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<channel><title><![CDATA[GIULIO SPERANZA PHOTOGRAPHY - Blog]]></title><link><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog]]></link><description><![CDATA[Blog]]></description><pubDate>Sat, 07 Mar 2026 13:36:12 +0100</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[StenopeiKa Leonardo 8x10" Mark II: profondo rinnovamento per l'ammiraglia made in Tuscany]]></title><link><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-leonardo-8x10-mark-ii-profondo-rinnovamento-per-lammiraglia-made-in-tuscany]]></link><comments><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-leonardo-8x10-mark-ii-profondo-rinnovamento-per-lammiraglia-made-in-tuscany#comments]]></comments><pubDate>Sun, 31 Dec 2023 08:48:44 GMT</pubDate><category><![CDATA[Analogico]]></category><category><![CDATA[Attrezzatura]]></category><category><![CDATA[Fotocamere]]></category><category><![CDATA[Grande Formato]]></category><category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-leonardo-8x10-mark-ii-profondo-rinnovamento-per-lammiraglia-made-in-tuscany</guid><description><![CDATA[    La StenopeiKa Leonardo 8x10" Mark II in azione sui pendii della Cimata di Pezza (Velino-Sirente, Abruzzo).   INTRODUZIONE&#8203;Poco meno di 4 anni fa, il 26 marzo del 2020 per la precisione, pubblicavo sul mio blog&nbsp;&nbsp;la recensione della StenopeiKa&nbsp;&nbsp; Leonardo 8x10&rdquo;, in quel momento ammiraglia delle folding che Samuele Piccoli progetta e costruisce con amore in quel di Pistoia. I propositi erano chiari: lanciare una nuova linea di fotocamere di fascia alta (le cosidde [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231120-115444-01_orig.jpeg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231120-115444-01_orig.jpeg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La StenopeiKa Leonardo 8x10" Mark II in azione sui pendii della Cimata di Pezza (Velino-Sirente, Abruzzo).</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>INTRODUZIONE</strong><br /><br />&#8203;Poco meno di 4 anni fa, il 26 marzo del 2020 per la precisione, <a href="https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-leonardo-8x10-estetica-e-tecnologia-per-la-nuova-ammiraglia-made-in-tuscany" target="_blank">pubblicavo sul mio blog</a>&nbsp;<span>&nbsp;</span>la recensione della <strong>StenopeiKa<span>&nbsp;</span>&nbsp; Leonardo 8x10&rdquo;</strong>, in quel momento <strong>ammiraglia</strong> delle folding che Samuele Piccoli progetta e costruisce con amore in quel di Pistoia. I propositi erano chiari: lanciare una nuova linea di fotocamere di fascia alta (le cosiddette &ldquo;Renaissance&rdquo;), esteticamente accattivanti e tecnicamente avanzate, dedicate all&rsquo;utente esigente che cercava uno strumento in grado di lavorare sul campo senza compromessi. Il mio commento finale alla recensione era positivo: la macchina era bella e ben costruita, ricca di features e piacevole da usare, pur tradendo una rigidit&agrave; non eccezionale e una stabilit&agrave; delle due standarde migliorabile.<br /><br />Nel tempo trascorso da quella recensione ne &egrave; passata di acqua sotto i ponti, almeno per me! Ho lavorato con sempre maggiore frequenza sul formato 8x10&rdquo;, cambiando diverse fotocamere e acquisendo una buona esperienza, finch&eacute;, notizia di qualche mese fa, ho iniziato un <strong>nuovo progetto fotografico</strong> scegliendo proprio il formato &ldquo;grande del grande&rdquo; e trovando finalmente lo strumento ideale per portarlo a termine. Indovinate un po&rsquo;? Si tratta proprio della StenopeiKa Leonardo!! Non quella di prima per&ograve;, ma il nuovo modello, <strong>la Mark II</strong>.<br /><br />Eccomi quindi, dopo alcuni mesi di lavoro sulle montagne dell&rsquo;Appennino Centrale, a parlarvi non di un semplice restyling della fotocamera originaria, ma di uno <strong>strumento del tutto rinnovato</strong>, volto al mantenimento dei pregi e alla risoluzione dei difetti del predecessore. Samuele ci sar&agrave; riuscito? Leggete e lo scoprirete!</div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div class="paragraph"><strong>DATI TECNICI</strong><br />&#8203;<br />Come di consueto, vi propongo i dati tecnici nudi della macchina, utili da punto di partenza per descrivere e inquadrare lo strumento di cui mi accingo a parlarvi:<br /><br /><ul><li><em>Nome</em>: StenopeiKa <strong>Leonardo Mark II</strong></li><li><em>Tipo</em>: fotocamera a corpi mobili di tipo &ldquo;folding"</li><li><em>Formato</em>: <strong>8x10&rdquo;</strong></li><li><em>Test effettuato su esemplare</em>: #00 (primo prototipo della nuova serie)</li><li><em>Materiali</em>: <strong>alluminio verniciato nero e legno</strong> (cipresso toscano, altri tipi di legno disponibili)</li><li><em>Dimensioni da chiusa</em>: <strong>36x35x12cm</strong></li><li><em>Peso</em>: <strong>5kg</strong> (sar&agrave; <strong>4,6kg sulla versione ufficiale</strong>)</li><li><em>Allungamento min e max</em>: <strong>8cm / 71cm</strong> (a standarde verticali)</li><li>Movimenti standarda anteriore: decentramento verticale<strong>&nbsp; +/- 5cm</strong>; decentramento laterale<strong> +/- 2,5cm</strong>; tilt assiale <strong>limitato dal soffietto</strong>; tilt basale <strong>+23&deg;/limitato dal soffietto</strong>; swing <strong>+/- 15&deg;</strong></li><li>Movimenti standarda posteriore: tilt basale <strong>+90/-25&deg;</strong>; swing <strong>+/- 12,5&deg;</strong></li><li>Soffietto: classico, sostituibile con soffietto grandangolare, attacco magnetico</li><li>Frame posteriore: magnetico, con maniglia per inserimento chassis</li><li>Vetro smerigliato: con reticolo, con lente di fresnel</li><li>Lensboard: <strong>tipo Sinar</strong></li></ul> &nbsp;<br />Note: inclusa lastra di legno ad attacco magnetico di protezione del vetro. Disponibile adattatore per <strong>otturatore esterno</strong> Sinar/Copal (consente di usare le lenti Sinar montate su piastra senza otturatore).</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231129-110057-01_orig.jpeg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231129-110057-01_orig.jpeg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Al lavoro sull'ottimo vetro smerigliato con reticolo e lente di fresnel della Leonardo, immerso nel bellissimo panorama innevato della Valle del Puzzillo (Campo Felice, Velino-Sirente).</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>DESCRIZIONE</strong><br /><br />Premetto doverosamente che tutto ci&ograve; che segue &egrave; basato sul modello #00 della nuova fotocamera, quindi <strong>il primo prototipo</strong>. Ovviamente alcuni piccoli dettagli potranno quindi variare sul modello finale, e ho personalmente inserito delle guide millimetrate posteriori diverse da quelle fornite di fabbrica perch&eacute; quelle originali mi sono arrivate solo in un secondo momento (visibili in una delle foto qui sotto comunque).<br /><br />Se confrontate i dati della Mark II con quelli della precedente, noterete alcune <strong>piccole variazioni</strong>, vediamo. Dimensioni pressoch&eacute; identiche, medesimi materiali, peso salito leggermente (da 4,5 a 5kg, che per&ograve; torneranno a 4,6kg sul modello ufficiale). <strong>Estensione minima</strong> e massima sono cambiate, con la prima che raggiunge l&rsquo;<strong>incredibile valore di 8cm</strong>, e la massima che sale a 71cm. Avete capito bene: sulla Leonardo MK II si possono montare ottiche davvero corte, il tutto senza piastra rientrante e a standarde verticali, cio&egrave; senza sfruttare il doppio tilt anteriore per ridurre ulteriormente l&rsquo;estensione. Resta da vedere la possibilit&agrave; di trovare ottiche cos&igrave; corte che coprano l&rsquo;8x10&rdquo;, ma appare chiaro che sulla carta il lavoro con i grandangoli sia assai comodo. Decentramento verticale e laterale sono i medesimi, ma il laterale ora si trova <strong>davanti</strong> e non pi&ugrave; dietro. Anche le rotazioni presentano angoli comparabili se non del tutto identici alla precedente versione.<br /><br />In effetti all&rsquo;osservatore disattento le due Leonardo potrebbero sembrare <strong>quasi identiche</strong>. Niente di pi&ugrave; sbagliato. Gi&agrave; dai dati tecnici infatti si percepisce qualcosa, un cambiamento che, osservando la macchina da vicino con attenzione, si presente assai importante, <strong>quasi radicale</strong>, andiamo a vedere!<br /><br /><strong>Da chiusa</strong><br />Osservando la macchina da chiusa si possono notare immediatamente alcuni interessanti particolari: il consueto e comodissimo <strong>proteggi-vetro magnetico</strong> &egrave; al suo posto. Accanto al bel maniglione di apertura/chiusura vano inserimento chassis e alle molle in materiale plastico. Sul davanti, ecco due piacevoli novit&agrave;: una <strong>maniglia e un laccetto di chiusura</strong> in pelle che consentono un trasporto sicuro e confortevole della fotocamera. La base metallica ricorda quella del modello precedente, ma ora vi sono <strong>due inserti in legno esteticamente molto belli</strong> che fanno capo alle guide dell&rsquo;estensione posteriore, dotati anche di guide millimetrate, e al sistema di swing posteriore. La struttura portante in alluminio appare al tempo stesso <strong>pi&ugrave; massiccia ma notevolmente semplificata</strong> rispetto a prima, ed in affetti sono stati <strong>aumentati gli spessori dei componenti ma diminuito il numero degli stessi</strong>. Anche in questo caso il risultato &egrave; di piacevole semplicit&agrave; estetica ma di robustezza notevole. <strong>Nuove le guide del fuoco anteriore</strong>, di maggiore dimensione ma a sezione rotonda e non rettangolare. <strong>Nuovo il design delle manopole </strong>di controllo di rotazioni e decentramenti, pi&ugrave; grandi ed ergonomiche. Il frame di legno posteriore presenta un nuovo sistema di incastro delle parti di legno, che dovrebbe irrigidire ulteriormente la struttura.<br /><br /><strong>Apertura</strong><br />Qui siamo, come si suol dire, alle &ldquo;solite&rdquo;. Ovvero <strong>nulla cambia</strong> rispetto alle altre fotocamere a marchio StenopeiKa. Prima si soleva la standarda posteriore, ovviamente dopo aver sganciato il laccetto di sicurezza, poi si passa a quella anteriore, lavorando sui generosi manopoloni in metallo. Ultimo passaggio, il sollevamento del frame in legno anteriore, con blocco del decentramento nella posizione neutra tramite i due perni metallici gi&agrave; visti sui precedenti modelli. Pur restando non particolarmente comodi, la loro ergonomia &egrave; migliorata rispetto al passato. L&rsquo;operazione nel complesso &egrave; rapida e abbastanza comoda.&nbsp;</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20230613-100348-01_orig.jpeg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20230613-100348-01_orig.jpeg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Giugno 2023 sul Monte della Revecena (Val d'Arano, Sirente). Ho appena ricevuto la Leonardo Mark II e inizio subito a lavorarci sul campo per il mio nuovo progetto, assieme al fedele Fujinon-W 300mm. La prima cosa che mi sorprende &egrave; la semplificazione della meccanica e l'aumento considerevole della stabilit&agrave;.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>Da aperta</strong><br />Ora possiamo finalmente osservare la Leonardo Mark II per intero, metterci le mani su per bene e familiarizzare. Innanzitutto, si percepisce subito la semplificazione della parte meccanica: meno viti, meno manopole, meno lastre di alluminio sovrappose per controllare i vari movimenti. Tutto risulta molto pi&ugrave; <strong>ordinato e funzionale</strong>. Altra cosa che si nota &egrave; l&rsquo;<strong>ispessimento generale delle parti metalliche</strong>: montanti delle standarde, base, piastre basali e guide del fuoco, tutto &egrave; pi&ugrave; massiccio e d&agrave; un&rsquo;idea di notevole solidit&agrave;. Sensazione confermata quando si prova a spingere sui vari elementi: una volta serrate per bene le varie manopole la <strong>rigidit&agrave; della struttura &egrave; davvero notevole</strong>, di gran lunga superiore al modello precedente. L&rsquo;<strong>accoppiamento delle due standarde con la base</strong>, punto debole in passato, &egrave; ora perfetto, cosa molto importante su una 8x10&rdquo; che ha a che fare con lenti pesanti e lunghe leve.<br /><br />Il frame posteriore in legno alloggia il <strong>vetro smerigliato</strong> con lente di Fresnel, entrambi di ottima fattura. L&rsquo;apertura per inserire lo chassis fa affidamento su una <strong>grande maniglia</strong> che permette di eseguire l&rsquo;operazione con estrema facilit&agrave;, senza sollecitare in alcun modo il resto della macchina. La pressione delle molle, che a prima vista non sembra sufficiente a mantenere in sede la cartuccia, svolge invece bene il suo lavoro, come vedremo nella sezione &ldquo;uso sul campo&rdquo;. Da notare anche il sistema di <strong>rotazione del frame</strong>, sempre ad attaccatura magnetica, ma con l&rsquo;aggiunta di sostegni alla base e levette metalliche di sicurezza in alto. Si evita cos&igrave; qualsiasi distacco accidentale o caduta dello stesso.<br /><br />Tutta la standarda posteriore pu&ograve; essere <strong>spostata rapidamente</strong> avanti e indietro per controllare l&rsquo;allungamento della macchina per mezzo di due grandi manopole poste sulle parti in legno. Lo scorrimento &egrave; fluido e comodo. Il tutto &egrave; completato da due <strong>guide millimetriche</strong> sul lato che servono a controllare il parallelismo del piano pellicola dopo aver spostato la standarda, dato che si pu&ograve; verificare una leggera rotazione durante lo scorrimento. Oltre alla consueta vite senza fine per la messa a fuoco di precisione completa il quadro il sistema di gestione dello swing posteriore: si tratta di un&rsquo;accoppiata manopola/perno a molla che, lavorando assieme allo scorrimento rapido della standarda di cui vi ho appena parlato, permette di <strong>effettuare lo swing</strong>. Il tutto &egrave; un po&rsquo; laborioso e salvo esigenze di controllo prospettico &egrave; meglio lavorare sullo swing anteriore, pi&ugrave; facile da attuare. I perni a molla sono comunque molto comodi perch&eacute; bloccano il movimento anche a manopola aperta, quindi impediscono rotazioni non volute, e segnalano, scattando in posizione, lo &ldquo;0&rdquo; della rotazione. Il sistema &egrave; ispirato a quello di altre fotocamere simili attualmente in commercio. Per effettuare lo swing in pratica occorre sbloccare sia le manopole dedicate sia quelle dello scorrimento rapido, alzare i perni a molla e poi muovere avanti o indietro uno solo dei lati della standarda, che in questo modo ruoter&agrave; secondo l&rsquo;angolo voluto.<br /></div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='273240238462388861-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='273240238462388861-imageContainer0' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='273240238462388861-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231011-091838-01_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery273240238462388861]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231011-091838-01.jpeg' class='galleryImage' _width='800' _height='600' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-0%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='273240238462388861-imageContainer1' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='273240238462388861-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231011-173843-01_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery273240238462388861]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231011-173843-01.jpeg' class='galleryImage' _width='800' _height='635' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.92%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='273240238462388861-imageContainer2' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='273240238462388861-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231222-114905-01_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery273240238462388861]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231222-114905-01.jpeg' class='galleryImage' _width='800' _height='600' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-0%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='273240238462388861-imageContainer3' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='273240238462388861-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231230-123012-01_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery273240238462388861]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231230-123012-01.jpeg' class='galleryImage' _width='800' _height='600' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-0%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='273240238462388861-imageContainer4' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='273240238462388861-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231230-123030-01_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery273240238462388861]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231230-123030-01.jpeg' class='galleryImage' _width='800' _height='600' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-0%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='273240238462388861-imageContainer5' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='273240238462388861-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231230-123042-01_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery273240238462388861]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231230-123042-01.jpeg' class='galleryImage' _width='800' _height='600' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-0%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='273240238462388861-imageContainer6' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='273240238462388861-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20230704-084818-01_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery273240238462388861]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20230704-084818-01.jpeg' class='galleryImage' _width='568' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-43.9%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='273240238462388861-imageContainer7' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='273240238462388861-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20230921-132704-01_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery273240238462388861]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20230921-132704-01.jpeg' class='galleryImage' _width='800' _height='600' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-0%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='273240238462388861-imageContainer8' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='273240238462388861-insideImageContainer8' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231211-124027-01_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery273240238462388861]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231211-124027-01.jpeg' class='galleryImage' _width='800' _height='600' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-0%;left:0%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 30px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="paragraph">Spostandoci sulla standarda anteriore notiamo innanzi tutto il consueto <strong>soffietto</strong> di ottima fattura, ad attaccatura magnetica e sostituibile con uno a sacco. Quindi ecco il frame in legno con alloggiamento per <strong>piastra tipo Sinar</strong>, collegato alle manopole per controllo individuale del decentramento verticale e del tilt assiale. Tutto nella norma, come visto sulle StenopeiKa precedenti. La parte interessante &egrave; la <strong>base della standarda</strong>: qui ci sono le maggiori novit&agrave;, rappresentate da una semplificazione meccanica e aumento dello spessore delle componenti che, uniti alle nuove guide per il fuoco, garantiscono una <strong>notevole stabilit&agrave;</strong> al sistema, con un ottimo accoppiamento delle componenti. <strong>Decentramento laterale e swing</strong> si sbloccano contemporaneamente con due grosse manopole. Il sistema &egrave; ingegnoso e impedisce, una volta sbloccate le manopole, di azionare i due movimenti allo stesso tempo, separandoli di fatto per mezzo di un altro perno a molla che, se in sede, non consente lo swing ma solo il decentramento. Lo &ldquo;0&rdquo; di quest&rsquo;ultimo &egrave; segnalato meccanicamente da sferette che entrano in una sede. Sollevato il perno si pu&ograve; invece procedere allo swing, pi&ugrave; comodo del posteriore, ma ugualmente ad &ldquo;asse variabile&rdquo; nel senso che il modo in cui si attua fa s&igrave; che non sia perfettamente assiale. Vedremo le conseguenze nell&rsquo;uso pratico. Da ultimo segnalo che le stesse due manopole di cui sopra controllano anche lo scorrimento rapido della standarda anteriore sulla base, senza il rischio di rotazione grazie al suddetto perno a molla. Insomma, un <strong>sistema assai intelligente</strong> che ha permesso di semplificare la meccanica a vantaggio della stabilit&agrave; senza sacrificare l&rsquo;ampiezza e precisione dei movimenti.<br /><br /><strong>USO SUL CAMPO</strong><br /><br />Dopo l&rsquo;ampia descrizione, passiamo al succo della questione, ovvero l&rsquo;uso sul campo della Leonardo Mark II. In base alle impressioni iniziali la macchina sembra promettere molto bene, vediamo se ha superato la prova delle montagne Abruzzesi. Sono circa <strong>6 mesi</strong>, infatti, che uso questa fotocamera per il mio nuovo progetto sul gruppo montuoso del Velino-Sirente, e posso affermare di averla testata a dovere. La mia configurazione standard consiste nell&rsquo;accoppiata con il <strong>300mm</strong>, una lente standard per il formato, e ha comportato spesso l&rsquo;utilizzo dei movimenti, in particolare decentramenti e rotazioni per <strong>Scheimpflug</strong>, anche in modo pronunciato. Ho lavorato in diverse condizioni, dal caldo estivo alla pioggia, dal vento alla neve. Vediamo quindi quali sono le mie impressioni generali.<br />&#8203;<br />Iniziamo dalle basi, ovvero dal <strong>trasporto</strong>. Ho gi&agrave; alle spalle numerose escursioni con la Leonardo nello zaino e devo dire che, pur non essendo una 8x10&rdquo; leggerissima con i suoi circa 5kg (che vi ricordo diventeranno 4,6 nella versione ufficiale), <strong>non ci sono stati problemi</strong>. Se si decide di usare questo formato si &egrave; ovviamente consci di avere a che fare con oggetti necessariamente di un certo peso e, personalmente, preferisco un chilo in pi&ugrave; ma maggiore robustezza e stabilit&agrave; che uno in meno ma poi avere problematiche operative che possono risultare frustranti. Le dimensioni da chiusa permettono di infilarla agevolmente in uno zaino da trekking da <strong>circa 70 litri</strong>&nbsp;assieme a un paio di chassis, una/due ottiche, accessori e tutto il necessario per l&rsquo;escursione.</div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20230626-114537-01_orig.jpeg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20230626-114537-01_orig.jpeg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Fotografando la Neviera del Sirente, a circa 2000m di quota.</div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231129-114052-01_orig.jpeg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231129-114052-01_orig.jpeg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Con la prima neve dicembrina nel Vallone del Puzzillo.</div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div class="paragraph">Anche dal punto di vista del <strong>set up della camera</strong> non ci sono sorprese: l&rsquo;apertura &egrave; rapida e la precisione di posizionamento delle standarde sugli &ldquo;0&rdquo; meccanici &egrave; pi&ugrave; che buona. Insomma, <strong>si &egrave; subito in grado di lavorare</strong>, come ci si aspetta d&rsquo;altronde da una fotocamera di questo tipo e come accadeva anche sui passati modelli, che per&ograve; erano un pochino meno precisi nel posizionamento delle standarde. Personalmente ritengo ancora non particolarmente comodo il sistema di perni che, sulla standarda anteriore, vanno usati per bloccare il frame nello &ldquo;0&rdquo; del decentramento, ma ad ogni modo funzionano senza creare problemi. La notevole semplificazione della meccanica favorisce un chiaro e intuitivo lavoro sulle manopole, che sono piacevoli e comode da usare, pi&ugrave; che in passato.<br /><br />Sono rimasto davvero sorpreso di quanto sia migliorata, rispetto al modello recedente, la <strong>stabilit&agrave; del sistema</strong>. Meno componenti metalliche e un irrobustimento e razionalizzazione di quelle rimaste hanno reso la Leonardo Mark II davvero monolitica, almeno nel contesto di una folding 8x10&rdquo; in legno e metallo. Una volta <strong>ben strette tutte le manopole</strong> &egrave; davvero difficile trovare un qualsivoglia gioco tra le parti e una pressione sulle standarde non provoca alcuna inclinazione n&eacute; spostamento. Insomma, davvero <strong>un lavoro apprezzabile di Samuele Piccoli</strong>, che si riflette in un uso sicuro e affidabile. Non ci si deve preoccupare di nulla se non di lavorare bene sulla creazione dell&rsquo;immagine e realizzare la propria idea! Il fuoco di precisione lavora bene come di consueto e il sistema di inserimento chassis &egrave; agevole e non sollecita in alcun modo la fotocamera, mantenendo saldamente la cartuccia in posizione. Non si hanno sorprese nemmeno a fotocamera fortemente inclinata, <strong>tutto rimane dove lo si lascia</strong>. Ottimo, come anche era sulla Mark I, il vetro con lente di fresnel e reticolo. Capitolo vento: non sar&agrave; un problema per tutti i potenziali utenti, ma personalmente mi trovo sovente a scattare in condizioni di <strong>vento</strong> anche moderato. Premettendo che con un vento medio/forte una 8x10&rdquo; &egrave; in qualsiasi caso sconsigliata perch&eacute; offre grandi superfici di resistenza e quindi subisce inevitabili vibrazioni e oscillazioni, la Leonardo MK II si &egrave; comportata bene, merito ancora una volta della sua rigidit&agrave; (e anche del peso).<br /><br />Pur non avendo lavorato sul campo con focali corte (<strong>Super-Angulon 165mm</strong>) o lunghe (<strong>Apo-Ronar 480mm</strong>), le ho comunque testate in condizioni controllate e in entrambi i casi la macchina si &egrave; comportata molto bene, consentendo quindi un uso vantaggioso anche ad allungamento ridotto o esteso. Rimane per&ograve; il fatto che, quando si sblocca il movimento rapido della standarda posteriore, occorre sempre fare <strong>riferimento alle due scale millimetriche</strong> ai lati per verificare il parallelismo (ovvero di non aver swingato). Operazione non difficile ma comunque un passaggio in pi&ugrave; da aggiungere al flusso di lavoro.<br /></div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='871399351596979750-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='871399351596979750-imageContainer0' style='float:left;width:19.95%;margin:0;'><div id='871399351596979750-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/cafornia002-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery871399351596979750]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/cafornia002-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='636' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-3%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='871399351596979750-imageContainer1' style='float:left;width:19.95%;margin:0;'><div id='871399351596979750-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/cagno-2-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery871399351596979750]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/cagno-2-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='635' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.92%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='871399351596979750-imageContainer2' style='float:left;width:19.95%;margin:0;'><div id='871399351596979750-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/campo-felice001-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery871399351596979750]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/campo-felice001-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='635' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.92%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='871399351596979750-imageContainer3' style='float:left;width:19.95%;margin:0;'><div id='871399351596979750-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/capanna-agropastorale001-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery871399351596979750]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/capanna-agropastorale001-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='637' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-3.08%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='871399351596979750-imageContainer4' style='float:left;width:19.95%;margin:0;'><div id='871399351596979750-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/etra001-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery871399351596979750]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/etra001-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='635' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.92%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='871399351596979750-imageContainer5' style='float:left;width:19.95%;margin:0;'><div id='871399351596979750-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/faggio-puzzillo001-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery871399351596979750]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/faggio-puzzillo001-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='638' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-3.17%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='871399351596979750-imageContainer6' style='float:left;width:19.95%;margin:0;'><div id='871399351596979750-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/grotta-delloro-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery871399351596979750]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/grotta-delloro-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='638' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-3.17%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='871399351596979750-imageContainer7' style='float:left;width:19.95%;margin:0;'><div id='871399351596979750-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/leona001-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery871399351596979750]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/leona001-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='635' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.92%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='871399351596979750-imageContainer8' style='float:left;width:19.95%;margin:0;'><div id='871399351596979750-insideImageContainer8' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/leona002-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery871399351596979750]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/leona002-web.jpg' class='galleryImage' _width='634' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-34.12%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='871399351596979750-imageContainer9' style='float:left;width:19.95%;margin:0;'><div id='871399351596979750-insideImageContainer9' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/magnola001-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery871399351596979750]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/magnola001-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='634' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.83%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='871399351596979750-imageContainer10' style='float:left;width:19.95%;margin:0;'><div id='871399351596979750-insideImageContainer10' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/majelama001-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery871399351596979750]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/majelama001-web.jpg' class='galleryImage' _width='633' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-34.25%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='871399351596979750-imageContainer11' style='float:left;width:19.95%;margin:0;'><div id='871399351596979750-insideImageContainer11' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/neviera001-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery871399351596979750]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/neviera001-web.jpg' class='galleryImage' _width='636' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-33.86%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='871399351596979750-imageContainer12' style='float:left;width:19.95%;margin:0;'><div id='871399351596979750-insideImageContainer12' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/ortica001-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery871399351596979750]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/ortica001-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='633' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.75%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='871399351596979750-imageContainer13' style='float:left;width:19.95%;margin:0;'><div id='871399351596979750-insideImageContainer13' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/ortica002-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery871399351596979750]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/ortica002-web.jpg' class='galleryImage' _width='632' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-34.39%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='871399351596979750-imageContainer14' style='float:left;width:19.95%;margin:0;'><div id='871399351596979750-insideImageContainer14' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/tassi-barbassi001-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery871399351596979750]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/tassi-barbassi001-web.jpg' class='galleryImage' _width='635' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-33.99%;left:0%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 30px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="paragraph"><strong>USO DEI MOVIMENTI</strong><br /><br />E quando il gioco si fa duro? Ovvero quando prospettiva, composizione e fuoco esigono l&rsquo;uso dei movimenti, come si &egrave; comportata la nuova StenopeiKa? Vediamo!<br /><br />Per realizzare le fotografie che vedete nella <strong>galleria qui sopra</strong>&nbsp;(tutte realizzate su pellicole Fomapan 200 o FP4+, usando come lente il Fujinon-W 300mm e il Rodinal 1+50 come rivelatore)&nbsp;sono ricorso spesso alla regola di Scheimpflug per gestire la nitidezza e ai decentramenti per la composizione. Iniziamo da questi ultimi: il <strong>decentramento</strong> verticale ha una buona escursione, ed &egrave; molto comodo averlo anche verso il basso e non solo verso l&rsquo;alto. Devo per&ograve; segnalare che il movimento non &egrave; fluidissimo, specie in discesa, e per far scendere la standarda dallo &ldquo;0&rdquo; occorre maneggiare le levette metalliche di cui vi parlavo prima. Dettagli, comunque, in generale non si ha nessun problema di sorta. Il decentramento laterale &egrave; preciso e piacevole da usare.