modo sull’area delle Dolomiti Occidentali (quindi le Fassane, comprendenti Latemar, Catinaccio, Sassolungo, Sella e Marmolada) e le Pale di San Martino, aggiungendo verso est Civetta e Pelmo. Almeno per il primo anno la base logistica da cui muovermi sarà in Val di Fiemme.
Premettendo che il lavoro si svilupperà man mano, e quindi rispetto all’intenzione iniziale ci potranno essere variazioni, la scelta è consistente con la mia intenzione di scoprire e raccontare la mia storia delle Dolomiti, senza intenti omnicomprensivi di tipo documentario, che tra l’altro risulterebbero troppo vasti, né prettamente estetici e quindi legati agli spot più conosciuti. Beninteso che, come altrove specificato, anche le zone tra un massiccio e l’altro faranno parte integrante del progetto, come ad esempio la Catena di Bocche o i Lagorai.
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WORKING AREA
At this stage, my intention is to focus my photographic narrative on the Western Dolomites—specifically the Fassa area, including Latemar, Catinaccio, Sassolungo, Sella, and Marmolada—and on the Pale di San Martino, extending eastward to include Civetta and Pelmo. For at least the first year, my logistical base will be in Val di Fiemme.
While the project will naturally evolve over time—and may therefore diverge from this initial outline—this choice reflects my desire to discover and tell my story of the Dolomites. I am not aiming for an exhaustive documentary approach, which would be far too broad, nor for a purely aesthetic one tied only to the most iconic viewpoints. As mentioned elsewhere, the areas between one mountain group and another will also be an integral part of the project, such as the Catena di Bocche or the Lagorai.
TIMELINE DEL PROGETTO
PROGRESSIONE DEL LAVORO
La previsione è di effettuare una sessione fotografica al mese da non meno di 3-4 giorni di lavoro sul campo, con eventuali ripetizioni in periodi particolarmente favorevoli, come quello autunnale o tardo primaverile. Il lavoro è di fatto già iniziato nei mesi di ottobre e novembre 2025 dalle Dolomiti Fassane, da cui le fotografie presenti in queste pagine. L’intenzione è di proseguire per tutto il 2026 nella medesima area, allargandomi poi progressivamente, nel 2027, verso est e nord.
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PROJECT TIMELINE
WORK PROGRESSION
The plan is to carry out one photographic session per month, each lasting no fewer than 3–4 days of fieldwork, with additional visits during particularly favorable periods such as autumn or late spring. In fact, the work has already begun in October and November 2025 in the Fassa Dolomites, from which the photographs shown on these pages originate. My intention is to continue working in the same area throughout 2026, gradually expanding eastward and northward during 2027.
- Fine 2025 – 2026: ricerca sponsor economici e patrocini
- 2026 – 2027: lavoro sul campo e comunicazione relativa al progetto
- Prima metà del 2028: finalizzazione del progetto e realizzazione prodotti finali
PROGRESSIONE DEL LAVORO
La previsione è di effettuare una sessione fotografica al mese da non meno di 3-4 giorni di lavoro sul campo, con eventuali ripetizioni in periodi particolarmente favorevoli, come quello autunnale o tardo primaverile. Il lavoro è di fatto già iniziato nei mesi di ottobre e novembre 2025 dalle Dolomiti Fassane, da cui le fotografie presenti in queste pagine. L’intenzione è di proseguire per tutto il 2026 nella medesima area, allargandomi poi progressivamente, nel 2027, verso est e nord.
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PROJECT TIMELINE
- Late 2025 – 2026: search for financial sponsors and institutional support
- 2026 – 2027: fieldwork and project-related communication
- First half of 2028: project completion and creation of the final outputs
WORK PROGRESSION
The plan is to carry out one photographic session per month, each lasting no fewer than 3–4 days of fieldwork, with additional visits during particularly favorable periods such as autumn or late spring. In fact, the work has already begun in October and November 2025 in the Fassa Dolomites, from which the photographs shown on these pages originate. My intention is to continue working in the same area throughout 2026, gradually expanding eastward and northward during 2027.
BUDGET
Il calcolo complessivo dei fondi necessari a realizzare il progetto è stimato in 55.000€, così ripartiti:
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BUDGET
The total funding required to complete the project is estimated at €55,000, allocated as follows:
Il calcolo complessivo dei fondi necessari a realizzare il progetto è stimato in 55.000€, così ripartiti:
- 30.000€ quali spese vive necessarie per il lavoro sul campo, comprendenti quindi le spese di viaggio, vitto e alloggio più varie ed eventuali, ripartite in circa 25 sessioni fotografiche da 4/5 giorni l’una spalmate su due anni di lavoro.
- 25.000€ quali costi di realizzazione e stampa del libro fotografico, della mostra e di altre varie ed eventuali.