<br /><br />Capitolo <strong>rotazioni</strong>: lavorando sulla <strong>standarda anteriore</strong> per gestire in modo avanzato il piano di fuoco si riesce senza problemi a ottenere ci&ograve; che si vuole. Sono infatti riuscito sempre a posizionare il piano come intendevo farlo, anche ricorrendo <strong>sia al tilt che allo swing nello stesso scatto</strong> (vedi foto sotto e corrispondente foto nella gallery sopra). Per quanto riguarda il tilt, occorre sempre <strong>frizionare con le manopole</strong> per muovere gradualmente in modo preciso, e poi ricordarsi di serrare stringendo a dovere fino in fondo ad operazione conclusa. Si riesce cos&igrave; ad operare con buon comfort e non si corre il rischio di rotazioni indesiderate. Nulla da dire invece sullo swing, che si riesce ad utilizzare in modo fluido e piacevole. La cosa buona &egrave; che una volta chiuso tutto a dovere il sistema &egrave; assai stabile e affidabile. Lavorando invece sulla standarda posteriore il discorso cambia leggermente. La funzionalit&agrave; del tilt si mantiene del tutto simile ai modelli precedenti, non essendo cambiata la meccanica in questione. Personalmente, questioni prospettiche a parte, trovo che sia abbastanza scomodo lavorare sul tilt posteriore, perch&eacute; il movimento &egrave; meno preciso e progressivo, ma a volte la cosa pu&ograve; tornare utile e in questi casi non ci sono problemi (vedi foto sotto, <strong>video</strong> didattico e corrispondente foto nella gallery sopra). Il sistema dello swing invece &egrave; abbastanza scomodo e laborioso, per quanto abbastanza preciso e progressivo. Il risultato &egrave; comunque soddisfacente.<br /><br />In generale quindi l&rsquo;uso dei movimenti non &egrave; cambiato particolarmente rispetto alla Leonardo Mark I, ma grazie alla notevole semplificazione meccanica e all&rsquo;aumento della stabilit&agrave;, <strong>si lavora in modo pi&ugrave; sicuro e rilassato con risultati soddisfacenti e ripetibili</strong>.<br /><br />Da ultimo mi sento di aggiungere che avrei gradito l&rsquo;inserimento di una scala millimetrica di riferimento per il fuoco di precisione, davvero utile nei calcoli, non infrequenti sull&rsquo;8x10&rdquo;, circa la distanza iperfocale e la profondit&agrave; di campo (in ogni caso non &egrave; difficile aggiungere, come ho fatto io, una pratica scala millimetrica adesiva).</div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231129-113349-01_orig.jpeg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231129-113349-01_orig.jpeg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Doppio Scheimpflug anteriore (Swing + Tilt) per far corrispondere il piano di fuoco con il pendio ondulato di neve (vedi gallery sopra per il risultato).</div> </div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:30px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-center"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/V4uRtH-sS9M?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231108-130724-01_orig.jpeg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20231108-130724-01_orig.jpeg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Pronunciato Tilt posteriore per realizzare il piano di fuoco voluto senza uscire dal cerchio di copertura della lente in uso (Fujinon-W 300mm, vedi gallery sopra per il risultato).</div> </div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:30px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-center"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/aWzozNx13fQ?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div class="paragraph"><strong>CONSIDERAZIONI FINALI</strong><br /><br />La StenopeiKa Leonardo 8x10&rdquo; Mark II rappresenta un notevole sforzo da parte del suo ideatore e costruttore, Samuele Piccoli, di proporre uno <strong>strumento al top di gamma</strong> che superasse i difetti della prima versione mantenendone pregi e impostazione di base. Secondo il mio parere operazione perfettamente riuscita. La nuova Leonardo &egrave; <strong>bella e attraente</strong>, con il suo mix di legno e metallo, proprio come la Mark I. Caratteristiche generali, peso e dimensioni del tutto simili. Ma in realt&agrave; il resto &egrave; <strong>tutto nuovo</strong>: attraverso una notevole semplificazione e razionalizzazione della meccanica, al lavoro sull&rsquo;ispessimento delle componenti metalliche e all&rsquo;inserimento di nuove soluzioni, la <strong>Leonardo MK II ha enormemente guadagnato in termini di robustezza e stabilit&agrave;, garantendo all&rsquo;utente un flusso di lavoro sicuro, affidabile e ripetibile</strong>. Questo &egrave; in effetti il cuore del nuovo progetto, una fotocamera che, pur nell&rsquo;impostazione di lavoro simile agli altri modelli della casa di Pistoia, e in generale delle folding di questo tipo, fa un grosso passo avanti in quello che di fatto &egrave; il fondamentale di ogni strumento: permettere all&rsquo;utente di concentrarsi sull&rsquo;immagine, accompagnarlo senza impedimenti alla realizzazione dell&rsquo;idea. Non &egrave; poco di questi tempi, ed infatti non &egrave; un caso se personalmente ho scelto la Leonardo per il mio lavoro sulle montagne Abruzzesi.<br />&nbsp;<br /><strong>Pro</strong><br />Robustezza, stabilit&agrave;, semplicit&agrave; meccanica, estetica.<br />&nbsp;<br /><strong>&nbsp;Contro</strong><br />Alcuni dettagli meccanici, swing posteriore scomodo.<br />&nbsp;<br /><strong>&nbsp;Prezzo</strong><br />2997&euro; +IVA<br /><br /><strong>Collegamenti utili</strong><br />- <a href="https://www.stenopeika.com/" target="_blank">Sito web StenopeiKa</a><br />- <a href="https://www.giuliosperanza.com/le-mie-montagne.html" target="_blank">Pagina web del progetto fotografico sul Velino-Sirente<br /><br />&#8203;</a>Giulio Speranza, 31 dicembre 2023<br /></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/pioppi_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/pioppi_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Autunno sull'Altipiano delle Rocche.</div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[StenopeiKa Hyper 11x14”: l’Ultra Grande Formato e la sua praticabilità sul campo.]]></title><link><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-hyper-11x14-lultra-grande-formato-e-la-sua-praticabilita-sul-campo]]></link><comments><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-hyper-11x14-lultra-grande-formato-e-la-sua-praticabilita-sul-campo#comments]]></comments><pubDate>Fri, 10 Dec 2021 13:11:01 GMT</pubDate><category><![CDATA[Analogico]]></category><category><![CDATA[Attrezzatura]]></category><category><![CDATA[Fotocamere]]></category><category><![CDATA[Grande Formato]]></category><category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category><category><![CDATA[Recensioni]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-hyper-11x14-lultra-grande-formato-e-la-sua-praticabilita-sul-campo</guid><description><![CDATA[    La StenopeiKa Hyper 11x14" in azione sul Terminillo.   INTRODUZIONELa frontiera, reale e immaginaria, che separa il Grande Formato dal &ldquo;great beyond&rdquo;, dall&rsquo;ultraverso del grandissimo formato, rimane per molti assai lontana da raggiungere, sconosciuta, temuta, bramata ma evitata, a volte quasi sbeffeggiata con il sopracciglio alzato. Ma dai! Un mondo di gente ancora pi&ugrave; strana di quelli gi&agrave; sui generis che lavorano in Grande. Very Large Format, Ultra&hellip; Ro [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc4019_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc4019_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La StenopeiKa Hyper 11x14" in azione sul Terminillo.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>INTRODUZIONE</strong><br /><br />La frontiera, reale e immaginaria, che separa il Grande Formato dal &ldquo;<em>great beyond</em>&rdquo;, dall&rsquo;ultraverso del grandissimo formato, rimane per molti assai lontana da raggiungere, sconosciuta, temuta, bramata ma evitata, a volte quasi sbeffeggiata con il sopracciglio alzato. Ma dai! Un mondo di gente ancora pi&ugrave; strana di quelli gi&agrave; sui generis che lavorano in Grande. Very Large Format, Ultra&hellip; Roba da collodisti incalliti, gente che va in giro con un mulo o un furgone, oppure chiusa nello studio a sparare super flash o luci da 10000 watt. O forse giusto materia per gli americani, l&igrave; dove &egrave; tutto pi&ugrave; grande!<br /><br />Luoghi comuni? Verit&agrave;? Quale possibilit&agrave; ci sono di lavorare con il <strong>Grandissimo Formato</strong>? E qual &egrave; la sua praticabilit&agrave; nell&rsquo;ambito della fotografia &ldquo;attiva&rdquo;, sul campo, che fa quindi affidamento sui muscoli e sulla forza di volont&agrave;? Quale il senso di tutto ci&ograve;?<br />&#8203;<br />La recente uscita sul mercato della <strong>StenopeiKa Hyper 11x14&rdquo;</strong> mi ha permesso, in qualit&agrave; di tester del prototipo, di varcare il suddetto confine e di cimentarmi nell&rsquo;utilizzo del very Large nel mio campo di lavoro abituale, ovvero la fotografia di paesaggio in montagna con relative escursioni a piedi per raggiungere i viewpoints da cui scattare. Follia? E chi lo sa! Intanto io vi presento le mie impressioni dopo alcuni mesi e alcune escursioni sulle spalle (ahi!). E, come di consueto, iniziamo con il descrivere lo strumento in questione.<br /><br /><strong>DESCRIZIONE E DATI TECNICI</strong><br /><br />Era il mese di marzo 2021 quando una telefonata di Samuele Piccoli mi informa circa la possibilit&agrave; di provare una nuova fotocamera 11x14&rdquo;. A me brillano subito gli occhi! Una 11x14&rdquo;?? Miseria si tratta proprio di Very Large Format, Ultra Grande Formato!! Quanto con esattezza? 27*36cm?? Quando si comincia? Detto fatto, ecco arrivare a studio una cassa di legno che, senza voler essere lugubri, aveva quasi le dimensioni di una bara. Roba da matti, ma quanto &egrave; grossa questa Hyper 11x14&rdquo;?? Beh vediamo!</div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='113436355657385076-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='113436355657385076-imageContainer0' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='113436355657385076-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc3054_orig.jpg' rel='lightbox[gallery113436355657385076]' title='StenopeiKa 11x14" sul Gran Sasso'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc3054.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='113436355657385076-imageContainer1' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='113436355657385076-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc3600_orig.jpg' rel='lightbox[gallery113436355657385076]' title='StenopeiKa 11x14" sulla Majella'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc3600.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='113436355657385076-imageContainer2' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='113436355657385076-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc4028_orig.jpg' rel='lightbox[gallery113436355657385076]' title='StenopeiKa 11x14" sul Terminillo'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc4028.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 30px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="paragraph"><ul><li><em>Dimensioni da chiusa</em>: 50*50*14cm</li><li><em>Peso solo corpo</em>: 9 kg</li><li><em>Estensione massima</em>: 97 (100) cm</li><li><em>Estensione minima</em>: 21 (9) cm</li><li><em>Decentramento verticale</em>: +7/-10 cm</li><li><em>Decentramento laterale</em>: non presente</li><li><em>Tilt anteriore/posteriore</em>: +20&deg;/lim. dal soffietto</li><li><em>Swing anteriore/posteriore</em>: +/- 13&deg;</li><li><em>Prezzo solo corpo</em>: 1587&euro;</li></ul><br />Da premettere innanzi tutto che il modello in mio possesso <strong>&egrave; un prototipo</strong> e quindi presenta alcune soluzioni tecniche minori che sono ancora in fase di sviluppo e perfezionamento proprio a seguito del mio test<br />&#8203;<br />Seguendo la tradizionale impostazione delle Hyper dei formati minori, la 11x14&rdquo; mantiene la vocazione di modello &ldquo;entry level&rdquo;, per quanto in versione &ldquo;advenced&rdquo;. Quindi il materiale principale &egrave; il legno, in particolare multistrato di betulla verniciato di nero. Le parti metalliche sono limitate alle guide per il fuoco e alla struttura delle due standarde. Da segnalare subito l&rsquo;<strong>assenza del decentramento laterale diretto</strong>, attuabile solo per via indiretta con lo swing delle due standarde. Osservando la macchina da chiusa appare gi&agrave; evidente la mole notevole e massiccia, per quanto lo spessore rimanga abbastanza limitato. Siamo in presenza di un oggetto che travalica di molto le dimensioni tipiche a cui &egrave; abituato l&rsquo;utente medio del Grande Formato, praticamente delle <strong>dimensioni di un tavolino </strong>(50*50*14cm). Il vetro smerigliato &egrave; protetto dalla solita e ottima lastra magnetica stile StenopeiKa mentre sotto la base troviamo una generosa base per il cavalletto che agevola un buon accoppiamento, purch&eacute; si usi una <strong>piastra di dimensione adeguata</strong>. Sulla parte superiore della base &egrave; presente un&rsquo;asola a m&ograve; di maniglia che dovrebbe agevolare il trasporto della macchina da chiusa (ad esempio dalla borsa al cavalletto). L&rsquo;idea non &egrave; male ma se non si fa attenzione la macchina tende ad aprirsi, una fettuccia di chiusura tra base e retro della macchina sarebbe utile!<br /><br />&#8203;Una volta su cavalletto, la procedura di apertura della Hyper &egrave; del tutto simile alle altre sorelle minori (e a tutte le folding StenopeiKa): prima si ruota di 90&deg; la standarda posteriore, quindi si fa lo stesso con l&rsquo;anteriore e infine si imposta lo &ldquo;0&rdquo; del decentramento verticale usando i consueti perni che scorrono orizzontalmente entrando nella guida e andando a battuta all&rsquo;inizio della stessa.&nbsp;Ruotando la standarda anteriore, per non rischiare alla lunga di andare a intaccare il soffietto con i due elementi verticali metallici, conviene <strong>spingere il frame in legno verso l&rsquo;alto</strong> mentre lo si ruota, comprimendo cos&igrave; il soffietto stesso, e infine rilasciandolo a rotazione della standarda completata (vedi video sottostante, <strong>minuto 1:25</strong>).</div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:30px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-center"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/5k6pICt94I0?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>  <div class="paragraph">Ora che &egrave; aperta la Hyper si presenta in tutta la sua enormit&agrave;, dando plasticamente la netta sensazione di avere a che fare con uno strumento davvero extra large. Prima di andare a vedere i vari elementi che la costituiscono appare subito evidente il <strong>design e la costruzione meccanica piuttosto semplici e lineari</strong>, senza sovrabbondanza di leve, manopole ed elementi meccanici a volte ridondanti su altri modelli, in favore di pochi elementi base ben assemblati. Ci&ograve; &egrave; ovviamente favorito dalla dimensione che permette di lasciare ampio spazio tra i suddetti elementi, mentre sui formati minori l&rsquo;inevitabile miniaturizzazione del progetto in qualche caso ha portato ad un certo &ldquo;assembramento&rdquo; meccanico.<br /><br />La parte posteriore mostra, una volta rimossa la comoda protezione magnetica di legno, il vetro smerigliato di buona fattura, con reticolo e crocino al centro. Il sistema di apertura del vetro per l&rsquo;inserimento dello chassis, <strong>recentemente aggiornato rispetto al prototipo che vedete</strong> nelle foto, fa affidamento su quattro molle in acciaio armonico e una lunga maniglia collegata ad un sistema di apertura che si blocca automaticamente in posizione aperta per permettere un confortevole inserimento dello chassis. L&rsquo;idea &egrave; interessante e nonostante l&rsquo;operazione non sia semplicissima per via di dimensioni e peso del sistema, &egrave; da apprezzare lo sforzo di rendere il tutto il pi&ugrave; lineare possibile. Vorrei invece segnalare la soluzione adottata per la rotazione da orizzontale a verticale del frame posteriore: l&rsquo;accoppiamento &egrave; magnetico, e fin qui nulla di nuovo, ma per favorire le operazioni di rimozione e reinserimento del blocco sono presenti due sostegni metallici alla base e due leve a scorrimento in alto che rendono il tutto agevole, <strong>minimizzando il rischio di cadute del pezzo durante la rotazione</strong> e ne impediscono il distacco accidentale (vedi video precedente, <strong>minuto 2:38</strong>). Una cosa non da poco considerando il peso notevole del componente in questione.<br /><br />Le piastre metalliche e relative aste e manopole che controllano i movimenti posteriori sono le stesse che troviamo sulle altre StenopeiKa. In basso troviamo la rotellina della messa a fuoco di precisione, subito sopra le due manopole per lo swing e ai lati quelle per il tilt (usate anche per aprire e chiudere la macchina). Sembrano in effetti un po&rsquo; troppo piccole rispetto all&rsquo;enormit&agrave; dello strumento, ma alla fine i serraggi e il grip dei movimenti sono buoni. Quello che non appare eccezionale &egrave; la rigidit&agrave; in assoluto di tutto il blocco posteriore, che inevitabilmente soffre le leve assai ampie della struttura. C&rsquo;&egrave; quindi una <strong>certa tendenza del frame a flettersi</strong> in risposta alle sollecitazioni meccaniche (spingendo o tirando indietro).<br /></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2739_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2739_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La Hyper 11x14" con la lente Wollaston Meniscus 500mm di Re-Invented photo equipment. Notare la fettuccia che accorcia il soffietto impedendogli di flettersi verso il basso.</div> </div></div>  <div class="paragraph">La base lignea della Hyper, molto ampia, ospita le guide per lo scorrimento delle standarde: le due esterne fanno capo al fuoco di precisione con vite senza fine della standarda posteriore, quelle interne al fuoco rapido attuabile con la standarda anteriore, bloccabile/sbloccabile tramite manopolina posizionata sotto la base a sinistra. Il tutto &egrave; ben assemblato e i movimenti sono fluidi e comodi. Il soffietto di stoffa scura d&agrave; una bella sensazione al tatto e appare molto solido. Il problema, comune alle macchine di questo formato, &egrave; che ha la tendenza a piegarsi sotto il suo peso, con il forte rischio che vada ad interferire con l&rsquo;immagine creata dall&rsquo;obiettivo. Il tutto &egrave; risolvibile con un&rsquo;<strong>opportuna fettuccia</strong> che consenta di &ldquo;tenderlo&rdquo; alla bisogna. Ovviamente tale fettuccia sar&agrave; presente di default sulla macchina in vendita al pubblico mentre io mi sono arrangiato (foto qui sopra). Da migliorare la flangia posteriore del soffietto (in legno) che si attacca magneticamente alla standarda. Il legno &egrave; un po&rsquo; leggerino e pu&ograve; tendere a piegarsi con il tempo, rischiando di provocare infiltrazioni.<br /><br />La <strong>standarda anteriore</strong>, infine, mi ha sorpreso positivamente: &egrave; <strong>davvero stabile</strong>, ben accoppiata alla base, semplice ed essenziale. Le due assi metalliche presentano la consueta guida per il decentramento verticale che, unitamente al tilt, si blocca/sblocca con un&rsquo;unica manopola, ma sulla macchina ufficiale i meccanismi saranno individuali. Da segnalare che la lensboard adottata &egrave; proprietaria, di dimensioni 15,3*15,3cm. Forse sarebbe stato pi&ugrave; sensato optare per una classica tipo-Sinar, di poco pi&ugrave; piccola.<br /><br /><strong>CHASSIS, OBIETTIVI E PELLICOLE</strong><br /><br />Passiamo ora ad esaminare ed analizzare tre elementi fondamentali che vanno a completare l&rsquo;attrezzatura chiudendo il cerchio del discorso &ldquo;fotografia attiva in 11x14&rdquo; e ci permettono poi di affrontare con serenit&agrave; la valutazione sull&rsquo;uso pratico di tutto ci&ograve;.<br /><br />&#8203;Lo <strong>Chassis</strong> &egrave; chiaramente un elemento fondamentale di ogni sistema fotografico di grande e grandissimo formato. Trovarne di usati in buono stato non sempre &egrave; facilissimo, e ci&ograve; &egrave; tanto pi&ugrave; vero quanto si sale di formato. Stesso discorso per quanto riguarda il nuovo: esiste ancora qualche azienda che li produce, ma i costi sono assai elevati, quasi proibitivi per i formati oltre l8x10&rdquo;. Ecco, quindi, che il buon Samuele Piccoli di StenopeiKa ha stretto un accordo con un produttore che gli permetter&agrave; di <strong>fornire macchina e chassis ad un prezzo vantaggioso</strong>. Esiste anche un prototipo realizzato dallo stesso Samuele, che ho ovviamente avuto modo di provare in anteprima. Si tratta di un oggetto notevole, realizzato in materiale plastico con volet in alluminio. Inevitabilmente dimensioni e peso (2,2kg) sono parimenti notevoli. Ad ogni modo &egrave; un oggetto ben assemblato, esteticamente piacevole e funzionale. Ci sono dei piccoli difetti tecnici da risolvere, che per il momento non ne permettono la commercializzazione. Vedremo se in futuro avremo anche gli chassis marchiati StenopeiKa!<br /><br />Veniamo ora al discorso <strong>obiettivi per l&rsquo;11x14&rdquo;</strong>. Ovviamente la variet&agrave; e disponibilit&agrave; di focali non &egrave; particolarmente ampia, specialmente se avete bisogno di qualcosa di abbastanza corto o lungo. Partendo dall&rsquo;assunzione che una focale &ldquo;normale&rdquo; per questo formato &egrave; attorno a 420mm, esistono lenti per l&rsquo;8x10&rdquo;, quali il Symmar-S 360 o 480mm, che coprono bene l&rsquo;11x14&rdquo; e sono pi&ugrave; o meno standard. Il costosissimo e rarissimo Super-Angulon 210mm &egrave; un possibile grandangolo, mentre per avere cose pi&ugrave; lunghe si pu&ograve; optare per le ottiche da riproduzione, relativamente disponibili, non troppo costose ed anche non troppo pesanti e ingombranti. Io, ad esempio, ho usato un Apo-Ronar-CL 760mm f/14, una buona soluzione. Unico problema &egrave; che spesso queste ottiche sono senza otturatore; quindi, occorre dotarsi e installare un otturatore esterno sinar/copal tramite apposito adattatore (vedi foto qui sotto). Ne parleremo nella sezione &ldquo;uso sul campo&rdquo;.<br /><br />E per quanto riguarda le <strong>pellicole</strong> o gli altri materiali per &ldquo;registrare&rdquo; le nostre immagini? Le possibilit&agrave; non sono molte, ma permettono comunque di lavorare senza problemi. Tralasciando le questioni &ldquo;non convenzionali&rdquo;, carte positive, carta fotografica con kit di inversione, wet plate ecc, che non fanno parte del mio bagaglio di conoscenza e soprattutto non sono in linea con la mia idea di fotografia, vediamo cosa abbiamo sul mercato ordinabile in modo standard (senza il bisogno di ordini speciali quindi). Niente pellicole colore ovviamente, ma disponibilit&agrave; di <strong>Adox CHS 100 II, Ilford HP5+ e Bergger Pancro 400</strong> su Fotoimpex (Adox) e/o B&amp;H Photo Video (Ilford, Bergger) con prezzi alti ma non proibitivi (10/15&euro; a foglio).<br /></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20210910-101310-01_orig.jpeg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20210910-101310-01_orig.jpeg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La Hyper 11x14" con il Rodenstock Apo-Ronar-CL 760mm f/14 montato tramite adattatore su otturatore esterno Sinar-Copal.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>USO SUL CAMPO E SOLUZIONI DI TRASPORTO</strong><br /><br />Veniamo ora alla parte pi&ugrave; importante del presente articolo, ovvero le mie impressioni d&rsquo;uso sul campo della StenopeiKa Hyper 11x14&rdquo;. Nel corso del periodo di prova ho voluto da subito testarne l&rsquo;uso nell&rsquo;ambito di uno stile fotografico &ldquo;attivo&rdquo; (vedi sezione successiva), portando la macchina <strong>in montagna</strong> lungo escursioni di moderato impegno e lunghezza e in condizioni di scatto non semplicissime. Rimandandovi quindi alla sezione specifica per le valutazioni di merito, vediamo qui le mie impressioni tecniche a prescindere dall&rsquo;ambito di applicazione esaminando innanzitutto le soluzioni di trasporto che ho adottato.<br /><br />Il primo problema con cui mi sono confrontato non appena ho avuto in mano la fotocamera &egrave; stato <strong>come portarla in giro</strong>. La questione si pone non tanto se siete orientati ad una fotografia che preveda brevi e limitati spostamenti dall&rsquo;auto, n&eacute; tantomeno se prevedete di usarla principalmente in studio. Un buon trolley di dimensioni adeguate non dovrebbe essere particolarmente difficile da trovare. Il difficile &egrave; piuttosto trasportarla sul campo quando si deve camminare per tratti pi&ugrave; lunghi e/o su terreno accidentato, che poi &egrave; quello che mi interessa. Dopo una breve ricerca ho rapidamente scartato l&rsquo;opzione zaino. Il mio 70+10 litri da trekking, infatti, fedele compagno di mille escursioni con banchi, folding e quant&rsquo;altro, non riesce a contenere neanche met&agrave; della Hyper. Di fatto non esiste nulla di abbastanza grande: se pur assai capienti gli zaini si sviluppano in verticale, mentre la 11x14&rdquo; ha una forma quadrata di 50*50cm che proprio non si adatta a questa soluzione. Il primo tassello &egrave; arrivato grazie a Decathlon: il <strong>borsone Forclaz da 80 litri estensibile a 120 ha tutto lo spazio che serve</strong> e la forma adeguata a contenere la macchina. Ero felicissimo: senza spendere tanto avevo trovato modo di alloggiare camera, uno chassis, una lente, accessori, cavalletto e tutto il necessario per un&rsquo;escursione. Tra l&rsquo;altro il borsone ha pure gli spallacci&hellip; Perfetto. Dopo un primo test sul campo per&ograve; ho capito che se lo stoccaggio era ok il trasporto a spalla non lo era assolutamente (<strong>vedi il primo video qui sotto</strong>). Mi serviva una soluzione pi&ugrave; ergonomica per caricare il Forclaz sulle spalle. L&rsquo;ho infine trovata in un <strong>basto della Ferrino</strong>, ovvero una struttura metallica atta a sostenere la borsa e dotata di un supporto ergonomico e ben fatto per il trasporto a spalla (<strong>vedi il secondo video qui sotto</strong>). Tutto ok quindi? Mah pi&ugrave; o meno. Il peso tutto compreso del sistema viaggia sui 27/28kg, lascio a voi giudicare. La mia su questo ve la dir&ograve; nel prossimo paragrafo.</div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-center"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/yhWsAZucmy8?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:30px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-center"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/s3eykhvHlb0?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>  <div class="paragraph">Vediamo invece le impressioni d&rsquo;uso della macchina. <strong>Maneggiare un oggetto del genere &egrave; meraviglioso</strong> e d&agrave; la sensazione di fare qualcosa di vagamente pionieristico e avventuroso. La prima cosa ovviamente &egrave; posizionare la macchina su un buon cavalletto, dotato di una testa robusta e possibilmente con una piastra di dimensioni generose, per garantire il miglior accoppiamento possibile. Una volta aperta infatti appare chiaro quello che sicuramente &egrave; <strong>uno dei problemi principali: la stabilit&agrave;</strong>. La base della macchina &egrave; cos&igrave; ampia e le leve che vengono a crearsi cos&igrave; lunghe che le sollecitazioni esterne, se pur minime, fanno vibrare e oscillare tutto il sistema. Per quanto possibile quindi occorre bilanciare al meglio l&rsquo;anteriore con il posteriore, considerando l&rsquo;ottica in uso e il peso dello chassis. Ad ogni modo, negli scatti che ho eseguito la nitidezza &egrave; risultata sempre pi&ugrave; che soddisfacente, senza micromosso, ma &egrave; pur vero che le condizioni erano di assenza o quasi di vento. Nel caso di raffiche anche non particolarmente forti il rischio di mosso &egrave; alto.<br />&#8203;<br />Il vetro smerigliato &egrave; di ottima fattura, ma l&rsquo;immagine &egrave; cos&igrave; grande che <strong>non &egrave; facile riuscire ad osservarla nel suo complesso</strong>, essendo assai pronunciato l&rsquo;effetto &ldquo;vignettatura apparente&rdquo; dell&rsquo;obiettivo. La cosa migliora ovviamente utilizzando focali pi&ugrave; lunghe, anche se meno luminose, come l&rsquo;Apo-Ronar-CL 760mm. I controlli posteriori, fuoco di precisione, swing e tilt, sono <strong>ben fatti e si usano con facilit&agrave; e sufficiente accuratezza</strong>. Non del tutto soddisfacente invece la stabilit&agrave; complessiva della standarda posteriore, che ha la <strong>tendenza a flettersi</strong> se si appoggia con troppa forza il lentino di messa a fuoco sul vetro. Stesso problema pu&ograve; capitare a seguito dell&rsquo;inserimento dello chassis nel caso in cui la standarda sia gi&agrave; inclinata verso l&rsquo;alto o verso il basso, con conseguenza leggero shift del fuoco. Questo ovviamente non accade a standarda verticale. Il sistema di inserimento dello chassis &egrave; apprezzabile, anche se l'operazione rimane comunque non comodissima, soprattutto a causa delle dimensioni del sistema.<br /><br />La <strong>standarda anteriore mi ha sorpreso positivamente</strong>, essendo davvero rigida e stabile, in grado di supportare anche lenti molto pesanti. C&rsquo;&egrave; da notare per&ograve; che, specie usando focali &ldquo;lunghe&rdquo;, &egrave; <strong>praticamente impossibile lavorare sui movimenti da dietro il vetro</strong>, a meno che non abbiate le braccia di un primate. Ci&ograve; ne limita abbastanza le funzionalit&agrave; avanzate, ma &egrave; pur vero che per lavorare con Scheimpflug si pu&ograve; usare il posteriore e per il decentramento verticale si pu&ograve; procedere per &ldquo;tentativi&rdquo; o misurare direttamente sul vetro il decentramento richiesto. Ad ogni modo, considerando anche l&rsquo;assenza del decentramento laterale diretto, la Hyper non si presta ad applicazioni su soggetti dove &egrave; richiesta grande precisione e ampiezza dei movimenti.<br /><br />Un altro aspetto importante riguarda la possibilit&agrave; di montare un otturatore esterno Sinar/Copal tramite apposito adattatore. Ci&ograve; &egrave; molto utile dato che spesso le focali pi&ugrave; lunghe che si trovano sono ottiche da riproduzione senza otturatore. Io ad esempio ho usato senza problemi l&rsquo;Apo-Ronar-CL 760mm della Rodenstock con il mio otturatore Sinar. Da ricordare infine, l&rsquo;importanza dell&rsquo;uso di una fettuccia che permetta di accorciare e tendere il soffietto per non ritrovarselo nell&rsquo;inquadratura. Suggerisco anche di usare del materiale protettivo per il soffietto da posizionare sulle parti metalliche della standarda anteriore prima di chiudere la macchina. Alla lunga altrimenti, trasportando la macchina, si crea una zona di usura che pu&ograve; rovinare il soffietto anzitempo.</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc4004_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc4004_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La soluzione di trasporto della Hyper 11x14" che ho adottato per le escursioni in montagna prevede un borsone Forclaz da 120 litri e basto ferrino.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>11x14&rdquo; E FOTOGRAFIA "ATTIVA"</strong><br /><br />Bene, <strong>ma quindi l&rsquo;11x14&rdquo; &egrave; conciliabile con la fotografia &ldquo;attiva&rdquo;?</strong> Dunque, prima di tutto lasciatemi ancora una volta rimarcare cosa io intenda con &ldquo;attiva&rdquo;: un fotografare, di qualsiasi genere, in cui si abbia la necessit&agrave; di spostamenti a piedi pi&ugrave; o meno lunghi su terreni pi&ugrave; o meno impervi per raggiungere il luogo da cui si vuole scattare. Ergo con la necessit&agrave; di portare la macchina a spalla. Ok, quindi?<br /><br />Secondo me <strong>siamo al limite, ma &egrave; ancora fattibile</strong>. Parlo a titolo personale ovviamente considerando le soluzioni di trasporto che ho adottato (vedi sopra). Camminare per un po&rsquo; (qualche ora) con 27/28 kg sulle spalle pu&ograve; essere o no un limite invalicabile, sta ad ognuno di voi valutare, ma in ogni caso si pu&ograve; fare. Detto ci&ograve;, ha un senso fare in 11x14&rdquo; qualcosa che possiamo fare con meno problemi e simili finalit&agrave; in 8x10&rdquo;? E poi <strong>quale pu&ograve; essere il fine di tutto ci&ograve;?<br /></strong><br />Per me la <strong>stampa a contatto</strong> rappresenta e rappresenterebbe la finalit&agrave; principale dell&rsquo;Ultra Grande Formato. Tralasciando le antiche tecniche, scattare direttamente su carta fotografica (positiva e non) o stampare a contatto le pellicole piane credo sia il campo principale di applicazione. Si ottengono cos&igrave; immagini fatte e finite, di altissima qualit&agrave; e dimensioni notevoli. Tra l&rsquo;altro ci&ograve; permette anche di ovviare ad eventuali piccoli difetti tecnici come il micromosso, sempre in agguato sull&rsquo;Ultra Grande ma poco visibile nelle stampe a contatto o trascurabile nello scatto diretto su carta. Ritengo inoltre che la <strong>fotografia paesaggistica e ritrattistica</strong> possano essere i campi in cui lavorare in questo modo pu&ograve; avere pi&ugrave; senso, anche considerando le soluzioni tecniche e operative offerte dalle fotocamere ULF come la Hyper. Non posso fare a meno di considerare per&ograve; che l&rsquo;8x10&rdquo; offre le stesse possibilit&agrave; di finalizzazione (stampa a contatto) e molto di pi&ugrave; (scansione ancora fattibile &ldquo;in casa&rdquo;, pi&ugrave; materiali disponibili, pi&ugrave; ottiche ecc) ad un peso ed un ingombro decisamente inferiore. Verrebbe da dire che l&rsquo;aggravio in termini di pesantezza, difficolt&agrave; di trasporto e scarsit&agrave; di soluzioni dell&rsquo;11x14&rdquo; non corrisponda ad un altrettanto evidente aumento di qualit&agrave; del risultato finale.<br /><br />E allora? Beh, devo dire che l&rsquo;Ultra Grande Formato trasmette quel fascino del &ldquo;great beyond&rdquo;, dell&rsquo;oltre, dell&rsquo;avventura e dell&rsquo;eroismo che hanno comunque una ragion d&rsquo;essere. Se si ha lo strumento giusto i risultati promettono di essere strabilianti, quindi <strong>il limite e la scelta stanno solo nella testa e nelle mani del fotografo</strong>. La StenopeiKa Hyper 11x14&rdquo; ci mette nelle condizioni di andare oltre il convenzionale, sta a noi decidere se ne vale la pena o no, se abbiamo una storia che merita di essere raccontata in questo modo o no!</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/orfento-web_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/orfento-web_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Alta valle dell'Orfento, Majella. Adox CHS 100 II</div> </div></div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='510291689267822767-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='510291689267822767-imageContainer0' style='float:left;width:49.95%;margin:0;'><div id='510291689267822767-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/betulle-cerasa-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery510291689267822767]' title='Betulle dei Piani di Pezza, Adox CHS 100 II'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/betulle-cerasa-web.jpg' class='galleryImage' _width='612' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-37.15%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='510291689267822767-imageContainer1' style='float:left;width:49.95%;margin:0;'><div id='510291689267822767-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/terminilletto_orig.jpg' rel='lightbox[gallery510291689267822767]' title='Terminilluccio, Adox CHS 100 II'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/terminilletto.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='631' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.58%;left:0%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 30px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="paragraph"><strong>CONCLUSIONI</strong><br /><br />Per concludere sono rimasto piacevolmente impressionato dalla StenopeiKa Hyper 11x14&rdquo;. Il difetto principale &egrave; la stabilit&agrave; dell&rsquo;intero sistema, in gran parte dovuta al formato, e in particolare della standarda posteriore, migliorabile, che tende a flettersi con facilit&agrave;. Per il resto la macchina &egrave; molto ben assemblata, sintetica ed elementare e quindi elegante e funzionale. I movimenti presenti lavorano bene e la standarda anteriore &egrave; assai rigida e ben accoppiata alla base. Manca il decentramento laterale e i movimenti anteriori sono di difficile attuazione da dietro la macchina, ma i campi di applicazione privilegiati e l&rsquo;approccio generale di uno strumento come questo alla realizzazione di un&rsquo;immagine non ne fanno sentire troppo la mancanza.&nbsp;<br /><br />&#8203;In ogni caso siamo in presenza di una fotocamere che permette di entrare nel mondo dell&rsquo;ultra grande ad un prezzo non eccessivo, il che non &egrave; poco!<br /><br />info: <a href="https://www.stenopeika.com/" target="_blank">StenopeiKa</a><br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[StenopeiKa Michelangelo 4x5": sulle orme della Leonardo, ecco la nuova 4x5” top di gamma made in Tuscany]]></title><link><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-michelangelo-4x5-sulle-orme-della-leonardo-ecco-la-nuova-4x5-top-di-gamma-made-in-tuscany]]></link><comments><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-michelangelo-4x5-sulle-orme-della-leonardo-ecco-la-nuova-4x5-top-di-gamma-made-in-tuscany#comments]]></comments><pubDate>Thu, 04 Feb 2021 09:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Analogico]]></category><category><![CDATA[Attrezzatura]]></category><category><![CDATA[Fotocamere]]></category><category><![CDATA[Grande Formato]]></category><category><![CDATA[News]]></category><category><![CDATA[Recensioni]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-michelangelo-4x5-sulle-orme-della-leonardo-ecco-la-nuova-4x5-top-di-gamma-made-in-tuscany</guid><description><![CDATA[    La nuova StenopeiKa Michelangelo 4x5" in azione sulle nevi del Terminillo, Lazio.   INTRODUZIONE&Egrave; passato poco meno di un anno da quando ricevetti da Samuele Piccoli di StenopeiKa il primo prototipo della Leonardo 8x10&rdquo;, capostipite di una nuova generazione di folding nate nell&rsquo;affascinante laboratorio sui colli Pistoiesi. Ricorderete forse la recensione che feci in proposito e l&rsquo;ottima impressione che ricevetti, a riprova del notevole sforzo di Samuele nel produrre  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:40px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20201207-124639-01_orig.jpeg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20201207-124639-01_orig.jpeg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La nuova StenopeiKa Michelangelo 4x5" in azione sulle nevi del Terminillo, Lazio.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>INTRODUZIONE</strong><br /><br />&Egrave; passato poco meno di un anno da quando ricevetti da Samuele Piccoli di StenopeiKa il primo prototipo della Leonardo 8x10&rdquo;, capostipite di una nuova generazione di folding nate nell&rsquo;affascinante laboratorio sui colli Pistoiesi. Ricorderete forse la <a href="https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-leonardo-8x10-estetica-e-tecnologia-per-la-nuova-ammiraglia-made-in-tuscany" target="_blank">recensione</a> che feci in proposito e l&rsquo;ottima impressione che ricevetti, a riprova del notevole sforzo di Samuele nel produrre <strong>strumenti sempre pi&ugrave; perfezionati ma saldamente posizionati nel solco dei predecessori</strong>.<br /><br />Bene, un anno &egrave; passato e la storia &egrave; andata avanti, infatti oggi vi parlo della <strong>Michelangelo 4x5&rdquo;</strong> che altro non &egrave; se non il fratello minore, come formato non come concezione, della Leonardo. Trattasi dunque di quella che &egrave; la <strong>nuova top di gamma</strong> nel formato pi&ugrave; diffuso e popolare, quindi un oggetto che andr&agrave; ad occupare un posto molto importante nel panorama dell&rsquo;offerta di StenopeiKa e su cui &egrave; stato fatto quindi un lavoro notevole. Voglio precisare che la macchina, come di consueto un prototipo, &egrave; in mio possesso da ottobre e quindi c&rsquo;&egrave; stato abbastanza tempo, nonostante il covid, per provarla e implementare gi&agrave; alcune modifiche che sono diventate parte integrante del modello ufficiale attualmente in produzione.</div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:20px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20210126-163103_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/20210126-163103_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">In azione a Villa Ada, Roma, con il classico Nikkor-W 150mm. Decentramento verticale + swing anteriore per Scheimpflug.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>DATI TECNICI</strong><br /><br />Come al solito, iniziamo con i dati &ldquo;grezzi&rdquo; sulle caratteristiche della macchina (<a href="https://www.stenopeika.com/prodotto/michelangelo-4x5-folding-camera/" target="_blank">cliccate qui</a> per il sito web del produttore):<br /><br /><ul><li>Peso: 1,9 kg (versione in alluminio)</li><li>Estensione massima: 52cm</li><li>Estensione minima: 80mm (posizione standard); 55mm (standarda anteriore reclinata)</li><li>Movimenti standarda anteriore: decentram. verticale +5,6/-4,8cm; decentram. laterale +/- 1,6cm; swing +/- 14&deg;; tilt basale +23/-90&deg;; tilt assiale limitato dal soffietto.</li><li>Movimenti standarda posteriore: decentram. laterale +/- 2,1cm; swing +/- 14&deg;; tilt +90/-30</li><li>Dimensioni da chiusa: 23,4x19,1x9,5cm</li><li>Materiali: Alluminio o carbonio per le parti metalliche; Cipresso toscano, Olivo toscano o Iroko per le parti in legno. Altri tipi di legno disponibili su richiesta.</li></ul><br />Premetto che il modello che ho provato, come potete vedere dalle foto seguenti, &egrave; costruito con il carbonio al posto dell&rsquo;alluminio per quanto riguarda alcune delle parti metalliche, primariamente allo scopo di ridurre ulteriormente il peso, dato che comunque, anche nella versione standard solo in alluminio, &egrave; gi&agrave; confortante. Siamo infatti <strong>sotto i 2 kg</strong>, al di sopra di altri modelli sempre a marchio StenopeiKa come la X o la Hyper camera o di aziende come Intrepid o Chamonix, ma decisamente al di sotto di tutte le folding all-metal di concezione tedesca o giapponese. <strong>Notevolissimo appare il dato sull&rsquo;estensione massima</strong>, al livello di un banco ottico con monorail telescopico, mentre l&rsquo;estensione minima, considerando la posizione reclinata della standarda anteriore, permette di <strong>usare senza problemi lenti molto corte</strong> (fino almeno al 65mm) <strong>senza necessit&agrave; di avere una piastra rientrante</strong>. Dal punto di vista dei movimenti, si nota l&rsquo;ampia escursione sia in alto che in basso del decentramento verticale anteriore, cos&igrave; come la presenza del decentramento laterale sia anteriormente che posteriormente. Ampia l&rsquo;escursione del tilt che, anteriormente, come sempre sulle macchine costruite da Samuele, si pu&ograve; azionare sfruttando sia l&rsquo;asse di rotazione basso che quello assiale. La Michelangelo sulla carta si presenta quindi come una folding dalle <strong>caratteristiche di alto profilo e molto completa dal punto di vista dei movimenti</strong>, approfondiamo!<br /><br /><strong>&#8203;DESCRIZIONE</strong><br /><br />Osservandola da chiusa, la macchina mostra subito un&rsquo;<strong>estetica tecnologica e accattivante</strong>, in linea con la Leonardo 8x10&rdquo;, di cui riprende diverse soluzioni, adattandole al formato pi&ugrave; piccolo. Le dimensioni sono contenute e il mix di legno (cipresso verniciato scuro), alluminio e carbonio &egrave; davvero elegante.<br /><br />&#8203;La base, con tripla filettatura (grande) per cavalletto, &egrave; costituita da una <strong>robusta lastra di alluminio da 6mm</strong> che presenta un interessante struttura geometrica di alleggerimento. Al di sopra si trovano le guide per lo scorrimento all&rsquo;indietro della standarda posteriore, controllata da due manopoline (sempre un po&rsquo; troppo piccole per i miei gusti) sporgenti dalla base, e quelle per il fuoco di precisione tramite viste senza fine, controllato dalla consueta manopola posta nella parte posteriore della fotocamera. Proseguendo verso l&rsquo;alto si pu&ograve; notare, sia davanti che dietro, una <strong>complessa sovrapposizione di lastre di alluminio e carbonio</strong>, con associati perni e meccanismi di sblocco/blocco, che controllano praticamente tutti i movimenti di traslazione e rotazione dei corpi della macchina. Si arriva infine alla parte superiore, dove compare il legno, che non pu&ograve; mancare in nessuna StenopeiKa, costituente tutto il frame posteriore e l&rsquo;alloggiamento per il vetro smerigliato, dotato di consueto e pratico coprivetro magnetico.</div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:30px;margin-top:20px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-center"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/-XIFZkF5_3s?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>  <div class="paragraph">L&rsquo;apertura avviene in modo analogo alle altre fotocamere della casa pistoiese, dapprima sbloccando la rotazione del frame posteriore e ruotandolo all&rsquo;indietro fino alla posizione di &ldquo;0&rdquo; identificata da due tacche che fanno bloccare automaticamente la rotazione, quindi ruotando in avanti la parte anteriore, sempre dopo aver sbloccato le relative manopole, fino alla posizione di blocco in modo del tutto simile al precedente. Infine, rimane da sollevare il frame di legno anteriore, estraendo le due piccole staffe laterali (questa volta di dimensioni pi&ugrave; generose e pi&ugrave; comode rispetto al passato) che ingaggiano il binario del decentramento verticale e da ultimo bloccare le manopole del decentramento stesso e del tilt assiale. <strong>Il tutto in realt&agrave; &egrave; molto pi&ugrave; semplice di quanto non appaia leggendolo</strong> e si &egrave; rapidamente operativi e pronti a montare la lente scelta.<br /><br />La nostra Michelangelo ci mostra ora tutte le sue caratteristiche, vediamole insieme!<br /><br />&#8203;Complessivamente il design ricorda ancora da vicino la Leonardo e in parte la X Camera, risultando elegante e tecnologico. Il metallo scuro, il carbonio e il legno si combinano alla perfezione. Il baricentro, come di consueto, &egrave; abbastanza alto, a beneficio dell&rsquo;<strong>estensione dei movimenti</strong>. Posteriormente, una volta rimossa la protezione magnetica, ecco apparire il vetro smerigliato, di buona fattura, con <strong>lente di fresnel incorporata</strong>, reticolo e indicazioni delle riduzioni per i formati minori. Oltre ad una generosa dotazione di livelle a bolla, ci sono anche le leve per smontare rapidamente il vetro e sostituirlo con un dorso porta rulli. L&rsquo;inserimento degli chassis &egrave; semplice e lineare, non ci sono stati problemi di sorta durante l&rsquo;utilizzo. Per passare da frame orizzontale a verticale c&rsquo;&egrave; il collaudato e comodissimo sistema magnetico comune a tutte le altre StenopeiKa.</div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='673930333113550863-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='673930333113550863-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='673930333113550863-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2349_orig.jpg' rel='lightbox[gallery673930333113550863]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2349.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='673930333113550863-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='673930333113550863-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2351_orig.jpg' rel='lightbox[gallery673930333113550863]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2351.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='673930333113550863-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='673930333113550863-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2352_orig.jpg' rel='lightbox[gallery673930333113550863]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2352.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='673930333113550863-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='673930333113550863-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2354_orig.jpg' rel='lightbox[gallery673930333113550863]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2354.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='673930333113550863-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='673930333113550863-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2355_orig.jpg' rel='lightbox[gallery673930333113550863]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2355.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='673930333113550863-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='673930333113550863-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2356_orig.jpg' rel='lightbox[gallery673930333113550863]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2356.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='673930333113550863-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='673930333113550863-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2357_orig.jpg' rel='lightbox[gallery673930333113550863]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2357.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='673930333113550863-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='673930333113550863-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2359_orig.jpg' rel='lightbox[gallery673930333113550863]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2359.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='673930333113550863-imageContainer8' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='673930333113550863-insideImageContainer8' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2361_orig.jpg' rel='lightbox[gallery673930333113550863]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2361.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='673930333113550863-imageContainer9' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='673930333113550863-insideImageContainer9' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2362_orig.jpg' rel='lightbox[gallery673930333113550863]' title='Estensione minima a standarda anteriore in posizione standard'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2362.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 30px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="paragraph">Sotto il frame di legno posteriore, sulla base, ecco le due grandi manopole di sblocco dello swing. La rotazione &egrave; <strong>progressiva e ben calibrata</strong> con due sferette che segnalano la posizione di &ldquo;0&rdquo;. L&rsquo;ampiezza della rotazione non &egrave; enorme, ma <strong>in linea con il dato medio delle folding</strong> e comunque sufficiente nella grande maggioranza delle situazioni in cui ci si trova a doverla usare. Ancora pi&ugrave; in basso, troviamo le due piccole manopole che sbloccano il <strong>decentramento laterale posteriore</strong>. Anche in questo caso il movimento &egrave; comodo e fluido. Lo &ldquo;0&rdquo; &egrave; indicato da altre due sferette che entrando in sede segnalano la posizione neutra. Al centro troviamo la gi&agrave; citata manopola per il fuoco di precisione. Come di consueto, il meccanismo di apertura della macchina si utilizza anche per controllare il tilt posteriore.<br />&#8203;<br />Passiamo alla parte anteriore. Iniziando dalla base, vediamo una serie di <strong>ben quattro manopole piccole</strong>. Quella pi&ugrave; avanti controlla lo swing, di pari estensione a quello posteriore, con due sferette che segnalano lo &ldquo;0&rdquo; meccanico del movimento; le due subito dietro permettono di operare sul decentramento laterale, sempre con sferetta per lo &ldquo;0&rdquo;; quella pi&ugrave; indietro infine controlla lo scorrimento rapido della standarda su due ampie guide che permettono un movimento rapido e fluido per la focheggiatura iniziale. Personalmente ho trovato<strong> un po&rsquo; scomoda quest&rsquo;ultima manopola</strong>, sia per la posizione che per la dimensione un po&rsquo; piccola. Procedendo verso l&rsquo;alto troviamo prima i controlli per il tilt basale (e per chiudere la macchina), quindi quelli per il generoso decentramento verticale e infine quelli per il tilt assiale. Tutti i movimenti hanno blocchi e sblocchi individuali quindi, come di consueto per le top di gamma di StenopeiKa.</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:20px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2363_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2363_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La Michelangelo con il decentramento verticale anteriore quasi al massimo verso l'alto e tilt in avanti.</div> </div></div>  <div class="paragraph">L&rsquo;<strong>estensione massima</strong> (520mm) si raggiunge sbloccando (sotto la base) lo scorrimento indietro della standarda posteriore, spostando la standarda anteriore tutta in avanti tramite lo scorrimento rapido e infine agendo sul fuoco di precisione secondo necessit&agrave;. L&rsquo;<strong>estensione minima</strong> invece (55mm) richiede un <strong>minimo di lavorio</strong>: prima occorre portare la standarda anteriore tutta indietro con lo sblocco rapido, quindi sbloccare le manopole che controllano entrambi i tilt (basso e assiale) e, dopo aver retratto le staffe del decentramento verticale, eseguire una rotazione indietro che permette di portare la lente in posizione davvero ravvicinata rispetto al piano focale. Il tutto &egrave;, ancora una volta, pi&ugrave; semplice a farsi che a dirsi, ma occorre un check visivo per riportare il frame anteriore parallelo al posteriore. Ovviamente <strong>potete sempre optare per l'estensione minima standard</strong> (80mm), facilmente raggiungibile semplicemente portando la standarda anteriore tutta indietro, se non dovete usare focali molto corte (come nel caso di un classico 90mm).<br /><br />Da ultimo &egrave; doveroso ricordare che la Michelangelo utilizza le lensboard di tipo Linhof e che il soffietto standard, di buona fattura, &egrave; rapidamente sostituibile con un ottimo <strong>soffietto a sacco</strong> (indispensabile per raggiungere l&rsquo;estensione minima di 55mm) tramite il gi&agrave; noto sistema magnetico, permettendo di passare da focali lunghe a corte in modo molto semplice e confortevole.<br /><br /><strong>USO SUL CAMPO</strong><br /><br />Durante il periodo in cui ho avuto in prova la macchina ho avuto modo di portarla sia sulle mie amate montagne che in scenari urbani, testandola in <strong>condizioni abbastanza difficili</strong> (freddo e neve, vento&hellip;) e con un&rsquo;<strong>ampia escursione di focali</strong> (dal 65mm fino al 300mm). Complessivamente i risultati sono stati pi&ugrave; che soddisfacenti, ma andiamo ad approfondire.<br /><br />Iniziamo dalle questioni logistiche. L&rsquo;ingombro e il peso della macchina la rendono <strong>trasportabile con grande facilit&agrave;</strong>, quindi nessun problema anche in caso di spostamenti lunghi e faticosi. La base, con le sue tre filettature per il cavalletto, permette di montare piastre anche molto ampie e di avere quindi un&rsquo;ottima stabilit&agrave; del sistema treppiedi/fotocamera. La struttura della Michelangelo &egrave; molto elegante, non c&rsquo;&egrave; dubbio, ma, una volta aperta, qual &egrave; il livello di stabilit&agrave; e rigidit&agrave;? Vediamo! Tutta la struttura della base &egrave; notevolissima: come gi&agrave; citato, <strong>allungamento massimo e minimo sono notevoli</strong> e, in qualsiasi posizione la impostiate e con tutte le ottiche che ho provato, la <strong>rigidit&agrave; basale &egrave; stata ottima</strong>, segno di una progettazione di alto livello. Le due standarde, prese singolarmente, sono <strong>molto robuste</strong> e assolvono egregiamente al loro compito. Qualche piccolo dubbio invece, sostanzialmente poi risolto nell&rsquo;uso pratico, me lo lascia l&rsquo;<strong>accoppiamento tra le standarde e la base</strong>, in particolare quella anteriore, che non sembra ottimale.</div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='736726859817957214-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='736726859817957214-imageContainer0' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='736726859817957214-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dicembre002-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery736726859817957214]' title='Faggeta in Vallonina. Fujinon-W 300mm, FP4+'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dicembre002-web.jpg' class='galleryImage' _width='633' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-34.25%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='736726859817957214-imageContainer1' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='736726859817957214-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dicembre003-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery736726859817957214]' title='Dorsali boscose in Vallonina. Fujinon-A 240mm, FP4+'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dicembre003-web.jpg' class='galleryImage' _width='635' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-33.99%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='736726859817957214-imageContainer2' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='736726859817957214-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dicembre005-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery736726859817957214]' title='Faggi dopo la nevicata; Fujinon-W 300mm, Fp4+'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dicembre005-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='636' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-3%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='736726859817957214-imageContainer3' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='736726859817957214-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/gennaio002-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery736726859817957214]' title='Sughereta di Villa Ada, Roma; Super-Angulon 65mm, FP4+'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/gennaio002-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='631' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.58%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='736726859817957214-imageContainer4' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='736726859817957214-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/gennaio003-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery736726859817957214]' title='Pioppi bianchi a Villa Ada, Roma; Nikkor-W 150mm, swing anteriore per Scheimpflug, FP4+'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/gennaio003-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='632' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.67%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='736726859817957214-imageContainer5' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='736726859817957214-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/gennaio004-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery736726859817957214]' title='Faggeta sotto la bufera; Fujinon-W 300mm, FP4+'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/gennaio004-web.jpg' class='galleryImage' _width='633' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-34.25%;left:0%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 30px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="paragraph">L&rsquo;apertura della macchina &egrave; rapida e agevole, in breve tempo si &egrave; subito operativi. I movimenti sono tutti molto comodi e hanno un buon grip: <strong>utilissimo il decentramento laterale posteriore</strong>, ampia l&rsquo;escursione del decentramento verticale anteriore, senza problemi l&rsquo;utilizzo delle rotazioni. Suggerisco sempre, trattandosi di movimenti non-geared, di lavorare con accortezza sulle manopole di blocco/sblocco, in modo tale da <strong>modulare la frizione</strong> (in particolare per il tilt assiale anteriore) ed usare i movimenti con maggiore precisione. I serraggi sono ottimi e, a movimenti acquisiti, tengono saldamente in posizione anche ottiche pesanti come il Fujinon-W 300mm (stringete comunque a fondo le manopole!). L&rsquo;applicazione della <strong>Regola di Scheimpflug &egrave; risultata agevole</strong>, il metodo del focus on near/til on far si applica senza problemi e l&rsquo;ampiezza delle rotazioni, swing compreso, sono pi&ugrave; che sufficienti per le classiche applicazioni da &ldquo;uso sul campo&rdquo;.<br /><br />Come di consueto per le StenopeiKa, il <strong>fuoco di precisione &egrave; sicuro e affidabile</strong>, non si corre mai il rischio di spostamenti indesiderati. La rotazione del frame posteriore per passare da orizzontale a verticale e viceversa &egrave; rapida e piacevole, grazie al collaudato sistema magnetico.<br /><br />Per gli scatti che ho realizzato in montagna (vedi foto sopra) ho usato lenti abbastanza lunghe (240 e 300mm) e, nel caso del Fujinon-W 300mm, anche pesanti. Le condizioni al contorno erano di quelle che possono mettere in difficolt&agrave; le macchine dotate di non sufficiente stabilit&agrave;, segnatamente <strong>raffiche di vento</strong> abbastanza forte proveniente da una direzione laterale. A dispetto della mia sensazione iniziale di una certa instabilit&agrave; della standarda frontale in riferimento al suo accoppiamento con la base della macchina, l&rsquo;<strong>esito del test &egrave; stato ottimo</strong>: la nitidezza delle immagini &egrave; tale da evidenziare l&rsquo;assenza di vibrazioni e oscillazioni. Ovviamente, come per tutte le fotocamere, occorre usarle con intelligenza e accortezza, aspettando sempre il momento pi&ugrave; idoneo allo scatto che, nella fattispecie di cui sopra, quello in cui le raffiche di vento diminuiscono di intensit&agrave;. Complessivamente l&rsquo;utilizzo di focale lunghe &egrave; davvero comodo, grazie anche alla possibilit&agrave; di muovere all&rsquo;indietro manualmente la standarda posteriore per raggiungere rapidamente l&rsquo;estensione richiesta. Anche sulle focali corte, comunque, la Michelangelo si dimostra molto versatile: come gi&agrave; scritto a proposito dell&rsquo;allungamento minimo, si riesce ad usare un 65mm abbastanza comodamente <strong>senza bisogno di piastre rientranti</strong> o accessori supplementari (soffietto grandangolare a parte), al prezzo di un minimo di lavorio per posizionare la standarda anteriore nella posizione reclinata.<br />&#8203;<br />Il vetro smerigliato con Fresnel incorporato &egrave; di buona fattura. Quando si appoggia la lente sul vetro per il fuoco di precisione occorre sempre non andarci troppo &ldquo;pesante&rdquo;, ovvero <strong>senza esercitare una pressione eccessiva</strong>, per non rischiare di far flettere in avanti tutta la standarda.<br /></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/gran-sasso_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/gran-sasso_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La Michelangelo, appena ricevuta da Samuele Piccoli, subito in azione sul Gran Sasso. Ottobre 2020.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE</strong><br /><br />La Michelangelo 4x5&rdquo; nasce come nuova top di gamma di StenopeiKa nel formato pi&ugrave; conosciuto ed utilizzato, ereditando la concezione tecnica ed estetica della sorella maggiore Leonardo 8x10&rdquo; e promettendo di definire un nuovo livello nella ricerca e nella crescita della rinomata azienda Pistoiese. Samuele Piccoli &egrave; riuscito nel suo intento? L&rsquo;indubbia bellezza estetica della macchina si rispecchia in altrettanta qualit&agrave; costruttiva e nell&rsquo;uso sul campo?<br /><br />Beh, la risposta <strong>sostanzialmente &egrave; s&igrave;</strong>! &nbsp;La macchina eredita gran parte della filosofia dei modelli precedenti, migliorando per&ograve; sia dal punto di vista estetico, dove il legno, l&rsquo;alluminio e il carbonio sono mixati e assemblati in modo davvero piacevole, sia tecnico, con un notevole upgrade della base e delle parti meccaniche. Ne deriva uno strumento la cui <strong>parola d&rsquo;ordine potrebbe essere &ldquo;versatilit&agrave;&rdquo;</strong>: si possono affrontare situazioni assai diverse senza problemi, passando ad esempio da una focale assai lunga ad una molto corta in modo rapido ed efficace, cos&igrave; come lavorare di precisione con le rotazioni ben calibrate o il comodissimo decentramento laterale posteriore. Nonostante un assemblaggio non granitico di alcune parti, forse a causa della notevole complessit&agrave; meccanica, specie davanti, la Michelangelo ha dimostrato sul campo le sue abilit&agrave; e la sua affidabilit&agrave;! Ovviamente si tratta di uno strumento da usare con perizia e personalmente, accanto al posizionamento non comodissimo e alle dimensioni forse troppo piccole di alcune manopole, ritengo che il moltiplicarsi delle manopole stesse e di altri controlli rischi di andare a scapito della facilit&agrave; e comodit&agrave; d&rsquo;uso. Ci&ograve; detto, siamo in presenza di una fotocamera davvero notevole, leggera, bella, facile da trasportare, rapida nel set up e in grado di fare tutto. Quindi non posso che fare i complimenti a Samuele e ringraziarlo per i suoi sforzi continui volti a migliorare e perfezionare le sue creature.<br /><br />Sito web del produttore: <a href="https://www.stenopeika.com/prodotto/michelangelo-4x5-folding-camera/" target="_blank">clicca qui</a>!</div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Linhof Technikardan S 45: il banco che si nasconde in una folding!]]></title><link><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/linhof-technikardan-s-45-il-banco-che-si-nasconde-in-una-folding]]></link><comments><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/linhof-technikardan-s-45-il-banco-che-si-nasconde-in-una-folding#comments]]></comments><pubDate>Tue, 17 Nov 2020 09:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Analogico]]></category><category><![CDATA[Attrezzatura]]></category><category><![CDATA[Fotocamere]]></category><category><![CDATA[Grande Formato]]></category><category><![CDATA[Paesaggio]]></category><category><![CDATA[Recensioni]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.giuliosperanza.com/blog/linhof-technikardan-s-45-il-banco-che-si-nasconde-in-una-folding</guid><description><![CDATA[    La Linhof Technikardan S 45 in azione sulla vetta di Monte San Franco, Gran Sasso d'Italia, con il grosso e pesante Symmar-S 360mm.   INTRODUZIONE&#8203;Folding o monorail? Leggerezza e trasportabilit&agrave; o espandibilit&agrave; e facilit&agrave; d&rsquo;uso? Comodit&agrave; o precisione? Sul campo o in studio?Sono queste alcuni dei dilemmi che affliggono chi si appresta ad entrare nel mondo del Grande Formato e delle fotocamere a corpi mobili e deve scegliere su quale strumento puntare.  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-san-franco-7_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-san-franco-7_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La Linhof Technikardan S 45 in azione sulla vetta di Monte San Franco, Gran Sasso d'Italia, con il grosso e pesante Symmar-S 360mm.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>INTRODUZIONE</strong><br /><br />&#8203;Folding o monorail? Leggerezza e trasportabilit&agrave; o espandibilit&agrave; e facilit&agrave; d&rsquo;uso? Comodit&agrave; o precisione? Sul campo o in studio?<br />Sono queste alcuni dei <strong>dilemmi che affliggono</strong> chi si appresta ad entrare nel mondo del Grande Formato e delle fotocamere a corpi mobili e deve scegliere su <strong>quale strumento puntare</strong>. Meglio una fotocamera field/folding o un banco ottico vero e proprio? Sono domande a cui non &egrave; facile rispondere, perch&eacute; dipendono in ultima analisi dall&rsquo;approccio di ognuno di noi e dalle nostre necessit&agrave;.<br />Se per&ograve; esistesse <strong>una via di mezzo?</strong> Un ibrido tra le due grandi famiglie? Un ponte che colleghi i due estremi? Potrebbe essere la soluzione! Certo! Ma c&rsquo;&egrave;? Beh&hellip; La risposta &egrave; s&igrave;: la Linhof Technikardan.<br /><br />Andiamo in Germania, quindi, dove ha sede la famosissima casa di Monaco, che credo non abbia bisogno di ulteriori presentazioni. Simo tra gli anni &rsquo;80 e &rsquo;90 e alla Linhof sono ormai da parecchio tempo stabilizzati sulle due linee principali di camere grande formato: i banchi della serie Kardan e la celeberrima folding all-metal Technika. I due filoni hanno storie assai lunghe alle spalle, e procedono in parallelo, come accade per altre famose aziende del tempo (Toyo, Horseman&hellip;).<br />Ed ecco l&rsquo;idea: creare una nuova fotocamera, nuova nel senso che non si &egrave; ancora visto nulla del genere fino a quel momento. Una fotocamera che fin dal nome scelto la dice lunga su quello che vuole essere. Technikardan, infatti, &egrave; semanticamente <strong>il merging della Technika e del Kardan</strong>, quindi un vero e proprio ibrido che vuole condensare in s&eacute; il meglio delle due &ldquo;famiglie&rdquo;, promettendo di essere una risposta all&rsquo;eterno dilemma su cosa scegliere. Idea semplice e ambiziosa al tempo stesso. Sar&agrave; riuscita la Linhof a vincere questa sfida? Lo vedremo a breve.</div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2142_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2142_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La TK in azione sul Gran Sasso d'Italia, inverno 2019.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>DATI TECNICI</strong><br /><br />Prima di iniziare con la descrizione, vorrei darvi un po&rsquo; di dati tecnici, utili ad introdurre l&rsquo;oggetto con cui abbiamo a che fare (direttamente dal manuale della fotocamera, scaricabile <a href="http://linhof.com/en/download-2/" target="_blank">qui</a>).