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BUDGET
The total funding required to complete the project is estimated at €55,000, allocated as follows:
- €30,000 to cover essential fieldwork expenses, including travel, food, accommodation, and miscellaneous costs. This amount corresponds to approximately 25 photographic sessions of 4–5 days each, spread across two years of work.
- €25,000 for the production and printing of the photographic book, the exhibition, and other related expenses.
SPONSOR, PATROCINI E VANTAGGI PER I SOSTENITORI
Attualmente il progetto è nella fase di ricerca finanziamenti, patrocini e supporto tecnico/logistico. Ad oggi (febbraio 2026) le collaborazioni già attive sono le seguenti:
A tutti i finanziatori, enti patrocinanti e sponsor tecnici garantisco una comunicazione continua durante tutta la durata del progetto sui miei canali (sito, social) consistente nella pubblicazione di fotografie, video e testi tecnico/informativi ove saranno sempre segnalati con tag e menzioni suddetti sostenitori.
Garantisco inoltre la segnalazione degli stessi mediante inserimento del relativo logo nel libro, nel materiale a supporto della mostra e negli altri eventuali prodotti (calendario, ecc).
Infine, tutti coloro che mi supporteranno riceveranno un congruo numero di copie del libro e di altri prodotti finali del progetto. Il materiale fotografico e video (sia fotografie ufficiali che backstage) che produrrò durante il lavoro potrà essere utilizzato dai sostenitori nei modi concordati al momento della formalizzazione della collaborazione.
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SPONSORS, PATRONAGES, AND BENEFITS FOR SUPPORTERS
The project is currently in the phase of securing funding, patronages, and technical/logistical support. As of February 2026, the following collaborations are already active:
All financial contributors, patronage institutions, and technical sponsors will receive continuous visibility throughout the entire duration of the project across my communication channels (website and social media). This will include the publication of photographs, videos, and technical/informative texts in which supporters will always be acknowledged through tags and mentions.
Supporters will also be credited through the inclusion of their logo in the book, in the exhibition materials, and in any additional project outputs (such as calendars, etc.).
Finally, all those who support the project will receive an appropriate number of copies of the book and other final products. Photographic and video material produced during the project—both official images and behind-the-scenes content--may be used by supporters in the ways agreed upon at the time the collaboration is formalized.
Attualmente il progetto è nella fase di ricerca finanziamenti, patrocini e supporto tecnico/logistico. Ad oggi (febbraio 2026) le collaborazioni già attive sono le seguenti:
- StenopeiKa (sponsor tecnico/fotografia)
- JOBO International GmbH (sponsor tecnico/fotografia)
- Sport Natura (sponsor tecnico/abbigliamento tecnico)
- Seipersei Edizioni (Editore libro)
- Francesco Lorusso (Fotografo/Backstage del lavoro)
- Fassa Style (sponsor tecnico/abbigliamento)
A tutti i finanziatori, enti patrocinanti e sponsor tecnici garantisco una comunicazione continua durante tutta la durata del progetto sui miei canali (sito, social) consistente nella pubblicazione di fotografie, video e testi tecnico/informativi ove saranno sempre segnalati con tag e menzioni suddetti sostenitori.
Garantisco inoltre la segnalazione degli stessi mediante inserimento del relativo logo nel libro, nel materiale a supporto della mostra e negli altri eventuali prodotti (calendario, ecc).
Infine, tutti coloro che mi supporteranno riceveranno un congruo numero di copie del libro e di altri prodotti finali del progetto. Il materiale fotografico e video (sia fotografie ufficiali che backstage) che produrrò durante il lavoro potrà essere utilizzato dai sostenitori nei modi concordati al momento della formalizzazione della collaborazione.
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SPONSORS, PATRONAGES, AND BENEFITS FOR SUPPORTERS
The project is currently in the phase of securing funding, patronages, and technical/logistical support. As of February 2026, the following collaborations are already active:
- StenopeiKa (technical sponsor / photography)
- JOBO International GmbH (technical sponsor / photography)
- Sport Natura (technical sponsor / outdoor apparel)
- Seipersei Edizioni (book publisher)
- Francesco Lorusso (photogapher/backstage)
- Fassa Style (technical sponsor/apparel)
All financial contributors, patronage institutions, and technical sponsors will receive continuous visibility throughout the entire duration of the project across my communication channels (website and social media). This will include the publication of photographs, videos, and technical/informative texts in which supporters will always be acknowledged through tags and mentions.
Supporters will also be credited through the inclusion of their logo in the book, in the exhibition materials, and in any additional project outputs (such as calendars, etc.).
Finally, all those who support the project will receive an appropriate number of copies of the book and other final products. Photographic and video material produced during the project—both official images and behind-the-scenes content--may be used by supporters in the ways agreed upon at the time the collaboration is formalized.
Per avere maggiori informazioni scrivete a/To get more info write to: [email protected]
Qui sotto potete scaricare il pdf con la presentazione del progetto (ITA only)
Qui sotto potete scaricare il pdf con la presentazione del progetto (ITA only)
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