<ul><li>Peso:&nbsp;&nbsp; 3,4 kg</li><li>Estensione massima: 504mm</li><li>Estensione minima: 48mm (con lensboard normale)</li><li>Decentramento verticale: davanti +5/-2cm; dietro +5cm (tot. +5/-7cm)</li><li>Decentramento laterale: davanti 5,5cm sinistra/3,5cm destra; dietro 5,5/5,5cm (totale 11/9cm)</li><li>Tilt: limitato solo dal soffietto</li><li>Swing: 360&deg;</li></ul><br />Letti cos&igrave;, in modo asettico e astratto, questi dati sono gi&agrave; un bel mix. Vediamo che abbiamo per le mani un oggetto non leggerissimo, ma neanche troppo pesante. In effetti siamo ad una via di mezzo tra il peso medio di una folding all-metal (2,5kg) e di un banco (dai 4kg in su di solito). In realt&agrave; siamo esattamente a <strong>met&agrave; tra il peso della Technika e del Kardan</strong>. Mi verrebbe da pensare ad un caso se non ci fosse di mezzo la Linhof. L&rsquo;estensione massima la commenteremo poi, ma appare un dato notevole, superiore di molto a quello delle folding classiche ed in linea con quello di molti banchi con rail non allungabile. L&rsquo;estensione minima &egrave; sorprendente. Decentramenti e rotazioni superiori a qualsiasi folding ed anche ad alcuni banchi. Insomma gi&agrave; cos&igrave; appare chiaro che siamo in presenza di uno strumento dalle caratteristiche di tutto rispetto. Anzi, i dati sembrerebbero <strong>proiettarci pi&ugrave; nel mondo dei banchi che delle folding</strong>, salvo il peso che &egrave; pi&ugrave; da folding che da banco. Ma andiamo avanti</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2004_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2004_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Vista laterale della TK da chiusa.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>DESCRIZIONE</strong><br /><br />&#8203;Prima di iniziare, desidero <strong>richiamare ancora un attimo pregi e difetti dei banchi ottici e delle field/folding</strong>.<br /><br /><em>Field/folding</em><ul><li>Pro: leggerezza, compattezza, rapidit&agrave; nel setup</li><li>Contro: estensione limitata, scarsa precisione e comfort dei movimenti, estensione dei movimenti limitata, difficolt&agrave; d&rsquo;uso con focali molto corte</li></ul> <em>Banchi Ottici</em><ul><li>Pro: precisione ed estensione dei movimenti, espandibilit&agrave;, facilit&agrave; d&rsquo;uso, estensione massima e minima</li><li>Contro: peso, ingombro, setup pi&ugrave; lungo</li></ul><br />Appare evidente, o almeno io la penso cos&igrave;, che il banco rappresenta, al netto delle esigenze e del campo di applicazione di ognuno di noi, lo strumento &ldquo;tecnicamente&rdquo; migliore. La folding &egrave; il suo corrispettivo dedicato all&rsquo;uso &ldquo;on the field&rdquo;, quando leggerezza, compattezza e rapidit&agrave; d&rsquo;uso diventano imperativi e si pu&ograve; sacrificare qualcosa sull&rsquo;altare di queste necessit&agrave;. E la Technikardan quindi? Quali soluzioni ha adottato la Linhof per collegare questi due mondi? Vediamo!<br /><br /><strong>Technikardan da chiusa</strong><br /><br />Osserviamo dunque la macchina, finalmente! Partiamo dalla posizione di chiusura. Tenendo fede, infatti, alla sua vocazione di ibrido banco/folding, la Tk &egrave; stata <strong>pensata per poter essere chiusa in modo estremamente compatto</strong>: alla base vediamo un corpo di alluminio grigio, lungo una ventina di cm e molto largo, che non &egrave; altro se non un ingegnosissimo rail telescopico. Su un lato del rail ci sono due manopole scure che ne controllano l&rsquo;estensione, sull&rsquo;altro la guida a cremagliera, con relativa manopola, per il fuoco di precisione. Osservandone la sezione, si ha subito un&rsquo;idea del <strong>complesso ed elaborato sistema</strong> che permette al rail di quasi triplicare la sua estensione base.<br /><br />Spostandoci verso l&rsquo;alto, ecco le due standarde, dalla <strong>forma ad L</strong>, una pi&ugrave; grande (la posteriore) e una pi&ugrave; piccola (l&rsquo;anteriore). Ed ecco spiegata la larghezza del rail: le due standarde sono una di fronte all&rsquo;altra, e non affiancate come accade su altri banchi ottici. Ci&ograve; permette di contenere le <strong>dimensioni della macchina chiusa a circa 21x25x10cm</strong>. Davvero sorprendente! Qualcosa di non molto dissimile da una classica folding, pi&ugrave; bassa e stretta ma un pochino pi&ugrave; spessa (foto). Una cosa da notare &egrave; che il soffietto &egrave; gi&agrave; al suo posto, proprio come in una folding. Vediamo anche le numerose levette, caratterizzate da pomellini in plastica rossi o verdi, sparse tra la base delle standarde e il lato verticale della &ldquo;L&rdquo;, nonch&eacute; le precise scale millimetriche associate sia ai decentramenti che alle rotazioni (dove coprono un arco di 20&deg;/26&deg;). Infine, una generosa dotazione di livelle completa il quadro di quello che appare un <strong>banco dotato di movimenti ampi e precisi ma che da chiuso occupa poco pi&ugrave; dello spazio di una camera folding</strong>. Prendendola in mano, si percepisce il peso, tutto sommato limitato, e soprattutto la sorprendente &ldquo;compressione&rdquo; di tutta la meccanica in un oggetto gestibile, dal punto di vista del trasporto, con notevole semplicit&agrave;, nonch&eacute; bellissimo (ma dalla Linhof non ci potevamo aspettare niente di meno).</div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2051_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2051_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">TK e Wista 45 D a confronto, vista frontale.</div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2052_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2052_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">TK e Wista 45 D a confronto, vista laterale.</div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div class="paragraph"><strong>Apertura della Technikardan</strong><br /><br />Il colore associato alle levette di cui sopra &egrave; una sorta di codice che facilita l&rsquo;identificazione di ci&ograve; che dobbiamo fare per aprire la macchina. <strong>Si opera infatti sulle levette rosse</strong>: ogni standarda ne ha associate tre, che controllano il decentramento laterale, il fuoco e lo swing. Ogni levetta ha anche associata una figura, che rappresenta il movimento corrispondente e che ci segnala, se la leva &egrave; accostata a tale figura, la posizione di bloccaggio. Per procedere con l&rsquo;apertura si devono muovere tutte le levette rosse verso la posizione di sbloccaggio, segnalata dalla scritta &ldquo;off&rdquo;. Si procede quindi alla rotazione (swing) contemporanea e in senso orario di tutte le standarde finch&eacute; non si sente un click per ognuna. Ci&ograve; segnala di aver raggiunto la posizione di &ldquo;0&rdquo; dello swing, che fa scattare un perno in posizione e blocca ulteriori rotazioni. Durante l&rsquo;operazione precedente, le standarde sono libere di traslare lateralmente per non stressare troppo il soffietto, quindi occorre anche riportare il decentramento laterale a &ldquo;0&rdquo; sia davanti che dietro. La standarda anteriore, non dotata di fuoco di precisione, va fatta traslare in avanti fino a fine corsa; quella posteriore, agendo sulla manopola del fuoco, va posta in un punto a piacere della scala della focheggiatura. Infine serriamo nuovamente tutte le leve rosse e siamo pronti a montare l&rsquo;ottica.<br /><br />L&rsquo;operazione <strong>&egrave; decisamente pi&ugrave; facile da fare che da descrivere</strong>, anche se in effetti ci vuole un minimo di pratica per portarla a termine rapidamente e tutto il sistema delle levette appare un po&rsquo; troppo complesso e non comodissimo per chi ha mani grandi.<br /></div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='995551111727098592-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='995551111727098592-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='995551111727098592-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2008_orig.jpg' rel='lightbox[gallery995551111727098592]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2008.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='995551111727098592-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='995551111727098592-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2009_orig.jpg' rel='lightbox[gallery995551111727098592]' title='Vista frontale da chiusa.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2009.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='995551111727098592-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='995551111727098592-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2028_orig.jpg' rel='lightbox[gallery995551111727098592]' title='Vista frontale una volta aperta la macchina.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2028.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='995551111727098592-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='995551111727098592-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2031_orig.jpg' rel='lightbox[gallery995551111727098592]' title='La manopola per la messa a fuoco di precisione e le levette di blocco/sblocco di swing e fuoco posteriore.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2031.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='995551111727098592-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='995551111727098592-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2033_orig.jpg' rel='lightbox[gallery995551111727098592]' title='Dettaglio sulla manopola di messa a fuoco.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2033.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='995551111727098592-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='995551111727098592-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2036_orig.jpg' rel='lightbox[gallery995551111727098592]' title='Vetro smerigliato e controlli del decentramento verticale e del tilt.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2036.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='995551111727098592-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='995551111727098592-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2037_orig.jpg' rel='lightbox[gallery995551111727098592]' title='Vista posteriore con la leva rossa per il decentramento laterale e, sotto, la scala graduata per lo swing.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2037.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='995551111727098592-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='995551111727098592-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2038_orig.jpg' rel='lightbox[gallery995551111727098592]' title='Dettaglio delle precise scale millimetriche e graduate che accompagnano i movimenti della TK.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc2038.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 30px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="paragraph"><strong>Technikardan da aperta</strong><br /><br />Al netto del discorso &ldquo;apertura&rdquo;, una volta pronta ci troviamo di fronte a quello che <strong>in tutto e per tutto sembra un banco ottico</strong>. Se escludiamo per un attimo il rail, il sistema delle standarde ad &ldquo;L&rdquo; e dei movimenti &egrave; del tutto simile a quanto possiamo trovare su una Kardan Master L o su una Horseman L45 e simili. Vediamo.<br /><br />Posteriormente si notano subito le due scale millimetriche sui due lati della &ldquo;L&rdquo;, associate ai decentramenti, di tipo non-geared. Quello orizzontale &egrave; controllato, in basso, da una delle gi&agrave; citate levette rosse, quello verticale da una levetta verde. Da notare che il decentramento verticale posteriore &egrave; solo verso l&rsquo;alto, ovvero ha come effetto lo spostamento verso il basso della composizione. Le traslazioni, che si operano manualmente, sono <strong>fluide e comode</strong>, pur non avendo la precisione di quelle micrometriche. Pi&ugrave; in alto sulla &ldquo;L&rdquo; si trova un&rsquo;altra levetta verde, quella che controlla il tilt, con relativa scala graduata proprio in cima. Una volta sbloccata, per azionare la rotazione occorre premere verso sinistra una levetta metallica e contemporaneamente iniziare a ruotare nel verso desiderato. Un ottimo sistema per evitare rotazioni spontanee involontarie. Il movimento &egrave; <strong>fluido e con un ottimo grip</strong>, cos&igrave; che una volta lasciato in una posizione non si corre il rischio che si muova da s&eacute; mentre lo blocchiamo. La &ldquo;L&rdquo;, che a<strong> ben vedere risulta un filino esile</strong>, &egrave; innestata sul rail tramite una placca metallica nera che alloggia le due levette rosse che controllano swing e fuoco di precisione. Per azionare lo swing, come per il tilt, dopo averlo sbloccato occorre premere in basso una levetta metallica che &egrave; posta subito sotto la parte orizzontale della &ldquo;L&rdquo;, con relativa scala graduata per la rotazione. Anche in questo caso rotazione fluida e progressiva. Devo dire per&ograve; che le due levette di fuoco e swing sono tra loro molto molto vicine, cos&igrave; che <strong>operando da dietro la macchina &egrave; facile confondersi</strong> e occorre abituarsi un po&rsquo;.<br /></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:30px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-center"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/zKfCDRBzilw?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>  <div class="paragraph">Il frame con il vetro smerigliato &egrave; quello classico del mondo Linhof, nessuna sorpresa. <strong>Classico vetro di ottima fattura</strong>, con reticolo e possibilit&agrave; di sovrapporre una lente di Fresnel. Da notare anche le tre<strong> grandi livelle a bolla </strong>(pi&ugrave; una posta sull'anteriore), poste tutto intorno al frame, che permettono di controllare con precisione il posizionamento della macchina sui vari assi, strizzando l&rsquo;occhio all&rsquo;uso in <span style="display: none;">&nbsp;</span>fotografia architettonica<span style="display: none;">&nbsp;</span>. <strong>La rigidit&agrave; e l&rsquo;accoppiamento del sistema standarda/frame non appare eccellente</strong>, pur non presentando problemi nell&rsquo;uso pratico, come vedremo poi.<br /><br />Come in un normale banco ottico, <strong>la standarda anteriore &egrave; del tutto simile a quella posteriore</strong>, con delle piccole differenze per&ograve;. Vediamole. Come gi&agrave; detto, la &ldquo;L&rdquo; anteriore &egrave; un po&rsquo; pi&ugrave; piccola di quella posteriore. Ci&ograve; detto, i controlli e relativi meccanismi sono uguali, eccezion fatta per il decentramento verticale, che va sia su che gi&ugrave;, e per il fuoco, cio&egrave; per lo spostamento della standarda avanti e indietro lungo il rail, che in questo caso &egrave; manuale senza controllo di precisione e serve quindi pi&ugrave; che altro per posizionare rapidamente la &ldquo;L&rdquo; anteriore alla distanza desiderata da quella posteriore, che invece si usa per il fuoco di precisione.<br /><br />Il soffietto standard, di ottima fattura, assai flessibile ed allungabile, si pu&ograve; facilmente sostituire con uno a sacco azionando quattro piccoli perni, due per ogni standarda. Da menzionare infine il meccanismo di innesto dell&rsquo;obiettivo e del frame posteriore, per mezzo di una comoda leva cilindrica a molla che scatta automaticamente in posizione. Le due standarde, per concludere, sono fissate una sulla destra (la posteriore) e una sulla sinistra (l&rsquo;anteriore) del rail. Questo per poter essere appaiate una di fronte all&rsquo;altra a macchina chiusa e per poter sfruttare l&rsquo;estensione del rail, come vi descriver&ograve; ora.<br /></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-scindarella-10_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-scindarella-10_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La TK in azione con il SA 90mm.</div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/central-apennine-giulio-speranza-sella-s-cristoforo-7_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/central-apennine-giulio-speranza-sella-s-cristoforo-7_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Puntando verso Campo Imperatore in una ventosissima giornata d'inverno con il Fujinon-W 300mm.</div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div class="paragraph"><strong>Il Rail</strong><br /><br />Tutto il sistema appena descritto poggia quindi sul rail telescopico. L&rsquo;esterno, liscio e uniforme, nasconde un <strong>complesso sistema di estensione</strong>, che si sblocca agendo sulle due manopoline nere poste sul lato sinistro. La manopola pi&ugrave; indietro sblocca la prima estensione, quella pi&ugrave; avanti la seconda. La prima &ldquo;corsa&rdquo; porta all&rsquo;uscita di una porzione interna del rail, sempre larga ma di forma diversa, la seconda invece mette in movimento la parte sinistra, con l&rsquo;uscita di un&rsquo;ultima sezione pi&ugrave; stretta, quella su cui poggia direttamente la standarda anteriore, che con questo meccanismo viene quindi progressivamente allontanata dalla posteriore. In questo modo si assiste ad una progressiva riduzione della sezione del rail con l&rsquo;allungamento. Alcune osservazioni: <strong>il meccanismo funziona magnificamente</strong>, &egrave; davvero un piacere far scorrere in modo fluido e senza sforzo le varie sezioni, raggiungendo cos&igrave; un&rsquo;estensione davvero notevole in pochi istanti e senza sforzo alcuno. Poi, devo dire che, pur essendoci un minimo di flessibilit&agrave; dell&rsquo;insieme, dovuto anche ad una doverosa tolleranza tra le parti, <strong>la rigidit&agrave; del rail &egrave; ottima e supporta senza problemi ottiche molto lunghe e pesanti</strong>. Al tempo stesso, la progressiva estensione porta ad un progressivo sbilanciamento del baricentro della macchina, non bilanciabile, come accade sui banchi, dalla traslazione della base attaccata al cavalletto. Per cui, per un uso con lenti molto lunghe e pesanti, una testa ben solida ed una piastra di dimensioni generose sono assai consigliate. Sul lato destro del rail infine troviamo la cremagliera con relativa manopola e scala millimetrica per il fuoco di precisione.<br /><br />Chiudo citando la possibilit&agrave; di innestare sulla slitta posta in cima alla standarda frontale l&rsquo;ottimo paraluce compendium, che per&ograve; presenta qualche scomodit&agrave; con lenti dotate di elemento frontale un po&rsquo; grande. Si tratta dello stesso paraluce dei banchi della serie Kardan.<br />&#8203;<br />Bene, vi ho descritto la macchina, sperando di avervi incuriosito e non annoiato. Ma ora viene il bello: l&rsquo;uso sul campo. Riuscir&agrave; questo gioiellino della meccanica a mantenere le promesse e a soddisfare le aspettative? Vediamo!</div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='253482684763720752-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='253482684763720752-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='253482684763720752-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1828_orig.jpg' rel='lightbox[gallery253482684763720752]' title='In compagnia durante una nevicata.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1828.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='253482684763720752-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='253482684763720752-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1950_orig.jpg' rel='lightbox[gallery253482684763720752]' title='In azione con il Fujinon-W 300mm e paraluce compendium.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1950.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='253482684763720752-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='253482684763720752-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-pilone-3_orig.jpg' rel='lightbox[gallery253482684763720752]' title='Puntando verso Monte Corvo con il lungo Symmar-S 360mm.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-pilone-3.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='253482684763720752-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='253482684763720752-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-pilone-7_orig.jpg' rel='lightbox[gallery253482684763720752]' title='Soggetto diverso, ma stessa lente della foto precedente!'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-pilone-7.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='253482684763720752-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='253482684763720752-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-portella-3_orig.jpg' rel='lightbox[gallery253482684763720752]' title='Marzo 2019 dalla vetta della Portella, Gran Sasso d&#x27;Italia.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-portella-3.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='253482684763720752-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='253482684763720752-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-san-franco-1-4_orig.jpg' rel='lightbox[gallery253482684763720752]' title='Ancora con il Symmar-S 360mm.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-san-franco-1-4.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='253482684763720752-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='253482684763720752-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-scindarella-3_orig.jpg' rel='lightbox[gallery253482684763720752]' title='Dettaglio del rail e aggancio con la testa Linhof Pan/Tilt.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-scindarella-3.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='253482684763720752-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='253482684763720752-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-val-maone-7_orig.jpg' rel='lightbox[gallery253482684763720752]' title='In Val Maone. Gran Sasso d&#x27;Italia, con il Nikkor-W 210mm.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-val-maone-7.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 30px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="paragraph"><strong>USO SUL CAMPO</strong><br /><br />Ho avuto la fortuna di lavorare con la Technikardan per alcuni mesi durante il mio <a href="http://www.giuliosperanza.com/gran-sasso-ditalia.html" target="_blank">progetto sul Gran Sasso d&rsquo;Italia</a> (vedi gallery pi&ugrave; avanti). La macchina mi ha quindi accompagnato lungo le mie escursioni sui monti e posso dire di averla testata a dovere, soprattutto con focali medio-lunghe o molto lunghe (fino al Symmar-S 360mm) ed in condizioni severe, vento, neve. Diverse foto presenti nel mio libro sul massiccio Abruzzese sono il risultato di questi mesi spesi assieme al gioiellino della Linhof, che quindi, per quanto mi riguarda, ha <strong>soddisfatto le mie aspettative</strong>. Ma parliamone pi&ugrave; in dettaglio.<br /><br />Iniziamo dalla trasportabilit&agrave;: come descrittovi e mostrato in foto, la Technikardan &egrave; un vero gioIello di ingegneria, un progetto che &egrave; riuscito a miniaturizzare un vero e proprio banco ottico pi&ugrave; o meno nelle dimensioni di una folding. Quindi <strong>nessuna difficolt&agrave; a portarsela in giro</strong>, in borsa, zaino, trolley o come vi pare. Il peso &egrave; tranquillamente gestibile anche su lunghe distanze.<br /><br />Vi dicevo anche della necessit&agrave; di impratichirsi un po&rsquo; con il meccanismo di apertura/chiusura, non semplicissimo. Nulla di trascendentale, comunque, ed inoltre ci pu&ograve; stare vista la &ldquo;compressione&rdquo; di tutta la meccanica. Compressione che mi porta alla considerazione circa <strong>il primo punto debole della macchina: le sue tante e non comodissime levette</strong>. Per le appena citate esigenze di compattazione, tutto ci&ograve; che normalmente si trova ben distanziato e distribuito su un normale banco, qui &egrave; stato ridimensionato e ravvicinato. La conseguenza &egrave; che operare sul blocco/sblocco dei meccanismi non &egrave; comodissimo, e occorre farci un po&rsquo; l&rsquo;abitudine. Il rischio &egrave; di confondersi, mentre si opera, tra i diversi comandi e inoltre la posizione di alcune delle leve &egrave; un po&rsquo; scomoda. Ci&ograve; detto, una volta rintracciata la leva giusta, blocco e sblocco sono sempre rapidi e sicuri. Sia i decentramenti che le rotazioni, una volta bloccati in posizione, sono inamovibili. Ve lo posso garantire, avendo usato una lente enorme e pesantissima come il Symmar-S 360mm.<br /><br />Nelle operazioni normali (fuoco, decentramenti) la macchina <strong>lavora molto bene</strong>. Il fuoco di precisione sulla standarda posteriore ha il giusto grip; i decentramenti sono fluidi e rapidi, nonch&eacute; molto estesi, cos&igrave; non si sente pi&ugrave; di tanto la mancanza di controlli micrometrici. Occhio per&ograve; alla standarda anteriore, perch&eacute; una volta sbloccato il decentramento verticale, se non sosteniamo il frame con la mano, questo &ldquo;cade&rdquo; verso il basso fino a fine corsa. Se dobbiamo ricorrere alle rotazioni, per gestire il fuoco con Scheimpflug o la prospettiva, la Technikardan mostra tutto il suo potenziale, decisamente pi&ugrave; da banco ottico che da folding. <strong>Tilt e swing sono molto comodi</strong>: i perni della posizione &ldquo;0&rdquo; impediscono movimenti accidentali anche dopo aver sbloccato la leva, il movimento &egrave; bel calibrato e progressivo cos&igrave; non si corre il rischio di spostamenti involontari lasciando la standarda una volta impostata la rotazione. L&rsquo;applicazione della regola di Scheimpflug &egrave; classica, senza particolari raffinatezza ma facilitata dalla comodit&agrave; e ampiezza dei movimenti. Complessivamente quindi siamo decisamente vicini alle caratteristiche di un banco classico.</div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='432064781550861207-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='432064781550861207-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='432064781550861207-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-1_orig.jpg' rel='lightbox[gallery432064781550861207]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-1.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='632' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.67%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='432064781550861207-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='432064781550861207-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-3_orig.jpg' rel='lightbox[gallery432064781550861207]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-3.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='635' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.92%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='432064781550861207-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='432064781550861207-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-4_orig.jpg' rel='lightbox[gallery432064781550861207]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-4.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='637' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-3.08%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='432064781550861207-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='432064781550861207-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-5_orig.jpg' rel='lightbox[gallery432064781550861207]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-5.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='638' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-3.17%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='432064781550861207-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='432064781550861207-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-6_orig.jpg' rel='lightbox[gallery432064781550861207]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-6.jpg' class='galleryImage' _width='629' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-34.79%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='432064781550861207-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='432064781550861207-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-7_orig.jpg' rel='lightbox[gallery432064781550861207]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-7.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='632' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.67%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='432064781550861207-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='432064781550861207-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-8_orig.jpg' rel='lightbox[gallery432064781550861207]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-8.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='632' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.67%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='432064781550861207-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='432064781550861207-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-9_orig.jpg' rel='lightbox[gallery432064781550861207]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-9.jpg' class='galleryImage' _width='634' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-34.12%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='432064781550861207-imageContainer8' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='432064781550861207-insideImageContainer8' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-10_orig.jpg' rel='lightbox[gallery432064781550861207]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-10.jpg' class='galleryImage' _width='636' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-33.86%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='432064781550861207-imageContainer9' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='432064781550861207-insideImageContainer9' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-11_orig.jpg' rel='lightbox[gallery432064781550861207]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-11.jpg' class='galleryImage' _width='634' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-34.12%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='432064781550861207-imageContainer10' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='432064781550861207-insideImageContainer10' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-12_orig.jpg' rel='lightbox[gallery432064781550861207]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-12.jpg' class='galleryImage' _width='634' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-34.12%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='432064781550861207-imageContainer11' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='432064781550861207-insideImageContainer11' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-13_orig.jpg' rel='lightbox[gallery432064781550861207]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/giulio-speranza-technikardan-13.jpg' class='galleryImage' _width='634' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-34.12%;left:0%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 30px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="paragraph"><strong>Uso con focali lunghe</strong><br /><br />Il rail telescopico, in una parola, <strong>&egrave; comodissimo</strong>. Difficile trovare qualcosa di paragonabile. Passare con un solo semplice gesto della mano da un allungamento di 20cm a uno di 50cm vi assicuro che &egrave; una sensazione da provare. Cos&igrave; diventa elementare e gratificante l&rsquo;uso con focali lunghe, perch&eacute; diventa rapido e facile trovare la giusta distanza dalla standarda posteriore, senza contare le ampie possibilit&agrave; di scatto in ambito di close-up e macro. E cos&igrave; arriviamo al <strong>secondo punto di debolezza della macchina</strong>: complessivamente <strong>la struttura non &egrave; rigida come quella di un banco tradizionale</strong>. Tutto il progetto si basa sul risparmio dello spazio e, in parte, del peso, quindi inevitabilmente si ha un po&rsquo; di flessibilit&agrave; nell&rsquo;accoppiamento tra le parti, soprattutto tra frame posteriore ed &ldquo;L&rdquo; e nelle &ldquo;L&rdquo; stesse, che non sono massicce e rigide come quelle, ad esempio, della Horseman L45. Va sottolineato per&ograve; che <strong>questo non implica nessun problema nell&rsquo;uso pratico</strong>, come dimostrato dagli scatti in condizioni di vento forte e forte sbilanciamento della macchina con focali lunghe e tempi di scatto molto lunghi (vedi gallery sopra). Tra l&rsquo;altro voglio sottolineare che il rail telescopico, che potrebbe essere un punto debole, mantiene invece un&rsquo;ottima rigidit&agrave; anche alla massima estensione, pur non essendo, ancora, ai livelli di un monorail classico.<br /><br /><strong>Uso con focali corte</strong><br /><br /><strong>Le capacit&agrave; della macchina di gestire le focali corte sono eccezionali</strong>. Con grande semplicit&agrave; e comodit&agrave; si possono usare lenti ultra-grandangolari fino a meno di 50mm, senza lensboard rientranti. Non ho trovato con nessun&rsquo;altra fotocamera la stessa comodit&agrave; sul &ldquo;corto&rdquo;. Il soffietto a sacco fa ottimamente il suo dovere e usare i movimenti anche con le due standarde quasi attaccate non presenta alcun problema.<br /><br /><strong>CONSIDERAZIONI FINALI</strong><br /><br />Bene amici, siamo alle considerazioni finali sulla Linhof Technikardan S 45! La casa di Monaco &egrave; riuscita a mantenere la promessa di creare un ibrido tra banco ottico e folding? Beh, dopo attenta analisi direi di no. Perch&eacute; no? Perch&eacute; non &egrave; un ibrido!<br /><br />Mi spiego, la <strong>TK &egrave; il risultato della miniaturizzazione di un banco ottico. Ha poco o nulla della folding e tutto o quasi del banco</strong>. Gli unici richiami al mondo delle field cameras sono il peso e le dimensioni da chiusa, che non &egrave; poco, ma il resto &egrave; tutto il risultato dello sforzo ingegneristico di contenere in un peso accettabile e una compattezza notevole quanto siamo abituati a vedere su strumenti notevolmente tecnici e moderni come i banchi da studio. <strong>I punti di forza sono innumerevoli, i punti deboli un paio</strong>, quindi comincio da questi.<br /><br /><strong>La rigidit&agrave; complessiva della macchina lascia qualche dubbio</strong>, non tanto nel rail telescopico quando nelle standarde, soprattutto quella posteriore. Nulla che comunque vada ad inficiare il lavoro e probabilmente diretta conseguenza della riduzione del peso, ma forse dalla Linhof ci si poteva aspettare qualcosa in pi&ugrave;. <strong>Le numerose levette</strong> che controllano i movimenti sono troppo piccole, vicine e a volte non comodissime da operare, nonch&eacute; non robustissime. Anche qui la scelta &egrave; stata dettata dalla miniaturizzazione di tutta la meccanica, ma il dato di fatto &egrave; che occorre impratichirsi un po&rsquo; con tutti i comandi. Insomma non &egrave; il banco pi&ugrave; facile del mondo da usare, ma devo ammettere che ci si abitua abbastanza presto.<br /><br />E i pro? Beh innanzi tutto potersi portare in giro <strong>comodamente in uno zainetto, senza peso eccessivo, un banco ottico vero e proprio</strong>, dotato di movimenti ampi e precisi <strong>in grado di assolvere praticamente a qualsiasi compito</strong> &egrave; gi&agrave; di per s&eacute; notevolissimo. Il <strong>monorail telescopico</strong> &egrave; fantastico, e permette di usare senza problemi focali molto lunghe e passare poi in un attimo a obiettivi ultra-grandangolari. <strong>Qualsiasi sfida &egrave; alla portata del TK</strong>, dallo still life in studio al close-up in natura, dall&rsquo;architettura al paesaggio. Il tutto, ribadisco, in uno strumento che &egrave; facilissimo portarsi in giro e rapido nel set-up. Il tutto con la precisione ingegneristica e la cura per i dettagli tipica della Linhof, anche se a dirla tutta <strong>questa macchina esce un po&rsquo; fuori dal seminato classico della casa di Monaco</strong>, una macchina fantasiosa, divertente, quasi scanzonata, che per un attimo deroga qualcosa alla rocciosit&agrave; e all&rsquo;ordine tipici dei tedeschi per lanciarsi verso lidi inesplorati e vergini. Bravi!<br /><br /><strong>Prezzo e varianti</strong><br /><br />La TK &egrave; tutt&rsquo;ora in produzione al prezzo di 4290&euro; + IVA, un prezzo che tutto sommato &egrave; ragionevole. Ovviamente nel mercato dell&rsquo;usato si trovano parecchie cose, ma i prezzi rimangono abbastanza alti. Esiste anche una versione 6x9cm della TK.<br /><br /><a href="http://linhof.com/en/technikardan-4x5/" target="_blank">Pagina sulla TK del sito Linhof</a><br /><br />Giulio Speranza, novembre 2020</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1830_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1830_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Inverno sul Velino-Sirente.</div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Horseman L45: robustezza e precisione alla Giapponese in un banco ottico.]]></title><link><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/horseman-l45-robustezza-e-precisione-alla-giapponese-in-un-banco-ottico]]></link><comments><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/horseman-l45-robustezza-e-precisione-alla-giapponese-in-un-banco-ottico#comments]]></comments><pubDate>Wed, 04 Nov 2020 11:03:28 GMT</pubDate><category><![CDATA[Analogico]]></category><category><![CDATA[Attrezzatura]]></category><category><![CDATA[Fotocamere]]></category><category><![CDATA[Grande Formato]]></category><category><![CDATA[Recensioni]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.giuliosperanza.com/blog/horseman-l45-robustezza-e-precisione-alla-giapponese-in-un-banco-ottico</guid><description><![CDATA[    La Horseman LS 45, oggetto di questa review, in azione tra i monti del Velino-Sirente, in Abruzzo, durante un tardo pomeriggio inveranale.   INTRODUZIONE&#8203;Ingegneria europea e ingegneria giapponese, in questo caso applicate alle fotocamere a corpi mobili, un argomento su cui si potrebbe parlare a lungo. I giapponesi, si ritiene, sappiano ben &ldquo;copiare&rdquo; le idee europee, adattandole e, magari, migliorandole. Mi &egrave; gi&agrave; capitato di occuparmi di questo tema quando vi  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc9556_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc9556_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La Horseman LS 45, oggetto di questa review, in azione tra i monti del Velino-Sirente, in Abruzzo, durante un tardo pomeriggio inveranale.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>INTRODUZIONE<br />&#8203;</strong><br />Ingegneria europea e ingegneria giapponese, in questo caso applicate alle fotocamere a corpi mobili, un argomento su cui si potrebbe parlare a lungo. I giapponesi, si ritiene, sappiano ben &ldquo;copiare&rdquo; le idee europee, adattandole e, magari, migliorandole. Mi &egrave; gi&agrave; capitato di occuparmi di questo tema quando vi ho descritto, un po&rsquo; di tempo addietro, la <a href="https://www.giuliosperanza.com/blog/wista-45-uninteressante-ed-economica-folding-all-metal-made-in-japan" target="_blank">Wista 45</a>, versione giappo della tipica folding all-metal di Linhofiana ispirazione, rispetto a cui, a mio modesto parere, &egrave; superiore non nella bellezza e precisione ingegneristica (su questo mamma Linhof non si tocca), quanto nell&rsquo;uso pratico.<br /><br />Nel presente articolo vi parler&ograve; di quella che potremmo pensare come il corrispettivo della Wista 45 nel campo dei banchi ottici (monorail): la <strong>Horseman L45</strong>. Gi&agrave; il nome ed il logo, un cavaliere stilizzato che brandisce una spada al galoppo, sono un chiaro segnale dell&rsquo;intento battagliero dell&rsquo;azienda, oggi compresa nel gruppo <a href="http://www.kenko-pi.co.jp/horseman/e/" target="_blank">Kenko Professional Imaging</a>. Una storia abbastanza lunga quella della casa giapponese, attiva dal secondo dopoguerra e produttrice di diversi tipi di apparecchi legati all&rsquo;imaging. Voglio ricordare, per esempio, le note serie di fotocamere field all-metal Topcon Horseman Press e Horseman 45FA e 45HD (comprese tra gli anni &rsquo;70 e &rsquo;90 ) e le fotocamere panoramiche 6x12 e 6x17 (SW612 e SW617). L&rsquo;azienda &egrave; tutt&rsquo;ora attiva con apparecchi dedicati al digitale, come la Axella.</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1985_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1985_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Il logo della Horseman, in evidenza sulla grande manopola che controlla il blocco/sblocco del tilt.</div> </div></div>  <div class="paragraph">Ma veniamo a noi: nell&rsquo;ambito delle <strong>camere monorail</strong>, la Horseman ha prodotto una nutrita schiera di notevoli strumenti tra la fine degli anni &rsquo;70 e gli anni &rsquo;90. La pi&ugrave; famosa e diffusa, per il formato 4x5&rdquo;, &egrave; la L45 o 450. Le &ldquo;cugine&rdquo; dei formati 5x7&rdquo; e 8x10&rdquo; (L57 e L810) sono del tutto simili e basate sullo stesso progetto, il che consente una discreta espandibilit&agrave; e flessibilit&agrave; del sistema. Ci sono, restando al 4x5&rdquo;, <strong>parecchie versioni della L45</strong>, che si sono succedute negli anni aggiungendo o eliminando dalla versione standard alcune features, peraltro non sempre importanti. Tutto ci&ograve; generando una certa confusione sulla nomenclatura, su cui peraltro si hanno poche informazioni se si eccettua il <a href="http://www.kenko-pi.co.jp/horseman/manual/index_e.html" target="_blank">manuale originale</a> scaricabile dal sito del produttore che per&ograve; non fuga ogni dubbio. Ad ogni modo, procediamo!<br /></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc9572_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc9572_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La mia Horseman LS 45 &egrave; puntata verso il lontano massiccio della Majella dalla cima della Serra di Celano.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>DESCRIZIONE E CARATTERISTICHE</strong><br /><br />La Horseman L45 deve il suo nome alla forma scelta per progettare <strong>le standarde</strong>, due grandi e massicce &ldquo;<strong>L</strong>&rdquo;. Si tratta di una caratteristica progettuale comune ad altri produttori del tempo, come la Linhof, di cui si ricordano la Kardan Master L o GTL e la Technikardan, oppure la Cambo Master o la Plaubel Profia. Una caratteristica legata, come vedremo, al meccanismo delle rotazioni di tilt/swing. Ma andiamo ad osservare la L45 da vicino. Da &ldquo;chiusa&rdquo; la macchina si presenta subito nella sua livrea nera, con le due possenti &ldquo;L&rdquo; ripiegate di 90&deg; in modo da allinearsi con il rail, che ha una forma ad &ldquo;H&rdquo; e appare anch&rsquo;esso molto robusto. Vediamolo in dettaglio.<br /><br /><strong>IL RAIL</strong>: la forma ad &ldquo;H&rdquo;, secondo i progettisti, garantisce notevole stabilit&agrave; al sistema, ed io non mi sento certo di dissentire. Superiormente &egrave; presente una precisa scala graduata millimetrica (sul lato) e una generosa guida per la messa a fuoco a cremagliera (al centro). Le due estremit&agrave; sono chiuse da blocchi metallici che impediscono alle standarde di sfilarsi accidentalmente. <strong>La lunghezza &egrave; fissa</strong> (non si possono attaccare prolunghe), ma ci sono varie misure (la standard &egrave; 40cm). Esiste anche, su alcuni modelli pi&ugrave; avanzati, la possibilit&agrave; di usare un <strong>rail telescopico</strong>, che pu&ograve; variare la lunghezza tra 46 e 70cm. Prendendolo in mano si percepisce subito la <strong>notevole rigidit&agrave; e robustezza</strong> del pezzo, nonch&eacute; il suo peso non indifferente, che diventa davvero notevole nel caso di quello telescopico (1,7kg). Nella parte inferiore del rail &egrave; presente una seconda cremagliera, cui fa capo la base di forma quadrata con filettatura per il cavalletto. Ecco una caratteristica interessante: la base, larga ma dal profilo basso, presenta una manopola, con relativa leva di blocco, per scorrere sulla cremagliera inferiore. In questo modo <strong>si pu&ograve; muovere micrometricamente avanti e indietro tutta la fotocamera</strong>, qualcosa di molto molto utile nel caso di fuoco su soggetti ravvicinati (macro e close-up).<br />&#8203;Torniamo ora alle standarde...</div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='480992699634646267-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='480992699634646267-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='480992699634646267-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1978_orig.jpg' rel='lightbox[gallery480992699634646267]' title='Frame posteriore con il vetro smerigliato, scale per il tilt e il decentramento verticale, manopola di blocco/sblocco del tilt.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1978.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='480992699634646267-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='480992699634646267-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1979_orig.jpg' rel='lightbox[gallery480992699634646267]' title='Parte orizzontale della "L" con la leva di blocco/sblocco dello swing, la manopola che controlla il decentramento laterale e le relative scale graduate.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1979.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='480992699634646267-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='480992699634646267-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1980_orig.jpg' rel='lightbox[gallery480992699634646267]' title='Manopola posteriore per la messa a fuoco con scala per il calcolo del diaframma di scatto in base alla profondit&agrave; di campo richiesta.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1980.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='480992699634646267-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='480992699634646267-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1981_orig.jpg' rel='lightbox[gallery480992699634646267]' title='Frame anteriore con la manopola del tilt. Qui vedete montato il soffietto XL da 50cm.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1981.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='480992699634646267-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='480992699634646267-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1985_orig.jpg' rel='lightbox[gallery480992699634646267]' title='Il bel logo della Horseman sulla manopola del tilt.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1985.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='480992699634646267-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='480992699634646267-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1986_orig.jpg' rel='lightbox[gallery480992699634646267]' title='Sotto la base della "L", si nota il meccanismo che controlla il tilt basale anti-yaw.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1986.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='480992699634646267-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='480992699634646267-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1987_orig.jpg' rel='lightbox[gallery480992699634646267]' title='Il monorail telescopico da 46-70cm con la base per montare il cavalletto, che presenta la manopola per controllare lo scorrimento avanti e indietro di tutta la fotocamera.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1987.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='480992699634646267-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='480992699634646267-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1988_orig.jpg' rel='lightbox[gallery480992699634646267]' title='La base della "L" e relativo aggancio al rail nella versione LS della Horseman.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1988.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 30px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="paragraph"><strong>LE STANDARDE</strong>: le due grandi &ldquo;L&rdquo; sono collegate al rail, in basso, per mezzo di blocchi metallici squadrati, che, nel caso delle versioni &ldquo;LS&rdquo; o &ldquo;LX&rdquo; presentano anche il meccanismo per il <strong>tilt basale anti-yaw</strong> (rotazione max 40&deg;). Entrambi i blocchi sono equipaggiati con le manopole per la messa a fuoco di precisione. Nel caso delle versioni con tilt anti-yaw, la manopola per la messa a fuoco posteriore &egrave; dotata anche di <strong>scala per il calcolo della profondit&agrave; di campo</strong>, sia per il 4x5&rdquo; che per il 6x9cm. Salendo verso l&rsquo;alto si nota la leva metallica per sbloccare lo swing, non-geared ma dotato di scala graduata molto precisa. Non c&rsquo;&egrave; limite alla rotazione (360&deg;), degli scatti segnalano le posizioni di &ldquo;0&rdquo;. La <strong>rotazione &egrave; molto progressiva, con il giusto grip e molto precisa</strong>.<br />Pi&ugrave; in alto ancora ecco la base dalla &ldquo;L&rdquo;, con scala millimetrica per il decentramento laterale (+/- 3cm) e, sotto, la manopola, con blocco coassiale, per azionarlo (<strong>micrometricamente</strong>). Spostandoci verso la verticale della &ldquo;L&rdquo;, ecco il meccanismo di controllo del decentramento verticale (+/- 3cm), uguale a quello orizzontale e sempre micrometrico, e la grossa manopola per controllare il tilt. Anche questo &egrave; illimitato (360&deg;), e funziona in modo molto comodo e preciso, pur essendo non-geared. Nel complesso l&rsquo;insieme standarda/base &egrave; davvero <strong>monolitico</strong> ed appare di una <strong>robustezza notevole</strong>.<br /><br />Ad entrambe le standarde &egrave; collegato un <strong>frame quadrato</strong>, rimovibile con facilit&agrave;, che, in modo totalmente modulare, da entrambi i lati pu&ograve; ospitare indistintamente la lensboard, il soffietto o il frame posteriore con il vetro smerigliato. Inoltre la posizione del frame rispetto alla &ldquo;L&rdquo; pu&ograve; essere <strong>variata in tre posizioni</strong> (indietro-centro-avanti), in modo da raggiungere la minima o massima estensione possibile ed in modo da garantire la gestione del piano di fuoco con Scheimpflug in modo semplice e rapido (come vedremo dopo). Sia le standarde che i frame quadrati posso ruotare su se stessi di 360&deg;, cos&igrave; che si pu&ograve; tranquillamente <strong>scegliere da che lato avere le manopole di controllo</strong> e come organizzare le suddette posizioni reciproche. Nel complesso leve e manopole sono ben posizionate e distanziate, in modo tale che non &egrave; possibile confondersi.</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc9905_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc9905_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La LS 45 ancora in azione sui monti. Qui monta il Fujinon-W 300mm e il notevole paraluce compendium, davvero ben fatto.</div> </div></div>  <div class="paragraph">Per assicurare gli elementi (soffietto, lensboard o frame posteriore) al frame quadrato ci sono due leve a scorrimento per ogni lato. Devo dire che <strong>non sono comodissime</strong>, ma svolgono bene la loro funzione. Il supporto per vetro smerigliato e chassis &egrave; ben fatto e d&agrave; sicurezza nell&rsquo;inserimento. Il vetro, con <strong>lente di fresnel incorporata e reticolo</strong>, &egrave; di ottima fattura. L&rsquo;attacco degli elementi al frame quadrato &egrave; il <strong>medesimo del mondo Sinar</strong>, cos&igrave; che sia il soffietto che la lensboard sono i medesimi e potete utilizzare tranquillamente materiale della casa svizzera sulla L45, compreso l&rsquo;otturatore esterno sinar/copal e quindi tutti le lenti senza otturatore. Menzione a parte merita il <strong>paraluce compendium</strong>, che si assicura al frame quadrato per mezzo di una vite e due cilindri metallici. Si tratta di un oggetto davvero ben fatto, comodo da usare, con supporto per i filtri a lastra e dimensioni generose che permettono di sfruttarlo anche nel caso di lenti molto grosse.<br /><br />Prima di passare alle mie impressioni e considerazioni d&rsquo;uso sul campo, alcuni <strong>dati tecnici</strong> sulla camera: il peso varia dai 4,6kg della versione standard con monorail da 40cm fino ai 6,5/6,8 kg della versione con tilt anti-yaw e monorail telescopico. La distanza minima tra le flange &egrave; 60mm (si pu&ograve; usare un 65mm senza piastra rientrante). Il materiale con cui &egrave; costruita &egrave; alluminio pressofuso e lavorato.<br /></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:30px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-center"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/MWv-EJHPmSk?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>USO SUL CAMPO<br /><br />&#8203;</strong>Leggendo i dati sul peso qui sopra vi sarete resi conto subito che <strong>non si tratta di un banco leggero</strong>, anzi, siamo, nella versione pi&ugrave; pesante, ai livelli della Sinar P2 e forse oltre. Lascio a voi le valutazioni sulla fattibilit&agrave; del trasporto, ma vi posso dire che tutto ci&ograve; &egrave; giustificato dalla robustissima e tenace struttura della macchina.<br />Potendo ruotare le standarde a piacimento, si riesce a rendere la macchina abbastanza &ldquo;compatta&rdquo; e <strong>trasportabile in uno zaino o borsa adeguata senza doverla smontare</strong>, cos&igrave; che quando arriviamo sul luogo dello scatto, il setup sar&agrave; pi&ugrave; rapido. Ci&ograve; non &egrave; possibile, ad esempio, con una Sinar P/F o Toyo G. Una volta sul cavalletto, l&rsquo;<strong>uso &egrave; piacevole, rapido e preciso</strong>, ovviamente a patto di usare un cavalletto/testa adeguati, pena il rischio di avere un sistema con baricentro assai sbilanciato con la conseguenza di gettare alle ortiche la rigidit&agrave; e stabilit&agrave; della macchina.<br />Le operazioni standard, <strong>fuoco e decentramenti</strong>, non presentano intoppi, favorite dall&rsquo;ottimo vetro smerigliato con fresnel incorporato, dalle manopole ampie e dall&rsquo;ottimo grip dei meccanismi. Ho solo <strong>dei piccoli appunti</strong>: avrei preferito, per il blocco della messa a fuoco, una leva (magari coassiale) piuttosto della manopolina in uso, che non ha un feeling eccelso; non essendoci un meccanismo di sblocco rapido delle standarde sul rail, all&rsquo;inizio occorre portarle alla giusta distanza per la lente in uso manovrando sul fuoco, con un minimo dispendio di tempo; quando si usano i decentramenti verticali, meglio sempre sostenere con una mano in basso il frame quadrato con la lente/vetro smerigliato, per evitare spostamenti involontari verso il basso una volta sbloccato il meccanismo. Si tratta, ci tengo a sottolinearlo, di piccolezze di scarsa importanza che non intaccano l&rsquo;ottima impressione generale.<br /><br />Quando si passa ad <strong>operazioni un poco pi&ugrave; avanzate</strong> si apprezza ancora di pi&ugrave; la qualit&agrave; costruttiva, dei materiali e le scelte ingegneristiche alla base del progetto, vediamo. Partiamo da una delle applicazioni pi&ugrave; interessanti e al tempo stesso relativamente complesse che &egrave; possibile realizzare con un banco ottico: la <strong>gestione del fuoco con Scheimpflug</strong>. In questo caso <strong>la Horseman L45 si comporta egregiamente</strong>. La costruzione delle standarde infatti, fa si che gli assi di rotazione del tilt e dello swing giacciano esattamente sul piano focale, coincidendo quindi con le linee centrali (orizzontale e verticale) del vetro smerigliato. Da ci&ograve; risulta che, una volta scelto il piano su cui focheggiare con Scheimpflug, baster&agrave; mettere a fuoco <strong>un solo target giacente su dette linee</strong> (quella orizzontale per il tilt, verticale per lo swing) e poi operare sulla rotazione desiderata. Near e far point andranno entrambi contemporaneamente a fuoco, con una sola iterazione e senza spostamento dell&rsquo;immagine. Niente trial and error con il punto vicino/lontano. Il sistema funziona molto bene, ma per applicarlo occorre lavorare sul piano focale (quindi sul dietro, come per la Sinar). Poi, se necessario, si pu&ograve; trasferire l&rsquo;angolo utilizzato davanti dopo averlo letto sulle precise scale graduate, e operare una rifocheggiatura finale. Tra l&rsquo;altro le rotazioni, come gi&agrave; detto, sono molto comode, precise e progressive (basta una mano per operare), quindi mi sento di dire che questo aspetto mi ha lasciato molto soddisfatto.</div>  <div><div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='896858915555105979-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='896858915555105979-imageContainer0' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='896858915555105979-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc8499_orig.jpg' rel='lightbox[gallery896858915555105979]' title='La LS 45 in azione con il Fujinon-W 300mm e il compendium.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc8499.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='896858915555105979-imageContainer1' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='896858915555105979-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc8506_orig.jpg' rel='lightbox[gallery896858915555105979]' title='In azione a Campo Imperatore, Gran Sasso d&#x27;Italia.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc8506.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='896858915555105979-imageContainer2' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='896858915555105979-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc8775_orig.jpg' rel='lightbox[gallery896858915555105979]' title='Scattando dai quasi 2400m del Monte Tremoggia, sotto un forte vento.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc8775.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='896858915555105979-imageContainer3' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='896858915555105979-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc9590_orig.jpg' rel='lightbox[gallery896858915555105979]' title='La LS 45 in azione con il Super-Angulon 90mm e il soffietto grandangolare.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc9590.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='896858915555105979-imageContainer4' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='896858915555105979-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc0378_orig.jpg' rel='lightbox[gallery896858915555105979]' title='L&#x27;ottimo vetro smerigliato &egrave; puntato verso le lontane cime del Gran Sasso.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc0378.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='896858915555105979-imageContainer5' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='896858915555105979-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc9425_orig.jpg' rel='lightbox[gallery896858915555105979]' title='In azione in pieno inverno con il Symmar-S 360mm.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc9425.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 30px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="paragraph">Per quanto riguarda le <strong>correzioni prospettiche</strong>, niente di pi&ugrave; facile (copertura della lente permettendo) grazie alle rotazioni illimitate e all&rsquo;eventuale tilt basale anti-yaw. Da menzionare anche la gi&agrave; citata <strong>possibilit&agrave; di spostare avanti e indietro tutta la macchina</strong> grazie alla manopola sulla base di attacco del cavalletto, davvero utilissima nel caso di fotografia close-up o macro.<br />Complessivamente, l&rsquo;<strong>uso sul campo &egrave; stato molto soddisfacente</strong>. Macchina davvero robusta, precisa, granitica. Molto comodo e utile anche il grande compendium paraluce. <strong>Unico neo &egrave;, ovviamente, il peso</strong>. La L45 non &egrave; certo un oggettino che si porta in giro senza accorgersene. Tutto sommato, grazie alla rotazione delle standarde, entra abbastanza comodamente in uno zaino, ma il peso rimane e, specialmente se scattate con focali molto lunghe, e quindi avete necessit&agrave; di optare per il rail telescopico, pu&ograve; diventare un ostacolo oggettivo allo svolgimento del lavoro. Se questo aspetto &egrave; un problema dipende da voi. Per quanto mi riguarda, rimane ancora nell&rsquo;ambito del fattibile.<br /><br /><strong>COME L'HO USATA</strong>: &Egrave; da circa un anno che sono entrato in possesso della L45, usandola sovente nell&rsquo;ambito della mia specializzazione, ovvero la <strong>fotografia paesaggistica in montagna </strong>(vedi gallery qui sotto). Me la sono caricata nello zaino lungo percorsi anche abbastanza lunghi e faticosi senza particolari problemi. Con il monorail standard da 40cm non ho avuto difficolt&agrave; a scattare con varie focali, compresi il 300 e il 360mm (basta ruotare i frame quadrati nella posizione esterna per avere la massima estensione). Ho usato il mio solito cavalletto Gitzo Mountaineer con testa Linhof Pan/Tilt, una buona combinazione, che &egrave; stata in grado di resistere anche in caso di vento moderato e condizioni climatiche avverse. Consiglio di dotarsi del soffietto originale <strong>Horseman XL</strong>, che si estende di circa 50cm, perfetto anche per focali molto lunghe. Ho provato anche a scattare foto ravvicinate e macro, e devo dire che la possibilit&agrave; di far scorrere tutta la camera sulla base &egrave; davvero comoda. Ottimo anche il soffietto a sacco, indispensabile per scattare con focali corte. Ho usato molto spesso anche il paraluce compendium, che ho trovato davvero utile e comodo da usare. Mi sono trovato molto bene insomma!</div>  <div><div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='609049877598735644-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='609049877598735644-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='609049877598735644-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/altiera004-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery609049877598735644]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/altiera004-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='634' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.83%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='609049877598735644-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='609049877598735644-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/bolza-vetta002-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery609049877598735644]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/bolza-vetta002-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='632' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.67%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='609049877598735644-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='609049877598735644-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/chiarino003-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery609049877598735644]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/chiarino003-web.jpg' class='galleryImage' _width='627' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-35.06%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='609049877598735644-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='609049877598735644-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/chiarino004-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery609049877598735644]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/chiarino004-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='632' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.67%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='609049877598735644-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='609049877598735644-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/ferruccio002-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery609049877598735644]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/ferruccio002-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='636' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-3%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='609049877598735644-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='609049877598735644-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/ferruccio004-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery609049877598735644]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/ferruccio004-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='632' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.67%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='609049877598735644-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='609049877598735644-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/menicone003-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery609049877598735644]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/menicone003-web.jpg' class='galleryImage' _width='629' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-34.79%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='609049877598735644-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='609049877598735644-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/menicone004-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery609049877598735644]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/menicone004-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='629' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.42%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='609049877598735644-imageContainer8' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='609049877598735644-insideImageContainer8' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/rocca-feste003-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery609049877598735644]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/rocca-feste003-web.jpg' class='galleryImage' _width='632' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-34.39%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='609049877598735644-imageContainer9' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='609049877598735644-insideImageContainer9' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/rocca-feste005-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery609049877598735644]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/rocca-feste005-web.jpg' class='galleryImage' _width='631' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-34.52%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='609049877598735644-imageContainer10' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='609049877598735644-insideImageContainer10' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/rozza006-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery609049877598735644]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/rozza006-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='633' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.75%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='609049877598735644-imageContainer11' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='609049877598735644-insideImageContainer11' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/tremoggia005-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery609049877598735644]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/tremoggia005-web.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='632' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.67%;left:0%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 30px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="paragraph"><strong>ALTRE VERSIONI E PREZZO</strong><br /><br />La L45 che vedete nelle foto del presente articolo &egrave; la &ldquo;<strong>LS</strong>&rdquo;, ovvero quella che ha anche il tilt basso anti-yaw. Rispetto alla versione base, cambia anche la manopola della messa a fuoco posteriore, che nella LS ha in pi&ugrave; la scala per il calcolo della profondit&agrave; di campo. Esiste una versione semplificata della L45 che ha i decentramenti non micrometrici, cos&igrave; come versioni pi&ugrave; &ldquo;avanzate&rdquo; (Pro, LX) che hanno la possibilit&agrave; di <strong>decentrare verticalmente il frame quadrato lungo il piano focale</strong> (utile se si ha necessit&agrave; di ricomporre dopo aver usato le rotazioni per gestire il fuoco). Esiste anche la LX-C che include un computer elettronico per calcoli su fuoco e profondit&agrave; di campo.<br /><br />Veniamo alle note economiche: essendo una fotocamera di produzione giapponese, non &egrave; difficile trovare ottimi pezzi su ebay provenienti proprio dal paese del sol levante. I prezzi sono ottimi: per 300/400&euro; (spese di spedizione e tasse escluse) portate a casa un banco completo di accessori (soffietto floscio e paraluce di solito). Quindi <strong>siamo su prezzi decisamente economici</strong> considerando la qualit&agrave; complessiva del prodotto.<br /><br /><strong>CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE</strong><br /><br />La Horseman L45 &egrave; davvero un&rsquo;ottima fotocamera. Tra i suoi punti di forza annoveriamo di sicuro la <strong>costruzione robusta e possente, la notevole rigidit&agrave;, la precisione e facilit&agrave; d&rsquo;uso dei movimenti.</strong> Davvero alta la percezione di qualit&agrave; dell&rsquo;assemblaggio e dei materiali, la sensazione &egrave; quella di uno strumento progettato per durare a lungo. Da non sottovalutare anche la <strong>possibilit&agrave; di usare accessori Sinar</strong> (soffietti, lensboard, otturatore esterno, obiettivi senza otturatore&hellip;). <strong>Il difetto maggiore &egrave; il peso</strong>, soprattutto per le versioni con monorail telescopico, molto utile nel caso di uso di focali molto lunghe e/o fotografia close-up. Siamo comunque ai livelli di una Sinar P2, che &egrave; una macchina tecnicamente un filino pi&ugrave; &ldquo;avanzata&rdquo; e pi&ugrave; espandibile ma al tempo stesso assai poco pratica sul campo e molto pi&ugrave; costosa. La L45 &egrave; invece trasportabile nello zaino senza eccessiva difficolt&agrave;, grazie alla rotazione illimitata delle standarde. Insomma, una macchina perfetta per lo studio, per le applicazioni tecniche come la fotografia architettonica ma che non &egrave; da scartare del tutto anche nel paesaggio, a patto di essere disposti a portarsela dietro. Infine, si tratta di un <strong>prodotto decisamente economico</strong> sia in assoluto sia in proporzione rispetto ad altri prodotti simili, che possono costare molto di pi&ugrave; (Toyo GII, Linhof Kardan Master, Sinar P2, Cambo Master, Arca-Swiss&hellip;).<br /></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/bolza-vetta004-web_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/bolza-vetta004-web_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Lunga esposizione (4 minuti) in pieno inverno con vento moderato e lente Symmar-S 360mm. Condizioni difficili in cui la Horseman LS 45 si &egrave; comportata egregiamente!</div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Stenopeika Leonardo 8x10", estetica e tecnologia per la nuova ammiraglia made in Tuscany]]></title><link><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-leonardo-8x10-estetica-e-tecnologia-per-la-nuova-ammiraglia-made-in-tuscany]]></link><comments><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-leonardo-8x10-estetica-e-tecnologia-per-la-nuova-ammiraglia-made-in-tuscany#comments]]></comments><pubDate>Thu, 26 Mar 2020 18:18:35 GMT</pubDate><category><![CDATA[Analogico]]></category><category><![CDATA[Attrezzatura]]></category><category><![CDATA[Fotocamere]]></category><category><![CDATA[Grande Formato]]></category><category><![CDATA[News]]></category><category><![CDATA[Recensioni]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-leonardo-8x10-estetica-e-tecnologia-per-la-nuova-ammiraglia-made-in-tuscany</guid><description><![CDATA[    La nuova Stenopeika Leonardo 8x10" in azione sul Gran Sasso d'Italia.   INTRODUZIONE&#8203;La Leonardo 8x10&rdquo; &egrave; l&rsquo;ultima arrivata tra la crescente famiglia di fotocamere grande e ultra-grande formato a marchio StenopeiKa. Se vi trovate a passare da Pistoia, vi consiglio una breve deviazione fino ad un piccolo gruppo di case strette tra gli ulivi sui ripidi pendii della Valdibure, dove Samuele Piccoli vi accoglier&agrave; nel suo piccolo regno, tra il profumo del legno e gli [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc0137_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc0137_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La nuova Stenopeika Leonardo 8x10" in azione sul Gran Sasso d'Italia.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>INTRODUZIONE</strong><br /><br />&#8203;La Leonardo 8x10&rdquo; &egrave; l&rsquo;ultima arrivata tra la crescente famiglia di fotocamere grande e ultra-grande formato a marchio StenopeiKa. Se vi trovate a passare da <strong>Pistoia</strong>, vi consiglio una breve deviazione fino ad un piccolo gruppo di case strette tra gli ulivi sui ripidi pendii della Valdibure, dove Samuele Piccoli vi accoglier&agrave; nel suo piccolo regno, tra il profumo del legno e gli attrezzi del falegname. L&igrave; nascono, si sviluppano e infine prendono forma le sue idee, di cui la Leonardo &egrave; solo l&rsquo;ultimo esempio.<br /><br />Non vi lasciate ingannare dal nome, non si tratta di una mancanza di modestia o un volersi elevare, da parte del suo artigiano, al rango di genio. Piuttosto trattasi di un omaggio, nel 500+1 dalla morte del grande Maestro, nato non molto distante in un altro paesino perso tra ulivi e colline.<br /><br />Devo ammettere che quando Samuele mi ha parlato per la prima volta della sua ultima creatura e dell&rsquo;intenzione di farmela provare in anteprima, ne sono stato subito molto incuriosito. Una 8x10&rdquo; da testare non capita tutti i giorni! Per di pi&ugrave; si tratta di una nuova linea, che nello specifico dovrebbe sostituire la attuale 810se II, riprendendo le soluzioni tecniche ed estetiche gi&agrave; apprezzate sulla X-Camera (link). La Leonardo quindi sar&agrave; <strong>la punta di diamante</strong>, sia dal punto di vista estetico che tecnico, della famiglia StenopeiKa. Potete comprendere la mia impazienza e la mia eccitazione quando finalmente ci ho messo sopra le mani!<br /><br /><span>Il primo contatto &egrave; avvenuto sulle montagne Pistoiesi a fine gennaio, ed &egrave; stato davvero particolare, come potete vedere nel video che vedete qui sotto.&nbsp;Dopo aver rotto il ghiaccio con uno scatto all&rsquo;interno di una pieve abbandonata, ho portato la nuova creatura con me a Roma, avendo cos&igrave; modo di provarla con calma. Quelle che seguono sono le mie impressioni che, &egrave; doveroso premettere, si basano sull&rsquo;utilizzo della #00, ovvero <strong>su un prototipo a tutti gli effetti</strong> e di fatto il primo esemplare della serie uscito dal laboratorio di Samuele. Quindi mi concentrer&ograve; sugli aspetti generali pi&ugrave; importanti, tralasciando alcuni dettagli minori che ho gi&agrave; provveduto a segnalare al suo scaltro costruttore ;-)</span></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:30px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-center"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/XIhT5xkqNvU?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img-20200215-111417-01_orig.jpeg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img-20200215-111417-01_orig.jpeg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La Leonardo in azione a Campo Imperatore, sul Gran Sasso d'Italia, con il pesante Symmar-S 360mm, filtro a lastra LEE rosso e standarda anteriore tiltata in avanti per gestire il piano di fuoco.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>DATI TECNICI</strong><br /><br />&#8203;Iniziamo subito dai dati tecnici fondamentali, che, pur non dicendoci tutto, ci danno qualche utile indicazione:<br /><br /><ul><li><em><strong>Nome</strong></em>: StenopeiKa Leonardo</li><li><em><strong>Tipo</strong></em>: fotocamera a corpi mobili di tipo &ldquo;folding"</li><li><em><strong>Formato</strong></em>: 8x10&rdquo;</li><li><em><strong>Test effettuato su esemplare</strong></em>: #00</li><li><em><strong>Materiali</strong></em>: alluminio verniciato nero e legno (cipresso)</li><li><em><strong>Dimensioni da chiusa</strong></em>: 35,5x35x12cm</li><li><em><strong>Peso</strong></em>: 4,5 kg</li><li><em><strong>Allungamento min e max</strong></em>: 13cm / 68cm (a standarde verticali)</li><li><em><strong>Movimenti standarda anteriore</strong></em>: decentramento verticale&nbsp; +/- 5cm; tilt assiale +/-90&deg;; tilt basale +23&deg;/-90&deg;; swing +/- 11,5&deg;</li><li><em><strong>Movimenti standarda posteriore</strong></em>: decentramento laterale +/- 2cm; tilt basale +90/-25&deg;; swing +/- 18&deg;</li><li><em><strong>Soffietto</strong></em>: classico, sostituibile con soffietto grandangolare, attacco magnetico</li><li><em><strong>Frame posteriore</strong></em>: magnetico, con maniglia per inserimento chassis</li><li><em><strong>Vetro smerigliato</strong></em>: con reticolo, con lente di fresnel</li><li><em><strong>Note</strong></em>: controlli individuali per ogni movimento; inclusa lastra di legno ad attacco magnetico di protezione del vetro</li></ul><br />Detto ci&ograve;, cominciamo a guardare la macchina, inizialmente da chiusa.</div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='763807533162703801-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='763807533162703801-imageContainer0' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='763807533162703801-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 100%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/chiusa-sopra_orig.jpg' rel='lightbox[gallery763807533162703801]' title='La Leonardo da chiusa, lato superiore.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/chiusa-sopra.jpg' class='galleryImage' _width='714' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-6.02%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='763807533162703801-imageContainer1' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='763807533162703801-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 100%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/chiusa-sotto_orig.jpg' rel='lightbox[gallery763807533162703801]' title='La Leonardo da chiusa, lato inferiore.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/chiusa-sotto.jpg' class='galleryImage' _width='605' _height='800' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-16.12%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='763807533162703801-imageContainer2' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='763807533162703801-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 100%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img-20200204-161602-01_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery763807533162703801]' title='La Laonardo da chiusa, vista laterale.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img-20200204-161602-01.jpeg' class='galleryImage' _width='800' _height='588' style='position:absolute;border:0;width:136.05%;top:0%;left:-18.03%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="paragraph"><strong>CHIUSA O APERTA, UNA BELLEZZA</strong><br /><br />Appaiono subito evidenti alcune cose: rispetto al modello precedente (810se II) c&rsquo;&egrave; decisamente <strong>meno legno e pi&ugrave; metallo</strong>. La base, infatti, &egrave; interamente costituita da una elegante e articolata sovrapposizione di due lastre di alluminio (foto sopra, al centro), una pi&ugrave; spessa (6mm), a fungere da struttura portante, l&rsquo;altra sottile, con scanalature che lavorano come guide per lo scorrimento della standarda posteriore. Il disegno dell&rsquo;alluminio <strong>ricorda quanto visto sulla X-Camera</strong>, di cui infatti la Leonardo riprende la concezione, pi&ugrave; tecnologica e compatta rispetto al passato. Difatti, appare contenuta nelle dimensioni e lo spessore da chiusa &egrave; ragionevole (foto sopra, a destra). Osservando il lato superiore (foto sopra, a sinistra), si nota subito il comodo e funzionale proteggi-vetro in legno ad attacco magnetico e il sistema di inserimento dello chassis, che fa affidamento su molle in acciaio armonico e una grande maniglia per facilitare il sollevamento della struttura. Da dietro invece, si pu&ograve; apprezzare il <strong>complesso sistema di sovrapposizione di lastre metalliche e guide</strong> che rendono possibili i movimenti e, al centro, la classica manopola per la messa a fuoco di precisione con vite senza fine.<br /><br />Molto metallo dicevo, ma anche legno, materiale irrinunciabile per StenopeiKa. Il profumato e chiaro cipresso costituisce infatti la struttura delle due cornici, anteriore e posteriore, su cui si aggancia il soffietto, e del dorso con l&rsquo;alloggiamento per il vetro. Nel complesso l&rsquo;<strong>estetica &egrave; assai piacevole</strong>, enfatizzata dal contrasto tra il nero del metallo e il chiaro del legno, e l&rsquo;impressione che si ha &egrave; di un <strong>oggetto notevolmente tecnologico</strong>.<br />&#8203;<br /><span>L&rsquo;apertura (video qui sotto) avviene in modo analogo alle altre folding della casa, dapprima svitando le due manopole ai lati della standarda posteriore, quindi ruotando la stessa standarda fino a che la rotazione ingaggia le tacche nella guida indicanti la posizione di &ldquo;0&rdquo;, poi facendo lo stesso per la standarda anteriore. Infine, occorre portare la cornice anteriore nella posizione iniziale, alzandola ed estraendo lateralmente le due stanghette metalliche fino a farle entrare nelle guide per il decentramento verticale. Una volta serrate tutte le manopole, siamo pronti per iniziare!</span></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:30px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-center"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/noPL58fkJps?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img-20200204-151932-01_orig.jpeg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img-20200204-151932-01_orig.jpeg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La Leonardo una volta aperta mostra per intero la sua notevole struttura, esteticamente accattivante e tecnologica. La lente che vedete montata &egrave; il Fujinon-W 300mm, lente "normale" per l'8x10".</div> </div></div>  <div class="paragraph"><span>Dando uno sguardo possiamo ora notare altre cose (foto sopra): il <strong>soffietto</strong> &egrave; di buona fattura, appare abbastanza flessibile ed &egrave; dotato del <strong>sistema magnetico di aggancio/sgancio</strong>, comune a tutte le StenopeiKa, che risulta davvero comodo e immediato. La standarda frontale accoglie piastre di tipo Sinar e il diametro del foro permette di inserire praticamente qualunque lente, anche quelle con elemento posteriore di notevoli dimensioni. I movimenti sono tutti dotati di <strong>manopole di blocco/sblocco individuali</strong>, che rispetto alla notevole struttura della macchina appaiono un po&rsquo; piccole. Anteriormente troviamo (foto sotto a sinistra e al centro), appaiate in alto, le due manopole per usare il decentramento verticale e il tilt, mentre pi&ugrave; in basso quelle gi&agrave; viste per aprire la standarda e che possono essere usate anche per il tilt basso. Sulla piastra alla base ci sono infine le due manopole che controllano lo swing e quella che permette di far scorrere manualmente tutta la standarda per la messa a fuoco grossolana. Manca il decentramento laterale, che invece troviamo dietro (foto sotto a destra), controllato da due manopoline un po&rsquo; piccole situate subito sopra quella della messa a fuoco di precisione. Infine, tilt e swing si controllano, posteriormente, in modo simile al davanti: doppia manopola sulla base per lo swing e manopole utilizzate anche per l&rsquo;apertura/chiusura della macchina per il tilt. Da notare che lo swing, sia davanti che dietro, ha degli &ldquo;0&rdquo; meccanici rappresentati da sferette che ingaggiano dei fori quando si trovano in posizione neutra. L&rsquo;effetto non &egrave; evidentissimo, ma aiuta. Le due stanghette davanti che vanno a battuta per lo &ldquo;0&rdquo; del decentramento verticale servono anche per la posizione neutra del tilt.</span></div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='885560838656240971-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='885560838656240971-imageContainer0' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='885560838656240971-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 100%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/base_orig.jpg' rel='lightbox[gallery885560838656240971]' title='Dettaglio della standarda anteriore, con le manopole che controllano i movimenti e il notevole sistema di guide per il fuoco.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/base.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:149.81%;top:0%;left:-24.91%' /></a></div></div></div></div><div id='885560838656240971-imageContainer1' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='885560838656240971-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 100%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/vista-frontale_orig.jpg' rel='lightbox[gallery885560838656240971]' title='Vista frontale della Leonardo, con il Fujinon-W 300mm con adattatore da piastra Linhof a Sinar.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/vista-frontale.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:149.81%;top:0%;left:-24.91%' /></a></div></div></div></div><div id='885560838656240971-imageContainer2' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='885560838656240971-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder galleryCaptionHover' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 100%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/vista-posteriore_orig.jpg' rel='lightbox[gallery885560838656240971]' title='Standarda posteriore della Leonardo con i controlli per tilt, swing, decentramento laterale e fuoco di precisione.'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/vista-posteriore.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='534' style='position:absolute;border:0;width:149.81%;top:0%;left:-24.91%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 30px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="paragraph">Passiamo ora alla messa a fuoco: di notevole impatto estetico ed in effetti precise e funzionali sono le <strong>guide che permettono di focheggiare</strong> (foto qui sopra a sinistra). Il tutto, ancora una volta, ricorda da vicino quanto visto sulla X-Camera: due guide esterne servono per l&rsquo;estensione manuale all&rsquo;indietro della standarda posteriore, controllata da due manopoline di blocco/sblocco (troppo piccole, ma lavorano bene. Sulla versione finale saranno pi&ugrave; grandi) situate sotto la base della macchina. Su due grandi binari centrali scorre, sempre manualmente, la standarda frontale, con movimento fluido e rapido regolato dalla gi&agrave; citata manopola di blocco/sblocco al centro. La messa a fuoco di precisione tramite vite senza fine si affida, per concludere, a guide uguali a quelle esterne. L&rsquo;<strong>allungamento massimo e minimo</strong> consentono uno spettro d&rsquo;uso ampio in grado di soddisfare gran parte delle esigenze di scatto. Nel complesso la struttura si presenta <strong>rigida e robusta</strong>, anche se il baricentro della macchina risulta un po&rsquo; alto. Nota bene: la scala millimetrica con indicatori che vedete nelle tre foto qui sopra &egrave; una mia aggiunta.<br /><br /><strong>USO SUL CAMPO: ALTE ASPETTATIVE, BUONE RISPOSTE</strong><br /><br />Veniamo ora alle mie impressioni d&rsquo;uso sul campo. Premessa: ho realizzato diversi scatti nel giro di un mese e mezzo. Ho portato la Leonardo su in montagna, in modo da valutarne la facilit&agrave; di trasporto, ho scattato in condizioni difficili, con vento forte e/o con lenti pesanti e in condizioni di notevole stress meccanico della struttura, in interni con focali corte, ritratto e persino macro 1:1. Mi sento quindi di aver raggiunto una discreta familiarit&agrave; con lo strumento e di potervi fare <strong>un quadro esauriente della situazione</strong>. In generale, ho usato come lenti il Super-Angulon 165mm, il Fujinon-W 300mm e il Symmar-S 360mm. Il primo e l&rsquo;ultimo sono lenti assai grandi e pesanti, in grado di mettere alla prova la macchina come si deve. Come cavalletto ho usato un Gitzo Mountaineer con testa Linhof pan/tilt.</div>  <div class="paragraph">Innanzi tutto, voglio menzionare l&rsquo;<strong>ottimo vetro smerigliato</strong> in dotazione: una volta rimosso il copri-vetro magnetico ecco apparire la lastra, dotata di reticolo con crocino al centro. Non ho avuto alcun problema per mettere a fuoco, anche se a volte si pu&ograve; sentire la mancanza della lente di Fresnel. Niente paura per&ograve;: la versione finale della Leonardo avr&agrave; in dotazione anche la lente, come gi&agrave; accade, d&rsquo;altronde, per la X-Camera e la Hyper Advanced. Devo ammettere che risulta molto comoda anche la <strong>manigliona per inserire lo chassis</strong>: azionandola, si crea facilmente lo spazio per l&rsquo;inserimento senza creare troppo stress meccanico alla macchina, quindi senza rischiare di spostare qualcosa un attimo prima dello scatto.<br />&#8203;<br />In generale <strong>la struttura &egrave; rigida e ha sostenuto senza problemi le pesanti lenti utilizzate</strong> in fase di test, anche nei casi di notevole estensione o con la macchina inclinata e i corpi ruotati per controllare fuoco e prospettiva. Ovviamente non aspettatevi un blocco di granito: la dimensione della macchina, l&rsquo;ampiezza delle &ldquo;leve&rdquo; e le soluzioni meccaniche adottate per il movimento dei corpi inevitabilmente portano ad un minimo di elasticit&agrave; e &ldquo;gioco&rdquo; di alcune parti. Ci&ograve; &egrave; inevitabile e necessario ad un buon funzionamento, non creando nessun problema d&rsquo;uso della fotocamera nella stragrande maggioranza delle condizioni. Due cose importanti, che occorre ricordarsi sempre, &egrave; di <strong>serrare bene tutte le manopole</strong>, che in generale avrei gradito pi&ugrave; grandi e con un grip migliore, e utilizzare una testa del cavalletto di dimensioni adeguate, con piastra grande, in modo da ottenere il migliore accoppiamento possibile con la base della macchina. Detto ci&ograve;, il pregio della Leonardo &egrave; che una volta settata bene, se anche dovesse vibrare o flettersi, ad esempio inserendo lo chassis o a causa di una raffica di vento, ritorna poi immediatamente nella posizione iniziale, pronta a scattare al momento propizio. In sostanza, tutte le parti sono ben accoppiate cos&igrave; la macchina si &ldquo;muove&rdquo; all&rsquo;unisono, senza oscillazioni differenziate. L&rsquo;ampiezza delle guide e delle superfici di contatto tra le componenti metalliche restituiscono una buona rigidit&agrave; alle torsioni, mantenendo al tempo stesso fluidit&agrave; di movimento. La &ldquo;resistenza&rdquo; della messa a fuoco di precisione e degli scorrimenti rapidi dei due corpi &egrave; settata bene, cos&igrave; il movimento &egrave; fluido ma non si corre il rischio di spostamenti involontari ad esempio a camera inclinata.&nbsp;</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stanghette_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stanghette_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Vista della Leonardo dal basso, per evidenziare i sistemi di controllo del tilt anteriore e le due stanghette che si usano per lo "0" del tilt e del decentramento verticale.</div> </div></div>  <div class="paragraph">Il sistema che, anteriormente, controlla il <strong>tilt e il decentramento verticale</strong>, necessita di un minimo di accortezza per essere utilizzato al meglio. Gli sblocchi sono individuali, ma ricordatevi di serrare molto bene il movimento che volete bloccare mentre lavorate sull&rsquo;altro. Cos&igrave; se, ad esempio, volete tiltare, serrate bene il decentramento per non rischiare, specialmente con lenti molto pesanti, che vi scenda verso il basso tutta la standarda. Viceversa, se volete decentrare verso il basso senza il rischio di ruotare. Tranquilli comunque, una volta che tutto &egrave; ben serrato, non c&rsquo;&egrave; nessun problema. Devo ammettere che le <strong>due stanghette metalliche</strong>, gi&agrave; citate, che servono ad identificare lo &ldquo;0&rdquo; del tilt e del decentramento, non sono comodissime da usare, perch&eacute; lavorando da dietro la macchina non &egrave; immediato estrarle e a volte il movimento si blocca o va un po&rsquo; a scatti. <strong>Ottimo il sistema di inserimento e blocco della lensboard</strong>, che la tiene in posizione in modo fermo e sicuro.<br /><br />In generale, nell&rsquo;uso dei movimenti <strong>occorre sempre frizionare con le manopole</strong>, senza svitarle completamente ma solo un po&rsquo;, in modo da avere rotazioni o scorrimenti pi&ugrave; lenti e precisi. Ci&ograve; ovviamente vale per tutte le fotocamere di questo tipo. Durante il test mi sono trovato pi&ugrave; volte ad usare la regola di Scheimpflug per gestire il fuoco tiltando la standarda frontale: in questi casi abbiamo due possibilit&agrave; (foto qui sopra). Si pu&ograve; optare sia per un classico axial tilt, che prevede di ritrarre le suddette levette metalliche e di lavorare con attenzione, frizionando con le manopole e serrando a fondo ad operazione ultimata, in modo da minimizzare il rischio di rotazioni involontarie nelle situazioni limite. Oppure si pu&ograve; lavorare con il tilt basso (manopole di chiusura anteriore), che per&ograve; costringe a rifocheggiare tutto, arretrando la standarda con il fuoco rapido, dato che di fatto altera notevolmente la distanza obiettivo-pellicola. &Egrave; invece pi&ugrave; comodo ed elementare lavorare con lo swing, sia davanti che dietro: la rotazione &egrave; precisa e graduale, il serraggio granitico. Il decentramento laterale (dietro) &egrave; comodo, ma un po&rsquo; limitato come ampiezza (2cm). In ogni caso le guide lavorano bene, e il serraggio &egrave; sicuro. Non particolarmente esteso anche il decentramento verso l&rsquo;alto (5cm), comunque sufficiente e di pari ampiezza a quello verso il basso. Non dimenticatevi comunque che se vi serve un decentramento ancora pi&ugrave; esteso (ammesso che la vostra lente lo supporti), potete sempre aggiungere quello indiretto, oppure cambiare punto di vista scegliendone uno migliore! Forse qualcosina in pi&ugrave; si sarebbe potuto aggiungere anche sullo swing, la cui rotazione non &egrave; particolarmente ampia, per quanto in linea con quanto si trova su questo tipo di macchine. In poche parole, va abbastanza bene per gestire il fuoco, meno per gestire la prospettiva laterale, che per&ograve; &egrave; un compito pi&ugrave; da banco ottico che da folding.<br /><br /></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/san-quirico001-web_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/san-quirico001-web_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Foto 1: interno della diruta Pieve di San Quirico, vicino Pistoia. Lente Super-Angulon 165mm su pellicola FP4+. Uso minimo dei movimenti (solo decentramento verticale). Esposizione 1" @ f/22, sviluppo in Rodinal 1+25 (in bacinella).</div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1110-web_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1110-web_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Foto 2: Macro 1:1 di un'orchidea con lente Fujinon-W 300mm su pellicola FP4+. Allungamento richiesto 60cm. Decentramenti + swing per la gestione del fuoco. Esposizione 10" @ f/16, sviluppo in Rodinal 1+25 in tank JOBO Drum Expert 3005 a rotazione.</div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/viglio001-web_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/viglio001-web_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Foto 3: Monte Viglio (2156m, Lazio) dalla cresta nord (dislivello in salita 500m), lente Symmar-S 360mm su pellicola FP4+. Decentramento verticale. Filtro rosso 23a e polarizzatore. Esposizione 1/2" @ f/45, sviluppo in Rodinal 1+25 (bacinella).</div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/prescan006-web_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/prescan006-web_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Foto 4: Monte Bolza dai pressi del valico di Capo di Serre (Gran Sasso d'Italia). Lente Symmar-S 360mm su pellicola FP4+. Tilt anteriore per gestione del piano di fuoco. Filtro rosso 23a. Esposizione 1/4" @ f/32, sviluppo in Rodinal 1+25 (bacinella).</div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/prescan005-web_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/prescan005-web_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Foto 5: ritratto di Urs Bernhard. Lente Symmar-S 360mm su pellicola FP4+. Decentramenti. Esposizione 1/60" @ f/16, sviluppo in Rodinal 1+25 (bacinella).</div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1111-web_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc1111-web_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Foto 6: "La finestra sul Cortile" da "Il viaggio dell'Orchidea". Lente Fujinon-W 300mm su pellicola FP4+. Decentramenti + swing anteriore per gestire il fuoco (maniglia/fiori). Esposizione 1/30" @ f/11, sviluppo in Rodinal 1+25 (bacinella).</div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/monte-meta001-web_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/monte-meta001-web_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Foto 7: Campo Imperatore, Monte Camicia e Monte Prena dal Monte Meta, Gran Sasso d'Italia. Lente Fujinon-W 300mm su pellicola FP4+. Tilt anteriore per gestire il fuoco (primo piano/cime), vento molto forte. Esposizione 1/60" @ f/8+1/2 (filtro rosso), sviluppo in Rodinal 1+25 (bacinella).</div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/prescan004-web_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/prescan004-web_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Foto 8: tronco in riva al fiume Aniene. Lente Symmar-S 360mm su pellicola FP4+. Tilt + swing per gestire il fuoco in modo da farlo passare per tutto il tronco, soggetto ravvicinato e fotocamera inclinata verso il basso. Esposizone 1/4" @ f/16, sviluppo in Rodinal 1+25 (bacinella).</div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div class="paragraph">Durante le <strong>sessioni di scatto</strong> che ho affrontato il comportamento della macchina &egrave; stato sempre soddisfacente. Le situazioni &ldquo;facili&rdquo; non ve le racconto, sono quelle in cui non c&rsquo;&egrave; vento, il soggetto non necessita di particolari lavori su fuoco e prospettiva e la macchina non &egrave; in posizioni che ne stressino la meccanica (vi rimando comunque alle <strong>didascalie delle foto dove vi racconto qualcosa su ogni scatto</strong>). Vi cito, invece, un paio di situazioni pi&ugrave; intriganti. Ho realizzato uno scatto con rapporto di ingrandimento 1:1 (foto 2), usando come lente il 300mm. Tutto &egrave; filato liscio e, nonostante l&rsquo;allungamento notevole (circa 60cm), la struttura ha mostrato una rigidit&agrave; pi&ugrave; che sufficiente a gestire la situazione. Stesso dicasi per un altro scatto (foto 8) in cui, con il pesante 360mm, la macchina era inclinata verso il basso, il soggetto ravvicinato e c&rsquo;&egrave; stata anche la necessita di tiltare la standarda anteriore e azionare lo swing sulla posteriore per gestire il fuoco. Anche in questo caso la struttura ha supportato bene le necessit&agrave; tecniche della foto, ricordando di serrare a fondo le manopole, per non rischiare movimenti indesiderati. <br /><br />Infine <strong>discorso sul vento</strong> (foto 7): alcuni di voi sapranno che io scatto molto in montagna, dove spesso le condizioni climatiche non sono ideali e pu&ograve; capitare che il vento sia un problema, fino a pregiudicare la possibilit&agrave; di scattare. In generale le condizioni limite per poter lavorare sono molto variabili, a seconda della direzione di provenienza delle raffiche rispetto alla fotocamera, del set-up relativo allo scatto (importantissimo il cavalletto) e anche del tipo e formato della macchina. Le 8x10&rdquo; ovviamente soffrono maggiormente rispetto ai formati pi&ugrave; piccoli a causa della maggiore superficie che offrono, delle leve pi&ugrave; lunghe e delle focali usate che spesso sono altrettanto lunghe ed anche pesanti. La Leonardo non fa eccezione, comportandosi pi&ugrave; o meno come altre fotocamere di questo tipo e formato. Il vento pu&ograve; rappresentare un problema, che quindi bisogna mettere in conto quando usciamo per scattare. Nell&rsquo;utilizzo delle <strong>focali corte la macchina si comporta molto bene</strong> (foto 1). Ho scattato, infatti, utilizzando il Super-Angulon 165mm (che equivale circa ad un 25mm) senza alcun problema. Su queste focali, anche con il soffietto normale, c&rsquo;&egrave; ancora libert&agrave; di movimento e si lavora comodamente. Infine due considerazioni: l&rsquo;utilizzo della manopola per la messa a fuoco di precisione risulta un po&rsquo; scomodo quando si estende manualmente la standarda posteriore all&rsquo;indietro, che va a coprirla, cos&igrave; che raggiungerla con le dita e ruotarla richiede un po&rsquo; di sforzo in pi&ugrave;, specie per chi ha le mani grandi; andrebbe inserito un <strong>sistema aggiuntivo di chiusura della fotocamera</strong> perch&eacute; cos&igrave; com&rsquo;&egrave;, una volta chiusa, rimane comunque un certo gioco e c&rsquo;&egrave; il rischio di un&rsquo;involontaria apertura parziale della macchina.<br /></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img-20200206-132700-01_orig.jpeg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img-20200206-132700-01_orig.jpeg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La Leonardo in azione per realizzare lo scatto che vedete nel testo alla voce "Foto 8". Situazione non facile perch&eacute; il soggetto &egrave; vicino, la fotocamera puntata in basso, la lente pesante (Symmar-S 360mm) e c'&egrave; la necessit&agrave; di ruotare sia davanti che dietro (tilt+swing) per orientare il piano di fuoco secondo l'andamento del tronco.</div> </div></div>  <div class="paragraph">Capitolo <strong>portabilit&agrave;</strong>: la Leonardo &egrave; compatta, ma <strong>non &egrave; proprio leggerissima</strong> (4,5 kg). La notevole struttura di questa macchina ne condiziona inevitabilmente il peso. Cos&igrave; se un plauso va alla compattezza da chiusa, non sar&agrave; possibile per tutti portarla in giro per lunghi tragitti, specialmente se ci si vuole dotare anche di pi&ugrave; di uno chassis, pi&ugrave; di un obiettivo e via dicendo. Se per&ograve; rapportiamo il peso alle sue caratteristiche, bisogna ammettere che Samuele Piccoli ha fatto un lavoro notevole, rendendo comunque agevolmente gestibile sul campo uno strumento con notevoli caratteristiche di rigidit&agrave; e qualit&agrave; tecniche, che spesso vengono scarificate sull&rsquo;altare dell&rsquo;estrema leggerezza. Per quanto mi riguarda non &egrave; stato assolutamente un problema infilarla nello zaino da 70 litri, con una lente (360mm), uno chassis, filtri a lastra e accessori vari e portarla sui monti.<br /><br /><strong>CONSIDERAZIONI FINALI</strong><br /><br />La StenopeiKa Leonardo 8x10&rdquo; &egrave; indubbiamente una bella macchina, e bisogna fare i complimenti a Samuele Piccoli per il lavoro fatto. <strong>Esteticamente &egrave; un oggetto pregevole</strong>, cui la notevole struttura metallica dona, innanzi tutto, un <strong>aspetto molto tecnologico e moderno</strong>, pur senza rinnegare l&rsquo;<strong>anima artigianale</strong>. Si tratta senza dubbio di uno strumento avanzato, da cui l&rsquo;utente esperto pu&ograve; trarre il massimo, ma che pu&ograve; essere adatto anche al principiante desideroso di dotarsi di una fotocamera in grado di soddisfare le sue esigenze future, quali che esse siano. Come tutte le fotocamere, ha bisogno di essere capita e domata, in modo da comprenderne pregi e difetti. Ritengo non comodissimo il sistema a levette metalliche anteriore, cos&igrave; come, sempre davanti, il sistema di serraggio per decentramento e tilt andrebbe, per quanto possibile, un po&rsquo; migliorato con frizioni e manopole maggiorate. Si tratta di dettagli comunque, perch&eacute; in ogni caso <strong>con la Leonardo il lavoro &egrave; sempre gratificante</strong> e la macchina &egrave; in grado di soddisfare la stragrande maggioranza delle situazioni senza problemi. Ineccepibile il sistema di fuoco rapido a scorrimento su guide precise e fluide, sia avanti che dietro, e il fuoco di precisione con vite senza fine. Ottimo anche il vetro con comoda protezione in legno magnetica. La struttura &egrave; rigida e tutti gli elementi, una volta ben serrati, sono tra loro solidali, cos&igrave; che le eventuali oscillazioni si smorzano rapidamente e in modo armonico. Il peso rimane nella media, confrontabile con quello di altre fotocamere di pari caratteristiche. Certamente non si tratta di una 8x10&rdquo; ultraleggera, ma le sue qualit&agrave; valgono tutto il suo peso. In definitiva quindi, se state cercando una folding artigianale esteticamente accattivante, robusta, tecnologica e divertente da usare, la Leonardo fa per voi, sia che siate ritrattisti, paesaggisti, appassionati di still life o di paesaggio urbano.<br /><br /><strong>NOTE</strong><br /><br /><em>Prezzo al pubblico</em>: 2997&euro; + IVA<br /><em>Varianti sui materiali</em>: base disponibile anche in carbonio; in luogo del cipresso gli elementi in legno possono essere anche in iroko.<br />&#8203;<em>Sito web del produttore</em>: clicca <a href="https://www.stenopeika.com/prodotto/leonardo-8x10/" target="_blank">QUI!</a></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img-20200227-120520-01_orig.jpeg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img-20200227-120520-01_orig.jpeg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Devo ammetterlo, con la Leonardo mi diverto molto e non vedo l'ora di riportarla sui monti! Qui su Monte Viglio, 2156m, Lazio.</div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Stenopeika 45se2: un ibrido tra folding e banco ottico.]]></title><link><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-45se2-un-ibrido-tra-folding-e-banco-ottico]]></link><comments><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-45se2-un-ibrido-tra-folding-e-banco-ottico#comments]]></comments><pubDate>Tue, 23 Jan 2018 17:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Analogico]]></category><category><![CDATA[Attrezzatura]]></category><category><![CDATA[Fotocamere]]></category><category><![CDATA[Grande Formato]]></category><category><![CDATA[News]]></category><category><![CDATA[Recensioni]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.giuliosperanza.com/blog/stenopeika-45se2-un-ibrido-tra-folding-e-banco-ottico</guid><description><![CDATA[    La StenopeiKa 45se2 folding camera, numero di serie #1 (prototipo), pronta allo scatto. Qui monta il Nikkor-W 210mm.   Un saluto amici appassionati di Grande Formato. Oggi vi presento una nuova fotocamera, la StenopeiKa 45se2, interamente progettata e prodotta in Italia, a Pistoia per la precisione, dalla StenopeiKa di Samuele Piccoli. Ma prima di iniziare sono doverose due premesse.&#8203;La prima &egrave; che ho la fortuna di essere colui che prova e analizza per primo i nuovi prototipi ch [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-9_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-9_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La StenopeiKa 45se2 folding camera, numero di serie #1 (prototipo), pronta allo scatto. Qui monta il Nikkor-W 210mm.</div> </div></div>  <div class="paragraph">Un saluto amici appassionati di Grande Formato. Oggi vi presento una nuova fotocamera, la <strong>StenopeiKa 45se2</strong>, interamente progettata e prodotta in Italia, a Pistoia per la precisione, dalla StenopeiKa di Samuele Piccoli. Ma prima di iniziare sono doverose <strong>due premesse</strong>.<br />&#8203;<br />La prima &egrave; che ho la fortuna di essere colui che prova e analizza per primo i nuovi prototipi che va via via sviluppando la StenopeiKa. Insomma sono il tester ufficiale dell&rsquo;azienda, e sono quindi legato da un rapporto professionale con la stessa. Detto ci&ograve;, vi assicuro che ho affrontato con totale onest&agrave; intellettuale la stesura di questa recensione, come d&rsquo;altronde sono abituato a fare. La seconda &egrave; che quanto segue di basa sull&rsquo;analisi di un prototipo. Come recita la targhetta metallica affissa sulla fotocamera, trattasi dell&rsquo;esemplare con numero di serie #1. Da ci&ograve; consegue che piccole imprecisioni costruttive non saranno prese in considerazione, mentre mi concentrer&ograve; sul prodotto nel suo complesso, ed evidenzier&ograve; i difetti solo se chiaramente legati ad una mancanza progettuale di base. &Egrave; chiaro che, data la mia funzione di tester, i difetti, piccoli o grandi che siano, sono gi&agrave; stati riferiti all&rsquo;azienda che ne terr&agrave; conto nello sviluppo della macchina finale. In fin dei conti, la mia funzione &egrave; proprio questa! Ove possibile, vi render&ograve; gi&agrave; conto di aggiornamenti del progetto ufficiale rispetto al prototipo.</div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-2_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-2_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Vista frontale della fotocamera chiusa. Si nota, in alto, la fessura per inserire il dito e rimuovere il supporto magnetico del vetro smerigliato.</div> </div></div>  <div class="paragraph">La StenopeiKa &egrave; una piccola azienda di Pistoia che, nella persona di Samuele Piccoli, da anni progetta e produce <strong>apparecchi artigianali dedicati alla fotografia</strong>, soprattutto al grande formato. La 45se2 &egrave; l&rsquo;ultima arrivata nell&rsquo;ambito delle folding 4x5&rdquo; proposte dalla casa, evoluzione dei precedenti modelli. Il semplice fatto di essere un prodotto di artigianato lo colloca su un piano diverso rispetto ai prodotti costruiti su scala industriale, un prodotto che si inserisce nel panorama sorprendentemente vasto di piccoli produttori che in Italia e nel resto del mondo continuano a spendere soldi ed energia nella progettazione di nuovi apparecchi dedicati alla fotografia analogica grande formato. Un mercato dove i grandi marchi storici che hanno dominato nei decenni passati faticano a tenere il passo o hanno riconvertito la produzione al digitale, lasciandosi dietro una miriade di apparecchi che si possono trovare sul mercato dell&rsquo;usato, e liberando di fatto la, se pur esigua, fetta di mercato di chi vuole un apparecchio nuovo di zecca, magari personalizzato secondo le proprie esigenze.<br />&#8203;<br />La StenopeiKa 45se2, come la maggioranza degli altri prodotti della casa, &egrave; costruita utilizzando <strong>legno e metallo</strong>. Osservandola da chiusa, la macchina mette in mostra entrambi gli elementi. La base, con una triplice filettatura per cavalletto, e la parte posteriore con il supporto per il vetro smerigliato, sono in legno, cipresso in questo caso. In mezzo c&rsquo;&egrave; tutta la parte meccanica, realizzata in alluminio verniciato di nero, con alcune guide in materiale plastico autolubrificante. Esteticamente &egrave; piacevole il contrasto tra il colore chiaro del cipresso e il nero del metallo. Le parti di legno presentano numerosi &ldquo;vuoti&rdquo; che rendono la struttura complessivamente pi&ugrave; leggera e ariosa, e possono fungere anche da maniglie. Va detto che al posto del cipresso (il tipo di legno &ldquo;base&rdquo;) possono essere usati altri legnami, come Iroko oppure Olivo, e la base pu&ograve; essere realizzata anche in carbonio per alleggerire ulteriormente il tutto. Il peso del modello base (cipresso e alluminio) &egrave; di 3kg. Sebbene ancora chiusa, appare evidente che la dimensione della macchina &egrave; notevole, specialmente se rapportata ad altre folding 4x5&rdquo;, sia artigianali che industriali. Vedremo che ci&ograve; ha una motivazione ben precisa.</div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-3_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-3_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div class="paragraph"><strong>La macchina si apre</strong> svitando due pomelli posti sui lati, leggermente pi&ugrave; in basso rispetto ad altri due che invece controllano il decentramento verticale posteriore. C&rsquo;&egrave; una tacca che blocca automaticamente il movimento per l&rsquo;apertura quando il piano posteriore &egrave; in posizione verticale. A questo punto possiamo ammirare il soffietto, anch&rsquo;esso nero, e la standarda anteriore, ancora in posizione reclinata. Per essere operativi occorre ora tirare verso di noi e ruotare tutta la struttura anteriore. Il movimento, che a prima vista pu&ograve; apparire un po&rsquo; lento e complesso, in realt&agrave; non lo &egrave; poi tanto. La parte bassa della standarda scorre in modo molto fluido su binari metallici e tutta la struttura va ruotata fino a bloccarsi in verticale grazie alla presenza di altre due tacche nelle guide metalliche, mentre la piastra portaobiettivo (in legno) va sollevata fino a che due leve a molla scattano segnalando il punto di 0 del decentramento verticale. Tutta l&rsquo;operazione effettivamente richiede di muovere e poi serrare diversi elementi, ma appena si acquisisce un minimo di dimestichezza richiede davvero pochi secondi. Eventuali leggeri disallineamenti tra le due standarde possono essere rapidamente corretti con il tilt assiale anteriore, che vedremo dopo.<br />&#8203;<br />A macchina aperta abbiamo la conferma di quanto visto in precedenza: <strong>la StenopeiKa 45se2 &egrave; grande</strong>, oserei dire molto grande, per una folding 4x5&rdquo; (dimensioni da chiusa 27x27x13,5cm). L&rsquo;altra cosa che appare evidente &egrave; che <strong>la struttura &egrave; molto sviluppata in verticale</strong>, con una estensione notevole delle due standarde in questa direzione. Il soffietto infatti, nella posizione di 0 dei movimenti, ha notevole spazio sotto si s&eacute; e, se per un momento escludiamo la base, il tutto assomiglia pi&ugrave; ad un banco ottico che ad una folding. Ed arriviamo cos&igrave; all&rsquo;idea dietro a questo modello, ovvero <strong>la ricerca di una fotocamera che rappresenti un anello di congiunzione tra un banco ottico e una folding</strong>. Come vedremo infatti, dell&rsquo;uno presenta le caratteristiche di ampiezza e numero di movimenti disponibili, ovvero tutti i decentramenti e le rotazioni su entrambe le standarde, mentre dell&rsquo;altra la possibilit&agrave; di richiudersi in modo (relativamente) compatto per il trasporto. Prima di proseguire con la descrizione, non si pu&ograve; non notare una certa apparente complessit&agrave; della parte meccanica, che sia sul lato che sulla base presenta numerose ghiere e leve con cui occorre prendere dimestichezza e che all&rsquo;inizio possono disorientare un po&rsquo;. Questo &egrave; dovuto al fatto che tutti i movimenti sono indipendenti e regolati da sistemi di blocco/sblocco individuali.</div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-4_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-4_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:50px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-5_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-5_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-6_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-6_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La 45se2 si apre prima portando la parte posteriore in verticale e quindi muovendo verso di s&eacute;, ruotando e sollevando la standarda anteriore. Una volta aperta, appare evidente il notevole sviluppo in verticale della struttura, che lascia ampio spazio di manovra sotto al soffietto, facendo assomigliare il tutto pi&ugrave; ad un banco che ad una folding.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>La parte posteriore della macchina</strong> &egrave; costituita da un corpo in legno verniciato di nero con l&rsquo;alloggiamento per il vetro smerigliato, di buona fattura e con il reticolo. Il meccanismo di inserimento dello chassis, qui costituito da molle in plastica, &egrave; stato sostituito sulla macchina finale da un sistema pi&ugrave; affidabile che permette anche di inserire una lente di Fresnel o un dorso porta rulli. Per passare dal fotogramma orizzontale al verticale il supporto del vetro si stacca e riattacca molto rapidamente con un ingegnoso <strong>sistema magnetico</strong>, assai preciso.<br /><br />Come accennavo, <strong>la standarda posteriore presenta tutti i movimenti</strong>, decentramenti compresi. Il verticale si sblocca con due manopole laterali ed &egrave; leggermente pi&ugrave; esteso verso l&rsquo;alto che verso il basso. Lo scorrimento avviene su guide in materiale plastico e risulta un po&rsquo; ruvido e non particolarmente fluido. Per sbloccare il decentramento laterale si opera invece su due rotelline poste sotto la base in legno. Il movimento in questo caso, pur se non molto ampio, risulta avere la giusta resistenza ed &egrave; piacevole e utile da usare. Per utilizzare il tilt invece si opera sulle stesse manopole con cui si apre la macchina. In avanti la rotazione &egrave; illimitata (90&deg;) e, accoppiata alla rotazione della standarda anteriore, anch&rsquo;essa illimitata, permette gestioni del piano di fuoco e correzioni prospettiche estreme. Anche all&rsquo;indietro la rotazione &egrave; abbastanza ampia e pi&ugrave; che sufficiente per gli usi comuni (29&deg;). Lo swing, infine, si sblocca con due rotelline poste sulla base e presenta una vite a molla che si inserisce automaticamente in un foro nella posizione di 0. In pratica, una volta sbloccate le due rotelline, si solleva la molla e si pu&ograve; effettuare il movimento. Questo sistema, presente anche sulla standarda anteriore per swing e decentramenti, risulta molto comodo per ritornare rapidamente nelle posizioni iniziali dopo aver usato i movimenti. La rotazione &egrave; fluida e ampia (24&deg;).<br />&#8203;<br />Prima di passare alla standarda anteriore, non posso tralasciare di citarvi la rotellina per la messa a fuoco di precisione, situata nella parte posteriore in basso. Il movimento, che fa affidamento su una vite senza fine ed &egrave; autobloccante, &egrave; preciso ma un po&rsquo; duro. L&rsquo;escursione possibile &egrave; molto ampia. Devo segnalare anche il bel soffietto che &egrave; vincolato magneticamente ai due corpi in modo preciso e sicuro. &Egrave; cos&igrave; possibile sostituirlo con uno grandangolare in modo molto rapido.<br /><br /></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-8_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-8_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Vista posteriore della fotocamera, con il buon vetro smerigliato. Si notano anche i "vuoti" nel legno che possono fungere da maniglie e la rotellina che comanda la messa a fuoco di precisione. Da notare, infine, le due rotelline poste sotto la base che sbloccano il decentramento laterale.</div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/sistema-magnetico_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/sistema-magnetico_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Qui si pu&ograve; vedere l'ingegnoso sistema magnetico che permette di staccare e riattaccare molto velocemente e con precisione il soffietto e il supporto per il vetro smerigliato.</div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-7_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-7_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-14_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-14_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Questo modello presenta i decentramenti anche sulla standarda posteriore e le rotazioni, anch'esse presenti entrambe, sono abbastanza ampie da soddisfare gran parte delle necessit&agrave;.</div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div class="paragraph"><strong>La standarda anteriore</strong> &egrave; quella che, meccanicamente, presenta la maggiore complessit&agrave;. Tutto il blocco scorre sulle guide metalliche della base in modo da poter effettuare la messa a fuoco di massima in base alla lente in uso. Ci sono quindi tutta una serie di ghiere e viti che sbloccano i vari movimenti. Il serraggio della standarda sulla base avviene mediante la solita rotellina metallica ed &egrave; molto rigido. Operare su questa rotellina per&ograve; pu&ograve; non essere comodissimo, a seconda della posizione della standarda, che costringe a volte ad inserire la mano nell&rsquo;apertura del legno sotto il vetro, specie con focali corte. La piastra porta ottica monta le classiche lensboard Linhof (toyo, wista ecc) ed &egrave; dotata di livella a bolla sui due assi.<br />&#8203;<br />Il piano dell&rsquo;ottica pu&ograve; essere tiltato mediante due diversi meccanismi: un classico tilt assiale (23,5&deg;) e uno basale, in sostanza quello che si usa anche quando si apre e si chiude la macchina. Dal punto di vista pratico &egrave; pi&ugrave; comodo e confortevole il tilt assiale, che permette di gestire il piano di fuoco con sufficiente facilit&agrave;. Un po&rsquo; scomodo il tilt basale (che ruota in modo illimitato fino a 90&deg;), perch&eacute; a causa del baricentro alto la standarda tende a ruotare rapidamente in avanti non appena sbloccate il movimento, specie con lenti pesanti. Il tilt assiale pu&ograve; anche essere usato, aiutandosi con le livelle a bolla incorporate, per verificare il parallelismo tra le standarde. Lo swing presenta la solita rotellina di sblocco pi&ugrave; vite a molla per lo 0. Il movimento &egrave; fluido, ma il grado massimo di rotazione &egrave; minore rispetto allo swing posteriore (12&deg;). Per quanto riguarda i decentramenti, se il laterale non &egrave; molto esteso ma in linea con quello di altre folding, il verticale, grazie al generoso sviluppo verso l&rsquo;alto della struttura, &egrave; notevole. Particolarmente rilevante il decentramento verso il basso, feature che, tra l&rsquo;altro, spesso manca del tutto nelle folding, costringendo ad inclinare la macchina per abbassare l&rsquo;inquadratura. Il movimento, che fa affidamento ancora una volta sul sistema di ghiere e leve a molla per lo 0, &egrave; molto fluido e occorre fare attenzione quando si usano ottiche pesanti.</div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-10_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-10_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-11_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-11_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-17_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-17_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La standarda frontale, abbastanza complessa dal punto di vista meccanico, &egrave; dotata di tutti i movimenti con comandi individuali. Notevole la possibilit&agrave; di decentrare (e di molto) verso il basso. Notevoli anche le capacit&agrave; di correzione prospettica verticale.</div> </div></div>  <div class="paragraph">Nel complesso, nonostante il baricentro alto e la struttura complessa, la stabilit&agrave; e rigidit&agrave; sono pi&ugrave; che soddisfacenti, ma ricordatevi di serrare bene tutte le ghiere! Nell&rsquo;utilizzo pratico, il tilt basale anteriore &egrave; pi&ugrave; utile, accoppiandolo a quello posteriore, per le correzioni prospettiche. Infatti, dato che entrambi i movimenti sono illimitati (90&deg;), si possono operare correzioni estreme, a patto di avere una lente con copertura sufficiente.<br />&#8203;<br />Da rimarcare anche che, date le dimensioni generose della macchina, e in particolare la larghezza della parte posteriore, quando si usano focali corte si gode comunque di un&rsquo;ampia possibilit&agrave; di operare sui movimenti, a patto per&ograve; di avere il soffietto grandangolare, senza il quale &egrave; pressoch&eacute; impossibile usare ottiche pi&ugrave; corte di un 90mm. E a proposito di questo, dato che l&rsquo;allungamento minimo &egrave; di 100mm, per utilizzare ottiche dal 90mm in gi&ugrave; si &egrave; costretti ad operare sui due tilt anteriori per avvicinare la lensboard al piano pellicola (foto). E ancora, se usate ottiche grandangolari, faccio notare che il posizionamento molto in alto della lensboard rispetto alla base, risolve il problema, che hanno alcune folding, di ritrovarsi la base stessa nell&rsquo;inquadratura usando lenti di focale corta.<br /></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-15_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-15_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-19_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-19_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/stenopeika-45se2-16_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Nella foto in alto a sinistra si nota come il decentramento laterale della standarda anteriore non sia molto ampio, ma combinandolo con quello posteriore si ottengano spostamenti discreti. In alto a destra invece si osserva come per usare ottiche dal 90mm in gi&ugrave; (fondamentale il soffietto grandangolare), sia necessario operare sui due tilt anteriori per avvicinale la lensboard al vetro smerigliato, dato che l'allungamento minimo &egrave; di 100mm.</div> </div></div>  <div class="paragraph">Vi rimando infine al sito (<a href="http://www.stenopeika.com/" target="_blank">stenopeika.com</a>) per le questioni inerenti al prezzo, che varia in base al tipo di legno scelto e alla possibilit&agrave; di avere la base in carbonio, cos&igrave; come agli accessori che potete eventualmente aggiungere. Vorrei comunque rimarcare il fatto che, come spesso capita per i prodotti artigianali, avete la possibilit&agrave; di parlare approfonditamente della macchina con lo stesso Samuele, e di chiedere numerose personalizzazioni per calibrare il prodotto sulle vostre esigenze.<br />&#8203;<br /><strong>Chiudo con le mie impressioni e considerazioni</strong>. La StenopeiKa 45se2 &egrave; una fotocamera che risponde alla ricerca di un compromesso, a livello artigianale, tra la praticit&agrave;/leggerezza di una folding e la tecnicit&agrave;/possibilit&agrave; espressiva di un banco ottico. Obiettivo centrato? Sostanzialmente si! La macchina ha il suo punto di forza nella presenza di tutti i movimenti su entrambe le standarde, se pur non estesi e precisi come su un banco industriale, e nel fatto di poterla al tempo stesso chiudere e riporre nello zaino proprio come una folding. Certo le dimensioni sono decisamente importanti rispetto alle altre 4x5&rdquo; pensate per un uso &ldquo;sul campo&rdquo;, ma in fin dei conti questa fotocamera fa un po&rsquo; specie a s&eacute;. Il peso rimane contenuto, ma la meccanica pu&ograve; risultare un po&rsquo; complessa e non sempre facilissima da gestire. Questo in ragione della volont&agrave; di fornire al fotografo uno strumento altamente tecnico con movimenti dotati di comandi indipendenti. Probabilmente non &egrave; la macchina ideale per chi &egrave; alle prime armi, ma pu&ograve; sicuramente dare soddisfazione all&rsquo;utente gi&agrave; pi&ugrave; esperto e alla ricerca di uno strumento innovativo che richiede un po&rsquo; per essere &ldquo;addomesticato&rdquo;.<br /><br />(c) Giulio Speranza, riproduzione riservata<br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[WISTA 45 Un’interessante ed economica folding all metal made in Japan.]]></title><link><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/wista-45-uninteressante-ed-economica-folding-all-metal-made-in-japan]]></link><comments><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/wista-45-uninteressante-ed-economica-folding-all-metal-made-in-japan#comments]]></comments><pubDate>Thu, 04 Jan 2018 14:30:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Analogico]]></category><category><![CDATA[Attrezzatura]]></category><category><![CDATA[Fotocamere]]></category><category><![CDATA[Grande Formato]]></category><category><![CDATA[Recensioni]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.giuliosperanza.com/blog/wista-45-uninteressante-ed-economica-folding-all-metal-made-in-japan</guid><description><![CDATA[    La mia Wista 45D, con il Super-Angulon 90mm.   Iniziamo questo 2017 analizzando e commentando una fotocamera Grande Formato 4x5&rdquo; che forse non ha ricevuto l&rsquo;attenzione che merita: la Wista 45.(foto Wista 45D)&#8203;La Wista &egrave; un&rsquo;azienda giapponese che produce da vari decenni fotocamere Grande Formato. Prima di introdurre, all&rsquo;inizio degli anni &rsquo;70, la Wista 45, l&rsquo;azienda era nota per un altro apparecchio: la Rittreck-View, folding all-metal 5x7&rdqu [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-6_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-6_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La mia Wista 45D, con il Super-Angulon 90mm.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><span>Iniziamo questo 2017 analizzando e commentando una fotocamera Grande Formato 4x5&rdquo; che forse non ha ricevuto l&rsquo;attenzione che merita: la <strong>Wista 45</strong>.</span><br /><br />(foto Wista 45D)<br />&#8203;<br />La Wista &egrave; un&rsquo;azienda giapponese che produce da vari decenni fotocamere Grande Formato. Prima di introdurre, all&rsquo;inizio degli anni &rsquo;70, la Wista 45, l&rsquo;azienda era nota per un altro apparecchio: la <strong>Rittreck-View</strong>, folding all-metal 5x7&rdquo;, che godette di un discreto successo e si pu&ograve; ancora trovare su ebay a prezzi interessanti. Successivamente, come recita una vecchia pagina web sullo stesso sito dell&rsquo;azienda, per rispondere alle richieste del mercato, soprattutto interno, di una fotocamera 4x5&rdquo; orientata al ritratto su pellicola colore, l&rsquo;azienda decise di introdurre, nel 1972, la Wista 45.<br /><br />Qui occorre fare subito una precisazione. Esistono <strong>vari modelli</strong> di Wista 45, di cui uno, la Wista 45DX, &egrave; in legno e venne introdotta successivamente. In quello che segue io faccio riferimento invece ai modelli in metallo (N, D, VX, SP, RF ecc).<br /><br />&Egrave; interessante notare, innanzi tutto, come questa fotocamera sia stata progettata fin dall&rsquo;inizio per la ritrattistica, che in quegli anni (&rsquo;70) aveva virato sulle pellicole 4x5&rdquo; a colori. Questo ci dar&agrave; modo di commentare meglio quanto vedremo poi sul modello di cui sono in possesso (la D). Tutti i vari modelli, la cui descrizione in dettaglio esula dagli scopi di questo articolo, si basano sullo stesso progetto base.<br /><br />Come potete vedere dalle foto, al cuore di questo progetto sta una <strong>solida struttura metallica</strong>, verniciata di nero, con inserti in materiale tipo simil-pelle che possono essere di colore vario (neri in questo caso). Nel complesso ricorda altre folding di concezione simile come la Horseman 45 o la Toyo 45aII (peraltro sempre giapponesi). La dimensione da chiusa &egrave; comparabile a quella di una Linhof Technika o delle altre fotocamere di questo segmento. Il peso &egrave; 2,9 kg. L&rsquo;attacco per il cavalletto, dotato della sola filettatura piccola, si trova sotto la base (bed) della fotocamera (come nella Toyo 45).<br /></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-1_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-1_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La fotocamera ha la filettatura sulla base, cos&igrave;, quando &egrave; ancora chiusa, &egrave; adagiata in questo modo sul cavalletto.</div> </div></div>  <div class="paragraph">La cosa che salta immediatamente all&rsquo;occhio sono le <strong>4 grandi manopole metalliche</strong> posizionate, due per lato, sulla parte laterale del corpo macchina, e vero e proprio carattere distintivo di questa folding. Le due manopole leggermente pi&ugrave; grandi, posizionate pi&ugrave; in basso, servono ad aprire la macchina e a gestire la rotazione del piano pellicola sull&rsquo;asse orizzontale (tilt). Le due pi&ugrave; piccole invece servono a gestire la rotazione micrometrica del piano pellicola sull&rsquo;asse verticale (swing), e sono definite dall&rsquo;azienda &ldquo;<strong>microswing</strong>&rdquo;. Attenzione, queste ultime non sono presenti su tutti i modelli, come ad esempio la &ldquo;N&rdquo; e la &ldquo;VX&rdquo;.<br /><br />La macchina si apre quindi svitando le due manopole maggiori e tirando la levetta in plastica che si trova in cima alla base. Questa quindi ruoter&agrave; rispetto alla parte posteriore fino a bloccarsi nella posizione di perpendicolarit&agrave; rispetto al piano pellicola. Riavvitando le manopole il tutto sar&agrave; rigidamente bloccato. Una volta aperta, per chi abbia usato altre folding, soprattutto la Linhof Technika, appare chiaro come <strong>la base sia nettamente pi&ugrave; corta</strong>. Questo &egrave; un vantaggio nell&rsquo;uso delle focali corte, ma un handicap nel caso di quelle lunghe o di foto close up, in quanto l&rsquo;allungamento massimo &egrave; minore. Altro vantaggio per chi usa focali corte &egrave; l&rsquo;assenza delle classiche staffe che tengono in posizione la base su macchine come la Technika, e che possono impedire i movimenti, soprattutto il decentramento laterale, quando si usano lenti grandangolari.</div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-2_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-2_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-3_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-3_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-4_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-4_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La Wista 45 si apre ruotando le due grandi manopole metalliche posizionate in basso sui lati del corpo posteriore. Questo elimina la presenza delle staffe che reggono la base, che risulta abbastanza corta.</div> </div></div>  <div class="paragraph">La <strong>standarda anteriore</strong> si estrae con la classica pinza e, una volta in posizione, &egrave; rigidamente fissata al rail. In effetti, una volta completato il setup, la fotocamera d&agrave; una sensazione di solidit&agrave; e rigidit&agrave; davvero notevoli. Questo anche per merito della dimensione generosa della &ldquo;U&rdquo; della standarda frontale che, pur non presentando la qualit&agrave; costruttiva di una Linhof, sembra svolgere alla grande il suo ruolo. Il rail presenta delle tacche non numerate e un solo paio di &ldquo;infinity stops&rdquo;, regolabili tramite piccole rotelline, permettono di fissare la posizione iniziale della lente che si usa pi&ugrave; spesso.<br /><br />I <strong>movimenti presenti sulla standarda frontale dipendono dal modello</strong>. Su N e D manca la rotazione sull&rsquo;asse verticale (swing) mentre su VX ed SP ci sono tutti. Il decentramento orizzontale si sblocca con una rotellina, ma non ha un gran feeling, dal momento che, una volta sbloccato, tutta la standarda traballa sul binario. Meglio svitare la rotellina lo stretto necessario a sbloccare il movimento, che cos&igrave; risulter&agrave; pi&ugrave; preciso. Svitare la rotellina pu&ograve; per&ograve; non essere semplice operando da dietro la macchina, perch&eacute; questa si trova in mezzo alla pinza della standarda ed &egrave; scomoda da prendere tra le dita. Il decentramento verticale si azione con la classica ghiera su cremagliera, e si blocca dalla parte opposta con un&rsquo;altra rotellina. Anche qui, feeling non eccelso, perch&eacute; la rotellina di blocco a volte si incastra mentre state decentrando e il movimento &egrave; un po&rsquo; duro. Il tilt, di tipo assiale, ha la classica rotellina di blocco/sblocco e lavora bene. Su alcuni modelli (vedi SP), c&rsquo;&egrave; anche un meccanismo a frizione che ne facilita l&rsquo;uso (ma io non l&rsquo;ho mai provato). Per sbloccare la seconda sezione del rail ci sono due leve da ruotare. La lensboard supportata &egrave; quella tipo Linhof.</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-7_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-7_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"> La Wista 45 &egrave; vantaggiosa se si usano focali corte. Qui vedete montato il Super-Angulon 90mm (in posizione di fuoco su infinito). La standarda frontale &egrave; tiltata in avanti di 15&deg; e sono stati messi in atto anche entrambi i decentramenti (laterale e verticale). C'&egrave; ampio spazio per i movimenti e la limitazione &egrave; solo data dalla rigidit&agrave; del soffietto.</div> </div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-9_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-9_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">In questo caso vedete montato il Nikkor-W 210mm. La lente &egrave; decentrata sia lateralmente che, in modo notevole, verso l'alto. C'&egrave; anche un tilt in avanti. Manca la rotazione sull'asse verticale (swing), non presente su questo modello.</div> </div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-8_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-8_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Questa fotocamera &egrave; meno orientata all'uso delle focali lunghe, a causa della base corta. Qui vedete il 210mm Nikkor-W, focheggiato su un soggetto a circa 1,5m dalla macchina. Siamo a 30cm di estensione, vicini al limite (il fuoco &egrave; a fine corsa e l'allungamento del rail quasi al massimo). Per raggiungere rapporti di ingrandimento maggiori meglio usare focali pi&ugrave; corte. Se vi servono focali pi&ugrave; lunghe, meglio usare lenti tele.</div> </div></div>  <div class="paragraph">Passando alla <strong>parte posteriore della macchina</strong>, come detto il tilt si controlla con le stesse manopole che servono ad aprirla. Il meccanismo consente una notevole libert&agrave; di rotazione in avanti, mentre nel verso opposto &egrave; pi&ugrave; limitata ma in linea con quello di altre fotocamere di questo tipo (15&deg;). La rotazione non &egrave; molto fluida e occorre un po&rsquo; di pratica per tiltare lentamente e progressivamente per lavorare con precisione (ma provate le rotazioni posteriori della Technika per capire che non &egrave; poi cos&igrave; male!). L&rsquo;azienda segnala che l&rsquo;asse di rotazione giace al di sotto della base del vetro smerigliato, e questo dovrebbe facilitare le operazioni di gestione del fuoco. Nell&rsquo;uso pratico, gestire il piano di fuoco con la regola di Scheimpflug richiede le solite due/tre iterazioni, come in altri casi di tilt assiale o basale. La rotazione sull&rsquo;asse verticale si controlla invece con due diversi meccanismi. Una non comodissima e piccola leva posta alla base del lato destro sblocca un classico swing assiale, relativamente scomodo, duro e poco preciso come gran parte dei movimenti di questo tipo sulle folding rispetto ad un banco ottico. E poi c&rsquo;&egrave; il gi&agrave; citato <strong>microswing</strong> che si opera con le due manopole pi&ugrave; piccole. In pratica ruotando una delle due manopole, il lato corrispondente del piano pellicola inizier&agrave; a ruotare sull&rsquo;asse verticale in modo lento e progressivo, permettendo un posizionamento preciso del piano di fuoco. D&rsquo;altronde per&ograve; il movimento ha solo qualche grado di estensione (4&deg; per la precisione), quindi il &ldquo;grosso&rdquo;, se serve, deve essere operato con lo swing normale. Muovendo contemporaneamente entrambe le manopole, si attua invece una sorta di <strong>microtilt</strong>, con movimento del piano pellicola all&rsquo;indietro su un asse posizionato circa come quello del tilt normale.<br /><br />Completano la parte posteriore un classico supporto per vetro smerigliato di tipo revolving con sportellino per schermare la luce. La rotazione &egrave; fluida e precisa. Merita una nota il vetro smerigliato stesso, con lente di Fresnel incorporata, chiaro e luminoso. Davanti si trova una seconda lastra di vetro, trasparente o con reticolo, che protegge la lente di Fresnel da graffi e usura.</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-10_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-10_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">La standarda posteriore &egrave; dotata dei movimenti di tilt e swing ordinari pi&ugrave; la possibilit&agrave; di operare dei movimenti micrometrici con le due manopole pi&ugrave; piccole. Qui, oltre al tilt indietro e allo swing (15&deg; entrambi), &egrave; stato messo in atto il microtilt.</div> </div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-12_1_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-12_1_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Il vetro smerigliato &egrave; del tipo con lente di Fresnel incorporata, con vetro protettivo davanti. La visione &egrave; nitida e luminosa, e c'&egrave; un forte effetto di tridimensionalit&agrave;.</div> </div></div>  <div class="paragraph">Da menzionare infine la possibilit&agrave; di cambiare rapidamente il soffietto, magari con quello grandangolare (che per&ograve; &egrave; difficile da trovare sul mercato dell&rsquo;usato). Sono disponibili ovviamente i classici accessori a corredo di un sistema come questo: dorsi porta rulli 120, paraluce universale compendium ecc. Devo anche menzionarvi un ultimo modello della Wista 45, la RF che, come suggerisce la sigla, &egrave; dotato di telemetro per la messa a fuoco, limitata alle lenti 135, 150 e 180mm. Non so dirvi di pi&ugrave;, non avendolo provato. In ogni caso manca delle regolazioni microswing.<br /><br />E veniamo quindi alle mie <strong>considerazioni e conclusioni</strong>. Devo dire che nel complesso la Wista 45 &egrave; <strong>una folding molto interessante</strong>. Mi ha piacevolmente sorpreso per il suo aspetto massiccio e robusto, che trova riscontro in una rigidit&agrave; notevole, il che ne fa un buon compagno di avventure in condizioni di scatto difficili. La base corta e il sistema di apertura senza staffe ne fanno uno strumento ideale per chi usa ottiche a focale corta, senza bisogno, entro certi limiti, di acquistare (introvabili) accessori specifici. Strizzano l&rsquo;occhio anche all&rsquo;estetica le grandi manopole laterali. Interessante la possibilit&agrave; di avere i movimenti di microswing (e microtilt), che permettono di gestire con precisione il piano di fuoco, anche se per rotazioni maggiori di 4&deg; avrete comunque bisogno di operare prima sulle rotazioni classiche. Quindi l&rsquo;utilit&agrave; (e la rapidit&agrave; di azione) maggiore si ha in situazioni dove la correzione richiesta &egrave; modesta, come nelle scene di paesaggio. Per contro lo scarso allungamento della base ne limita l&rsquo;uso con focali lunghe e l&rsquo;ampio spazio di tilt in avanti del piano pellicola &egrave; solo parzialmente utile, non trovando riscontro in una simile possibilit&agrave; sulla standarda anteriore. Ottimo il vetro smerigliato con Fresnel incorporata e vetro protettivo e la possibilit&agrave; di sostituire velocemente il soffietto. Ovviamente poi alcune considerazioni vanno fatte in base al modello. Il pi&ugrave; completo &egrave; l&rsquo;SP. E se la mancanza dei microswing (VX) riporta comunque la macchina ad essere una classica e robusta folding, la mancanza dello swing frontale (N e D) rappresenta una scomodit&agrave; che in certe situazioni (vedi correzioni prospettiche del piano orizzontale) pu&ograve; essere abbastanza fastidiosa. Si pu&ograve; ovviamente ovviare al problema ruotando la macchina di 90&deg; ed operando il tilt (che quindi &egrave; diventato uno swing). <strong>Insomma una macchina progettata abbastanza bene, lontana dall&rsquo;appeal e dai vertici qualitativi di una Linhof Technika, e con qualche piccolo difetto </strong>(ma chi non ne ha),<strong> che comunque non ne inficia un uso proficuo e di soddisfazione.</strong></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-11_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/wista-45-11_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Ed ecco un accessorio molto utile, il paraluce compendium, molto utile a proteggere la lente dai riflessi e luci parassite anche nel caso di un uso importante dei movimenti.</div> </div></div>  <div class="paragraph">E infine una menzione sul <strong>prezzo</strong>: facendo un giro su ebay si trovano diverse offerte che viaggiano sui 400/800&euro; (generalmente solo corpo), soprattutto da mercato giapponese. Questo ne fa una delle folding in metallo di concezione moderna pi&ugrave; economiche, soprattutto rispetto alla Linhof Technika o alla Toyo 45aII.<br />&#8203;<br />&copy;Giulio Speranza &ndash; riproduzione riservata.</div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Scattare in Grande Formato a mano libera: limiti e possibilità.]]></title><link><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/scattare-in-grande-formato-a-mano-libera-limiti-e-possibilita]]></link><comments><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/scattare-in-grande-formato-a-mano-libera-limiti-e-possibilita#comments]]></comments><pubDate>Tue, 27 Jun 2017 07:30:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Analogico]]></category><category><![CDATA[Architettura]]></category><category><![CDATA[Grande Formato]]></category><category><![CDATA[Pesaggio Urbano]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.giuliosperanza.com/blog/scattare-in-grande-formato-a-mano-libera-limiti-e-possibilita</guid><description><![CDATA[Con il presente articolo intendo presentare la mia esperienza in merito all&rsquo;utilizzo a mano libera delle fotocamere grande formato di tipo folding. In particolare, vi presenter&ograve; alcuni scatti, con relativi dati e considerazioni, realizzati con un apparecchio Linhof Super Technika IV 4x5&rdquo; (10,2*12,7 cm), mentre non prender&ograve; in considerazione in questa sede quei modelli di fotocamere grande formato realizzate espressamente per un utilizzo a mano libera (Gaoersi, Dayi, Cam [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><br />Con il presente articolo intendo presentare la mia esperienza in merito all&rsquo;<strong>utilizzo a mano libera delle fotocamere grande formato di tipo folding</strong>. In particolare, vi presenter&ograve; alcuni scatti, con relativi dati e considerazioni, realizzati con un apparecchio Linhof Super Technika IV 4x5&rdquo; (10,2*12,7 cm), mentre non prender&ograve; in considerazione in questa sede quei modelli di fotocamere grande formato realizzate espressamente per un utilizzo a mano libera (Gaoersi, Dayi, Cambo ecc) e quindi limitati in massima parte solamente a quello. Qui invece prenderemo in esame l&rsquo;uso per scatti senza cavalletto di fotocamere di tipo folding, anche note come technical cameras, che normalmente possono essere adoperate per una vasta gamma di applicazioni, e trasportate con relativa facilit&agrave;. Sono apparecchi solitamente completi di movimenti che permettono una gestione accurata della prospettiva e del piano di fuoco ma che alla bisogna, essendo dotate anche di mirino ottico e telemetro accoppiato alla lente in uso, possono diventare delle insospettabili fotocamere &ldquo;point and shoot&rdquo; senza cavalletto. Ovviamente con evidenti limitazioni, specialmente peso e ingombro, e quindi non certo la prima scelta nel caso in cui la necessit&agrave; primaria sia la rapidit&agrave; d&rsquo;azione e la veloce ripetizione di scatti. Ma vi assicuro che godono di insospettabili qualit&agrave; e possono dire la loro anche in questi casi.<br /><br />Alcuni esempi di fotocamere di questo tipo sono la gi&agrave; citata <strong>Linhof Super Technika</strong> (il &ldquo;super&rdquo; sta proprio ad indicare la presenza del telemetro), diversi modelli della celeberrima <strong>Graflex</strong>, la <strong>Horseman VH-R</strong> e la <strong>Wista 45RF</strong>. Si tratta in tutti i casi di apparecchi che scattano su pellicole piane nel formato 4x5&rdquo;, utilizzando i classici chassis per l&rsquo;international back (tipo Lisco, Fidelity ecc.). Tutte in pratica sono state pensate per raggiungere il massimo della versatilit&agrave; nell&rsquo;ambito del grande formato, unendo la libert&agrave; e la flessibilit&agrave; dei corpi mobili e della messa a fuoco con il soffietto alla compattezza e relativa leggerezza costruttiva, specie se paragonate alle pi&ugrave; ingombranti e pesanti fotocamere a banco ottico classiche (monorail). Tutto ci&ograve; perch&eacute; sono state progettate per un utilizzo sul campo (vengono anche definite &ldquo;field&rdquo; non a caso), rispetto ad una vocazione pi&ugrave; da studio del banco ottico propriamente detto. Ed infatti uno dei campi originali di utilizzo nell&rsquo;ambito della fotografia professionistica era quello del fotogiornalismo, per il quale venivano in larga parte utilizzate proprio a mano libera, eventualmente coadiuvate da grossi flash.<br /><br />&#8203;Oggi ovviamente non vediamo pi&ugrave; all&rsquo;opera chi fa fotogiornalismo con questi apparecchi, ma le fotocamere di questo tipo ci sono ancora, anche attualmente in produzione (come la Linhof Super Technika), senza contare il florido mercato dell&rsquo;usato. Quindi mi sembra doveroso presentarvi le mie impressioni su un modo d&rsquo;uso del grande formato che ai pi&ugrave; fa sorridere.</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img-5008_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Il sottoscritto alle prese con uno scatto a mano libera di un paesaggio montano. Fotocamera Linhof Super Technika IV 4x5" con mirino ottico multifocale e grip anatomico. L'ottica montata &egrave; un Nikkor-W 150mm.</div> </div></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div class="paragraph">Ma cosa serve e come si scatta a mano libera con queste attrezzature? Bene, ora ve lo spiego, partendo dal presupposto che io faccio riferimento alla Linhof Super Technika, ma che grosso modo vale similmente per le altre fotocamere.<br /><br />Come ho scritto all&rsquo;inizio, ci&ograve; che permette di scattare a mano libera con una fotocamera folding grande formato &egrave; la presenza del <strong>telemetro</strong>, che nella Linhof Technika si trova montato sul lato sinistro del corpo macchina, ed &egrave; accoppiato alla lente in uso per mezzo di una camma (una specie di lama metallica, ogni lente ha la sua!) e un sistema di leve e molle. Il focusing avviene quindi guardando nell&rsquo;apposita finestrella del telemetro e operando con la rotellina del fuoco, fino a far coincidere le immagini al centro dell&rsquo;area visualizzata. E fin qui ci siamo, ma per comporre l&rsquo;inquadratura? Ecco l&rsquo;altra cosa fondamentale di cui abbiamo bisogno: un <strong>mirino ottico</strong> che deve riprodurre la scena inquadrata, e deve farlo per varie lunghezze focali e possibilmente correggendo il difetto di parallasse che potrebbe intervenire se il soggetto inquadrato &egrave; vicino. Nel caso della Linhof abbiamo un accessorio che &egrave; un vero e proprio gioiello e che assolve alla grande questo compito: il multifocal viewfinder, un mirino ottico che si monta sulla slitta al centro del corpo macchina e permette di inquadrare il soggetto simulando lunghezze focali comprese tra 75/90 e 360mm (per il 4x5&rdquo;) e dotato anche di meccanismo per correggere il difetto di parallasse.<br /><br />Quindi telemetro e mirino permettono di comporre e focheggiare senza guardare sul vetro smerigliato. Bene, ma per un utilizzo davvero &ldquo;a mano libera&rdquo; dobbiamo essere in grado di reggere agevolmente la macchina con una mano mentre con l&rsquo;altra mettiamo a fuoco e poi guardiamo nel mirino. Quindi il terzo accessorio pi&ugrave; o meno indispensabile &egrave; un&rsquo;impugnatura che, nel caso della Linhof, &egrave; un <strong>maniglione anatomico</strong> che si innesta su un binario dal lato opposto al telemetro e pu&ograve; essere ruotato per trovare la posizione migliore. Il grip anatomico &egrave; anche dotato di foro al centro dove far passare un cavo di scatto flessibile, in modo da poter scattare agevolmente con il pollice della mano sinistra, mentre guardiamo nel mirino ottico e con la destra sosteniamo la base della fotocamera. Ecco fatto! La cosa fondamentale da ricordarsi &egrave; che quando usiamo la nostra folding in questo modo in sostanza lo facciamo come se fosse una normale fotocamera &ldquo;rigida&rdquo;. Tutti i movimenti, decentramenti e basculaggi, non possono essere usati perch&eacute; alterano il fuoco e l&rsquo;inquadratura e quindi ci&ograve; che vediamo nel mirino e dove focheggiamo non corrispondono pi&ugrave; a quando realmente inquadrato e focheggiato!</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/gf-amanolibera_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Ecco i due accessori fondamentali (oltre al telemetro che &egrave; fissato sulla fotocamera) per scattare in grande formato a mano libera: il mirino ottico multifocale e il grip anatomico con cavo di scatto flessibile.</div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>Dal punto di vista pratico</strong> come si deve procedere? Innanzi tutto, una volta scelta grosso modo l&rsquo;inquadratura, calcolate l&rsquo;esposizione e settate di conseguenza l&rsquo;otturatore, che deve essere caricato. Ricordatevi che i movimenti della fotocamera devono tutti essere impostati a &ldquo;0&rdquo;. Quindi inserite lo chassis nel dorso della macchina, pronto a scattare, ed estraete il volet. A questo punto dovete compiere le due operazioni fondamentali di focheggiatura e composizione, una alla volta perch&eacute; il telemetro e il mirino sono due oggetti separati. Io procedo dapprima alla messa a fuoco, quindi, immaginando che il soggetto non se ne vada in giro, o almeno non troppo rapidamente, compongo con il mirino e scatto usando il grip anatomico, che impugno con la mano sinistra, mentre la destra la metto a sostegno della base della fotocamera. Ricordatevi di mettere a fuoco! Dato che guardando nel mirino ottico la scena ci appare tutta nitida, possiamo dimenticarci di farlo. Ecco perch&eacute; &egrave; meglio prima mettere a fuoco e poi comporre.<br /><br /><strong>Vantaggi e svantaggi</strong>. Lo svantaggio pi&ugrave; evidente &egrave; la relativa lentezza dell&rsquo;operazione messa a fuoco &ndash; composizione, che quindi pregiudica l&rsquo;utilizzo in caso di azioni molto rapide. Altri punti deboli sono il peso della macchina e il singolo scatto che avete a disposizione. Per effettuarne un secondo occorre ovviamente reinserire il volet ed estrarre lo chassis, girarlo e reinserirlo. Un vantaggio inaspettato &egrave; invece la sorprendente stabilit&agrave; della fotocamera, che permette di scattare con confidenza anche usando tempi relativamente lenti. L&rsquo;azione dell&rsquo;otturatore &egrave; gi&agrave; di per s&eacute; impercettibile e viene completamente assorbita dalla massa della dell&rsquo;apparecchio che, se impugnato come si deve e mantenuto stabile, magari appoggiandolo al corpo, si rivela davvero monolitico. Io ho scattato senza problemi con tempi di 1/60 sec con la lente 150mm. E se un altro svantaggio &egrave; la relativa difficolt&agrave; a mantenere la perfetta orizzontalit&agrave; (o verticalit&agrave;) dell&rsquo;inquadratura, ma questo pu&ograve; importare relativamente, un indiscutibile vantaggio &egrave; il semplice fatto di realizzare lo scatto in grande formato, con tutta la qualit&agrave; che ne consegue. Infine uno svantaggio pu&ograve; essere l&rsquo;impossibilit&agrave; di usare diaframmi troppo chiusi per ovvii problemi di tempo di scatto. In ogni caso non c&rsquo;&egrave; problema a scattare in luce diurna a f/16 o oltre, quindi una sufficiente profondit&agrave; di campo &egrave; garantita.<br /></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img015-web_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Un classico errore in cui si pu&ograve; incorrere &egrave; la foto storta. Specie quando il tempo a disposizione &egrave; poco e si cerca di scattare rapidamente. Milano, pellicola Kodak Tmax 100. Esposizione 1/125sec @ f/11.</div> </div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:left"> <a> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dettaglio-sfocato_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Stessa foto di prima, ed ecco un secondo classico errore: ci si pu&ograve; dimenticare di mettere a fuoco. Qui infatti mi sono concentrato troppo sull'azione e non ho focheggiato sul monumento. Il fuoco &egrave; rimasto su "infinito" e quindi a risultare nitido &egrave; il palazzo sullo sfondo. Ecco perch&eacute; &egrave; importante prima di tutto mettere a fuoco e poi inquadrare.</div> </div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:left"> <a> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img010-web_2_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Nuova sede dell'Unicredit a Milano. Scattare a mano libera ci permette di realizzare agevolmente scatti che altrimenti richiederebbero complicati posizionamenti del treppiedi. Pellicola Kodak Tmax 100, esposizione 1/60sec @ f/11, filtro giallo. Qui sotto altri tre esempi di foto scattate a mano libera.</div> </div></div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='161923399323310135-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='161923399323310135-imageContainer0' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='161923399323310135-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img011-web_2_orig.jpg' rel='lightbox[gallery161923399323310135]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img011-web_2.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='504' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-34%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='161923399323310135-imageContainer1' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='161923399323310135-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/sant-ambrogio-web_orig.jpg' rel='lightbox[gallery161923399323310135]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/sant-ambrogio-web.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='507' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-34.5%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='161923399323310135-imageContainer2' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='161923399323310135-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/sexten-color003_1_orig.jpg' rel='lightbox[gallery161923399323310135]'><img src='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/sexten-color003_1.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='316' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.67%;left:0%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="paragraph">Ed eccoci arrivati alle mie <strong>considerazioni</strong>. Scattare a mano libera in grande formato utilizzando una fotocamera folding non &egrave; cosa da prendere alla leggera (&egrave; proprio il caso di dirlo!) e applicabile a tutte le situazioni. La complessit&agrave; e lentezza operativa, nonch&eacute; i costi delle pellicole, la rendono una scelta sensata solo in alcune condizioni. Da un lato chi scatta in grande formato normalmente lo fa per ottenere un&rsquo;accuratezza di esecuzione che mal si concilia con le possibili imprecisioni derivanti dall&rsquo;uso a mano libera. Senza contare che non si possono usare i movimenti per la gestione della prospettiva e del piano di fuoco, prerogativa del grande formato che &egrave; un fattore fondamentale per chi sceglie di usarlo. Dall&rsquo;altro chi vuole il massimo della qualit&agrave; nella fotografia d&rsquo;azione, street e simili si orienter&agrave; decisamente sul medio formato, che, pur essendo qualitativamente inferiore al fratello maggiore, garantisce rapidit&agrave; d&rsquo;azione, workflow fluido e costi pi&ugrave; contenuti. E allora quando vale la pena impugnare la nostra folding 4x5&rdquo;? Io ritengo in tutte quelle situazioni (che lo permettono) in cui vogliamo scattare avendo la qualit&agrave; e le caratteristiche del grande formato ma per un motivo o per un altro non vogliamo o possiamo usare il cavalletto. Scene urbane, architettura, paesaggio, ritratto sono solo alcuni dei soggetti che potremmo tranquillamente ritrarre in grande formato a mano libera! Provateci!<br />&nbsp;<br />&copy; Giulio Speranza, giugno 2017, riproduzione riservata.<br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[L'inverno 2016/17 in Abruzzo: analisi e considerazioni.]]></title><link><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/linverno-201617-in-abruzzo-analisi-e-considerazioni]]></link><comments><![CDATA[https://www.giuliosperanza.com/blog/linverno-201617-in-abruzzo-analisi-e-considerazioni#comments]]></comments><pubDate>Sat, 04 Mar 2017 12:37:32 GMT</pubDate><category><![CDATA[Analogico]]></category><category><![CDATA[Grande Formato]]></category><category><![CDATA[Montagna]]></category><category><![CDATA[News]]></category><category><![CDATA[Paesaggio]]></category><category><![CDATA[Ricerca]]></category><category><![CDATA[Storie]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.giuliosperanza.com/blog/linverno-201617-in-abruzzo-analisi-e-considerazioni</guid><description><![CDATA[Con l'inizio della primavera meteorologica (1 marzo) si &egrave; ufficialmente conclusa la stagione invernale 2016-17 anche in Abruzzo. Vorrei analizzare, ovviamente con l'ausilio delle fotografie, l'andamento di questo periodo cos&igrave; turbolento che molto probabilmente passer&agrave; alla storia per l'indubbiamente tragico e assai emotivo disastro dell'Hotel Rigopiano, un singolo evento che, complice anche l'assordante bombardamento mediatico, ha finito con l'etichettare l'intera stagione c [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">Con l'inizio della primavera meteorologica (1 marzo) si &egrave; ufficialmente conclusa la stagione invernale 2016-17 anche in Abruzzo. Vorrei analizzare, ovviamente con l'ausilio delle fotografie, l'andamento di questo periodo cos&igrave; turbolento che molto probabilmente passer&agrave; alla storia per l'indubbiamente tragico e assai emotivo disastro dell'Hotel Rigopiano, un singolo evento che, complice anche l'assordante bombardamento mediatico, ha finito con l'etichettare l'intera stagione come un inverno storico, da record, d'altri tempi per quanto riguarda freddo e neve. Falso? Non del tutto. Ma come ho scritto altre volte, mi interessa analizzare le cose partendo dai dati per poi cercare di dare un giudizio il pi&ugrave; possibile onesto e non emotivo. Al netto di ci&ograve; che &egrave; successo, si possono trarre interessanti riflessioni dall'andamento di questa stagione, senza focalizzarsi troppo sul singolo evento e guardando le cose alla giusta scala, altrimenti corriamo il rischio di estrapolare un fatto locale e di estenderlo a scala nazionale o globale.</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/tremoggia-2_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/tremoggia-2_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">23 novembre 2016, la dorsale tra il Monte Tremoggia e il Monte Camicia, versante NE (porzione meridionale della catena del Gran Sasso). Scatto realizzato su pellicola bianco e nero grande formato (4x5").</div> </div></div>  <div class="paragraph">L'inverno meteorologico 2016/17 inizia il 1 dicembre dopo un autunno tutt'altro che freddo e soprattutto decisamente avaro di neve. Se escludiamo un paio di deboli irruzioni fredde dai Balcani, che portano a modesti accumuli nevosi, peraltro di brevissima durata, solo sui monti pi&ugrave; orientali, Gran Sasso e Majella su tutti, succede poco o nulla. Cos&igrave;, come si apprezza dalla foto in alto, si arriva alla fine dell'autunno praticamente senza neve sui monti. Tenete conto che la cima pi&ugrave; alta nell'immagine sfiora i 2500m, e al 23 novembre presenta solo alcuni modesti accumuli residui. Dicembre inizia senza grandi scossoni. Un solo evento perturbato, ancora dai quadranti orientali, imbianca nuovamente all'inizio del mese Gran Sasso, Majella e zone orientali del Parco Nazionale d'Abruzzo. Il resto dell'Appennino Centrale rimane abbastanza all'asciutto. La situazione prosegue nelle settimane successive e si arriva a fine mese con le montagne in condizioni quasi grottesche.</div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc8670_1_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc8670_1_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">28 dicembre 2016, Monte Rotondo (2061m) e le piste del comprensorio di Campo Felice.</div> </div></div>  <div class="paragraph">Nell'immagine qui sopra potete vedere come si presentava la situazione a fine anno (28 dicembre) sui monti del Gruppo Velino - Sirente. Con quasi un mese di inverno alle spalle, totale assenza di neve a tutte le quote. Operatori turistici &nbsp;costretti ad un super utilizzo dell'innevamento artificiale (quando presente) per far funzionare, seppure al minimo, le stazioni sciistiche. Pochi fruitori e condizioni della montagna al limite del grottesco. Verrebbe da sorridere, ma una tale assenza di neve anche oltre i 2000m alla fine dell'anno non &egrave; una cosa su cui scherzare. Di sicuro annate iniziate con poca neve non sono mai mancate, ma arrivare a questi livelli &egrave; davvero raro. Questa situazione era comune a gran parte dell'Appennino Centrale, con condizioni solo leggermente diverse sui monti pi&ugrave; orientali per la suddetta nevicata di inizio dicembre. Non posso fare a meno di notare che tutto ci&ograve; non &egrave; minimamente passato per i mezzi di informazione. Anche se comprendo non fosse una notizia cos&igrave; "spettacolare" e magari neanche opportuna da dare per le ricadute sul turismo, il risultato &egrave; che la cosa &egrave; passata completamente inosservata. Tutto finito? Beh ovviamente no. Come accade ormai sempre pi&ugrave; spesso a livello meteorologico, finisce che si passa da un eccesso all'altro. La svolta inizia il 3 gennaio 2017.</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc8770_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/dsc8770_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">7 gennaio 2017. La case dirute del Borgo di Sperone, a circa 1200m di quota, invase dalla neve caduta nei tre giorni precedenti.</div> </div></div>  <div class="paragraph">Dapprima inizia a nevicare alle quote medio-alte, poi aria sempre pi&ugrave; gelida inizia ad affluire ancora una volta dai quadranti nordorientali. Per due/tre giorni forti bufere di neve e temperature davvero gelide impazzano sull'Abruzzo e sul resto dell'Italia centro-meridionale. Ancora una volta di gran lunga pi&ugrave; colpito risulta il versante adriatico, con nevicate eccezionali &nbsp;sulle coste della Puglia e accumuli notevoli, con conseguenti disagi alla viabilit&agrave;, su Abruzzo e Molise. Sul versante tirrenico molto freddo e poco altro. A ben vedere si tratta di un evento tutt'altro che raro per caratteristiche, per altro perfettamente in linea con il periodo dell'anno. Ovviamente i mezzi d'informazione si buttano a pesce sulla vicenda, con inviati infreddoliti che ci narrano le vicende da paesi coperti di neve e spazzati dal vento. Nella foto qui sopra potete vedere la situazione nella parte "nuova" del diruto Borgo di Sperone, nella Marsica, ormai alla fine della perturbazione. Al suolo circa 50cm di neve. In altre zone dell'Abruzzo e del Molise gli accumuli sono stati molto maggiori, ma complessivamente la zona pi&ugrave; colpita risulta avere un'estensione abbastanza limitata.<br />Il "freddo siberiano" per&ograve; non dura molto, la temperatura fluttua, in basso la neve inizia subito a sciogliersi, c'&egrave; una tregua. Poi, dopo met&agrave; gennaio, ecco arrivare il secondo, e ampiamente previsto, evento meteo di estrema intensit&agrave;. E avviene il disastro.</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/snowstorm_1_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/snowstorm_1_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">18 gennaio 2017. La chiesa di Santa Maria delle Grazie a Pescina, nella Marsica al bordo nord-orientale del Fucino. Siamo poco oltre 700m e una intensissima nevicata insiste da molte ore accompagnata da venti fortissimi. Scatto realizzato su pellicola bianco e nero grande formato.</div> </div></div>  <div class="paragraph">Chi &egrave; appassionato di montagna e meteo come me, non pu&ograve; fare a meno di consultare quotidianamente carte e modelli previsionali per avere un'idea di massima del tempo per i giorni successivi. Cos&igrave; non &egrave; un caso se proprio il 18 gennaio, il giorno che poi sar&agrave; &nbsp;della tragedia di Rigopiano, avevo deciso di andare a fotografare le grandi bufere in atto in Abruzzo. Tutto quello che si &egrave; verificato dal punto di vista dell'evento perturbato, &nbsp;era previsto da almeno una settimana. I modelli infatti indicavano inequivocabilmente almeno tre giorni consecutivi di intensissime nevicate sul versante adriatico, anche a quote molto basse. Ancora una volta sempre sulle zone pi&ugrave; orientali. La cronaca di quei giorni la conoscono tutti, quindi non rimarco. Per quanto mi riguarda sono partito da Roma con condizioni meteo decisamente tranquille e mi sono trovato a non riuscire ad andare oltre la Piana del Fucino. Strade bloccate, bufere di neve e vento assai intense, alberi caduti ecc ecc. Davvero quella che &egrave; culminata il 18 gennaio pu&ograve; a ragione essere chiamata da alcuni "La Grande Neve", perch&eacute; ha avuto i crismi dell'evento meteorologico eccezionale, "insolito" come si &egrave; detto, di quelli che si verificano una volta ogni 30-40 anni. Questo per&ograve; lo possono dire soprattutto gli abitanti della fascia adriatica abruzzese dove in alcuni paesi in bassa collina sono caduti fino a 2 metri di neve. Paesi rimasti isolati per giorni, spesso senza elettricit&agrave; e con gravi difficolt&agrave; per gli abitanti. &nbsp;Per altri &egrave; stata una nevicata intensa ma niente di speciale. Per altri non c'&egrave; stata proprio. Ora, come sappiamo, il caso ha voluto che lo stesso giorno si verificassero alcune scosse sismiche superiori al grado 5 Richter proprio nella zona dell'Aquilano. Sappiamo anche della grande valanga di Rigopiano e non sapete, ma ve lo dico io, di altre enormi valanghe cadute sempre sul Gran Sasso ma sul versante aquilano. Non c'&egrave; la prova scientifica della contemporaneit&agrave; tra le scosse e alcune delle valanghe, e non ha molto senso parlarne. Le valanghe molto probabilmente sarebbero cadute lo stesso, magari in un altro momento, magari pi&ugrave; piccole, non lo sapremo mai. Di fatto sono avvenute e non &egrave; oggetto di questo articolo dire se poteva essere evitata la tragedia dell'hotel, magari ne parleremo in futuro. Ora invece continuiamo ad esaminare l'andamento di quello che a questo punto nell'idea di tutti &egrave; diventato l'inverno storico delle grandi bufere e del grande freddo.</div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img-5989_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img-5989_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">25 gennaio 2017, la valanga staccatasi dalle pendici del Monte Portella vista pi&ugrave; o meno dal punto pi&ugrave; lontano raggiunto dall'ondata distruttiva.</div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img-6212_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/img-6212_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">2 marzo 2017, stessa vista della foto precedente. Gran parte della neve &egrave; scomparsa, lasciando il posto ad un cimitero di alberi.</div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div class="paragraph">Prima per&ograve; vi devo una descrizione delle grandi valanghe cadute sul versante aquilano del Gran Sasso, segnatamente nella zona della Funivia (Fonte Cerreto) e di cui poco o nulla si &egrave; sentito. Si tratta di almeno tre grandi distacchi, pi&ugrave; altri minori, di cui nelle foto in alto vedete il pi&ugrave; grande, quello originatosi dai pendii della Portella. Si tratta in ben due casi di valanghe che hanno raggiunto e superato la statale 17bis di Campo Imperatore, e che in tutti i casi hanno distrutto grandi porzioni di aree boscate, accumulando centinaia e centinaia di alberi alla base dei versanti. Una di queste ha anche abbattuto tre tralicci dell'elettrodotto che alimenta gli impianti di Campo Imperatore, rimasti senza corrente per diversi giorni. Si tratta di distacchi che non avvenivano da molto tempo con queste dimensioni. Basti pensare che la valanga della Portella ha abbattuto una grande porzione della pineta che si trovava l&igrave; da diverse decine di anni. Si tratta quindi di fenomeni davvero rari ovvero con tempi di ritorno molto lunghi. Il discorso &egrave; simile a quello della valanga del Rigopiano: La Portella &egrave; sempre stata una pista per le valanghe, ma da tantissimo tempo non si verificava un fenomeno di simili dimensioni. E ci&ograve; che non ricordiamo &egrave; difficile ipotizzare che si verifichi ancora. Ma proseguiamo, che ci stiamo avvicinando alla fine della storia.<br />Dopo la fine della Grande Nevicata, i cui effetti dureranno a lungo e saranno visibili ben oltre la permanenza della neve al suolo, che succede? Beh, poco o nulla. La fine di gennaio e soprattutto il mese di febbraio scorrono via tranquilli, con temperature via via pi&ugrave; alte, anche non di poco sopra la media del periodo. La neve fonde rapidamente alle quote medio-basse ed in breve solo grandi mucchi sporchi nei paesi pi&ugrave; alti ricordano quello che era stato solo un paio di settimane prima. Insomma, l'ultimo mese dell'inverno meteorologico scorre via e senza colpo ferire ci ritroviamo al 1 marzo, inizio della primavera meteorologica.</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a href='https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/rocca-gransasso001-web_orig.jpg' rel='lightbox' onclick='if (!lightboxLoaded) return false'> <img src="https://www.giuliosperanza.com/uploads/6/5/8/9/65893263/rocca-gransasso001-web_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">2 marzo 2017, la piana di Campo Imperatore, il Monte Prena e il Brancastello visti dall'arrivo della funivia del Gran Sasso. Scatto realizzato su pellicola bianconero grande formato (10*12cm).</div> </div></div>  <div class="paragraph">&Egrave; quindi tempo di bilanci per l'inverno 2016/17. Certo a marzo (come sta facendo mentre scrivo) potr&agrave; nevicare ancora, ma ormai sono vicende che fanno parte dell'inizio della primavera, che sappiamo essere per definizione assai mutevole e non di rado anche ricco di neve. Per quanto mi riguarda, analizzando quanto visto quest'anno, mi sento di poter fare le seguenti considerazioni.<br />1: l'inverno &egrave; iniziato tardissimo. Davvero, se "da record" &egrave; stata la nevicata di met&agrave; gennaio, cos&igrave; lo &egrave; un fine dicembre senza ombra di neve su gran parte dell'Appennino centrale, con temperature tra l'altro sopra la media. Si tratta di circostanze davvero rare e preoccupanti se inserite nel contesto del cambiamento climatico globale. Probabilmente ci troveremo sempre pi&ugrave; spesso in situazioni come queste, con tutte le ricadute del caso, prima di tutto sul turismo.<br />2: gennaio &egrave; stato un mese di freddo e neve impressionanti, ma solo per il versante adriatico. Come ampiamente detto, se il freddo, ma solo ai primi di gennaio, ha interessato un po' tutta l'Italia centro-meridionale, la neve "record" ha riguardato solo il versante adriatico, accanendosi in pratica sulle stesse aree, grosso modo dalle Marche meridionali al Molise. Questo deve far riflettere sul fatto che &egrave; importante la scala dei fenomeni di cui si parla. Gennaio "storico" (e tragico) per l'Abruzzo, nella norma per gli altri. Decisamente avaro di neve e pioggia per il nord Italia. Quindi attenzione, se parliamo di andamento nazionale o regionale dell'inverno, bisogna anche considerare le zone dove la stagione &egrave; stata "normale" o addirittura di segno opposto a quella abruzzese.<br />3: le valanghe del 18 gennaio erano prevedibili? E quanto ha influito il terremoto? Beh come detto la perturbazione era stata ampiamente prevista. Era logico aspettarsi distacchi anche importanti. Certo le dimensioni raggiunte dalle valanghe sono state enormi, e difficilmente ipotizzabili a priori, se pensiamo che sono andati completamente distrutti boschi con diverse decine di anni di et&agrave;. Forse una tragica combinazione di evento meteorologico "estremo", inteso come evento con tempo di ritorno sulle decine di anni, e scosse sismiche hanno causato la tragedia. Quello che bisogna considerare &egrave; che, come avvenuto con l'assenza di neve di dicembre, i fenomeni meteo saranno sempre pi&ugrave; violenti e, a parit&agrave; di violenza, pi&ugrave; frequenti negli anni futuri.<br />4: l'inverno &egrave; stato brevissimo. Come detto febbraio &egrave; stato pi&ugrave; un mese da anticipo di primavera che di inverno pieno. Ergo l'inverno propriamente detto, pur ammettendo che all'interno della stagione ci sia una logica variabilit&agrave; delle condizioni, &egrave; durato solo un mese: gennaio. Un po' poco per considerarlo storico.<br />Concludo, sperando di non avervi annoiato troppo, dicendo che secondo me &egrave; stato un andamento emblematico dei tempi che corrono. La stagione invernale da tempo ormai si sta progressivamente accorciando, ma ci&ograve; non vuol dire che non possano verificarsi fenomeni sempre pi&ugrave; estremi, come freddo e nevicate record o totali assenza di neve e siccit&agrave;. Il clima sta cambiando, &egrave; innegabile. I risvolti sono imprevedibili, e possono essere completamente opposti in aree limitrofe. Far fronte al cambiamento, adeguarci a esso, tenerne conto per progettare il futuro della nostra societ&agrave;, &egrave; di vitale importanza.&nbsp;<br /><br />(c) giulio speranza - riproduzione riservata<br /></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>